TRAVAGLI DEMOCRATICI

Scoppia la coppia Fornaro-Borioli

Sempre più distanti sulla scacchiera nazionale, la storica accoppiata alessandrina si rompe sull'elezione del nuovo segretario. Dopo il ballottaggio si ribalta il risultato e viene eletto Scaglia, sostenuto dall'asse Rossa-Filippi

La coppia non è scoppiata, ma quasi.  Vivono da separati in casa, verrebbe da dire. Oddio, non è volato neppure uno straccio, ma le vie imboccate all’interno del Pd dal ticket alessandrino Daniele Borioli-Federico Fornaro sono ormai chiaramente diverse.  Sia a livello nazionale, sia quando giocano in casa com’è appena capitato per l’elezione del nuovo segretario provinciale alessandrino. Anche se con differenze di un certo peso tra la maglia romana e quella indossata in riva al Tanaro. Borioli, accompagnato dalla deputata casalese Cristina Bargero, è dato in avvicinamento a Rifare l’Italia degli ex giovani turchi, preziosi alleati di Matteo Renzi, e del padre del supercanguro Stefano Esposito, mentre sempre più definito è il ruolo di Federico Fornaro in quell’Area Riformista dura e pura, spina nel fianco del segretario-premier.  Per capirci, fosse per Fornaro la caccia al canguro sarebbe aperta tutto l’anno. Posizioni quelle romane che, per certi versi, sembrano cambiare o comunque non avere la stessa nettezza quando i senatori tornano nel loro collegio.

 

Questo fine settimana non era uno qualunque, ad Alessandria. C’era da eleggere il nuovo segretario provinciale, successore di Domenico Ravetti, promosso in Regione e presidente della commissione consiliare più calda, quella che si occupa di sanità.  I preparativi erano incominciati fin dall’estate quando il candidato pareva dovesse essere unico e, per quanto possibile unificante. Claudio Scaglia da Tortona, dov’è consigliere comunale dopo essere stato sindaco di Pontecurone, il nome che per primo aveva preso a girare.  Molto vicino all’ex presidente della provincia Paolo Filippi e a quello in carica, nonché sindaco di Alessandria, Rita Rossa, Scaglia aveva però fatto storcere il naso quell’ala del partito che si definisce dei renziani primitive, ma più propriamente ha come riferimento il viceministro Enrico Morando. Passano le settimane ed ecco, a sorpresa, venire fuori pure un pretendente, Monica Ghio, che gli avversari classificano come il catalizzatore dei consensi  dell’ex parlamentare di Novi Ligure Mario Lovelli, ma soprattutto la persona destinata a segnare la continuità con la gestione Ravetti. A supporto della candidata scendono in campo la deputata Bargero e Borioli. Mentre Fornaro sembra stare alla finestra, ma solo apparentemente come si è visto.

 

Non poche tensioni animano i giorni di vigilia e quando si arriva a quello cruciale, vero coup de théâtre, è proprio la Ghio con 31 voti a superare Scaglia (30) tagliando fuori il terzo contendente, Daniele Coloris (18). Al ballottaggio il risultato si ribalta: 45 voti a Scaglia (foto), 34 a Ghio. Sbaragliato l’asse Lovelli-Borioli-Bargero, nelle prime file del Pd mandrogno c’è chi vede nell’elezione la sconfitta del tentativo da parte di Ravetti di dare continuità alla sua segreteria. E il ruolo di Fornaro? A chi glielo ha chiesto si è limitato a rispondere con la sua indicazioni a favore di Scaglia. Insomma, anche ad Alessandria la coppia Borioli-Fornaro è separata in casa. Anche se con amicizie diverse da quelle coltivate a Roma.

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