TALENT

Sanità, il criterio dei nuovi manager

A bando chiuso emergono i parametri attraverso i quali la troika esaminatrice sta conducendo le selezioni degli aspiranti direttori generali di Asl e Aso. Priorità assoluta a chi vanta esperienze nel settore o ha ricoperto posizioni apicali - DOCUMENTO

Nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie piemontesi, ennesimo colpo di scena. La commissione incaricata dalla giunta regionale per designare gli idonei a ricoprire l’incarico, ha stabilito una serie di paletti insormontabili per bloccare ancora prima del colloquio la pletora di aspiranti manager, i 269 che hanno presentato domanda. Ma lo avrebbe fatto quando il bando era ormai chiuso e coloro che hanno risposto lo avevano fatto in base ai requisiti indicati in origine, non certo tenendo conto di quelli indicati a posteriori. Che non sono stati mai comunicati pubblicamente, ma solo – com’è in grado di rivelare lo Spiffero – a chi è stato escluso dall’ormai famigerato “esame orale” con la troika.

 

“In relazione alla partecipazione al pubblico avviso di selezione per l’inserimento nell’elenco regionale di idonei alla nomina a direttore generale di azienda sanitaria regionale, indetto con DGR n. 26-430 del 13.10.2014, si comunica che la SV non è ammessa alla seconda fase della selezione (colloquio), in quanto le esperienze professionali dichiarate, secondo quanto richiesto al punto 3 del modello di scheda analitica allegato all’istanza  non risultano soddisfare i parametri di valutazione stabiliti dalla Commissione di esperti in occasione della seduta di insediamento, e riportati nel relativo verbale di data 8 gennaio 2015, del quale si trasmette estratto in allegato alla presente comunicazione”. Questo il testo della lettera inviata a chi, per dirla nel linguaggio dei talent scout, è fuori. Solo nel leggere l’allegato a questa comunicazione si scoprono quali siano le condizioni fissate dalla commissione al momento del suo insediamento e non all’apertura del bando per poter continuare la corsa verso l’agognata poltrona di direttore generale di Asl e Aso.

 

Ecco i requisiti. Aver ricoperto l’incarico di direttore generale o commissario di azienda sanitaria/enti del servizio sanitario regionale, per un periodo pari o superiore a 2 anni, periodo che sale a 4 anni nella funzione di direttore amministrativo o sanitario di azienda sanitaria. Cinque anni sono invece richiesti come condizione minima per gli incarichi di direttore di presidio (almeno sede di Dea di I livello) di azienda sanitaria, direttore di distretto (con popolazione pari o superiore a 70.000 abitanti), direttore di dipartimento amministrativo (con numero di dipendenti pari o superiore a 150 e con budget pari o superiore a 20 milioni di euro), direttore di dipartimento sanitario (con numero di dipendenti pari o superiore a 150 e con budget pari o superiore a 20 milioni di euro), direttore generale-dirigente di struttura o responsabile di funzione (con numero di dipendenti pari o superiore a 150 e con budget pari o superiore a 20 milioni di euro - di altri Enti o Istituzioni pubbliche/miste che svolgono attività di interesse sanitario (es. Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Aifa, Agenas, Assessorati regionali alla Sanità, Ipab ed Rsa pubbliche, aziende farmaceutiche municipalizzate). Sempre soglia minima di 5 anni per  chi è stato presidente (con deleghe gestionali dirette), membro di Cda (con delega ad incarichio perativi), Ceo, Ad o direttore generale, amministratore unico, dirigente di struttura o responsabile di funzione (con numero di dipendenti pari o superiore a 150 e con budget pari o superiore a 20 milioni di euro) - di di strutture sanitarie private o aziende operanti nel settore sanitario con numero complessivo di dipendenti pari o superiore a 300 e con bilancio pari o superiore a 50 milioni di euro. Gli anni salgono a 7 nel caso si tratti di direttore generale, dirigente di struttura o responsabile di funzione (con numero di dipendenti pari o superiore a 150 e con budget pari o superiore a 20 milioni di euro) in organizzazioni pubbliche extrasanitarie con numero complessivo di dipendenti pari o superiore a 300 e con bilancio pari o superiore a 50 milioni di euro. Ancora un settennato nell’incarico per chi può vantare nel curriculum di essere stato presidente (con deleghe gestionali dirette), membro del cda (con delega ad incarichi operativi), Ceo, Ad, direttore generale, amministratore unico o dirigente di divisione o struttura (con numero di dipendenti pari o superiore a 150 e con budget pari o superiore a 20 milioni di euro)  di aziende con numero di dipendenti pari o superiore a 250 e con bilancio/fatturato pari o superiore a 50 milioni di euro, operanti nell’attività extrasanitaria, privata o mista.

 

Chi rientra in una di queste fattispecie viene chiamato al colloquio, per gli altri l’avventura è finita. Almeno, questo è quanto prevede la Regione, tramite la commissione incaricata di stilare (dopo i faccia a faccia, come quello in programma per domani). Resta da vedere se tra gli esclusi saranno tutti disposti a prendere atto di questi parametri, sconosciuti al momento dell’apertura del bando. O se invece, proprio su questa sorpresa baseranno i ricorsi che ormai sembrano essere nell’aria. E forse già sulla scrivania di qualche avvocato.

 

Leggi qui il documento della Commissione

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