POLVERE DI (5) STELLE

Consigliere grillino sorpreso a rubare 

Bufera sul capogruppo M5s di Torrazza Piemonte, pizzicato a sottrarre materiale elettrico da un centro commerciale di Settimo. I vertici locali del Movimento adottano la linea garantista: "Aspettiamo il processo", ma la base chiede le dimissioni

Beccato a rubare, in un centro commerciale, proprio come un Er Batman qualunque. E invece a esser pescato con le mani nella marmellata è un eletto del Movimento 5 stelle, per la precisione si tratta di Davide Bugli, 41 anni, capogruppo pentastellato di Torrazza Piemonte, candidato sindaco alle amministrative dello scorso anno. Una contraddizione in termini, eppure, secondo quanto riporta la Nuova Periferia, è stato sorpreso a rubare materiale elettrico per un valore di 100 euro al “Self” di Settimo Torinese. In poche ore sui social network la comunità grillina non parla d’altro, la componente più forcaiola, decisamente maggioritaria, vorrebbe dimissioni immediate, ma ciò che risulta più sorprendente sono le reazioni garantiste di alcuni leader del Movimento. Al foglio che ha dato la notizia, il referente di zona, Marco Marocco, recentemente eletto nel consiglio della Città metropolitana di Torino, adotta la linea morbida: “Vedremo come andrà il processo, se sarà condannato sarà lui stesso a dimettersi”. Insomma, anche i grillini si scoprono garantisti, a gettare acqua sul fuoco di una questione giudiziaria che coinvolge un loro amministratore. Su facebook, però, la base chiede a gran voce le dimissioni immediate.

 

Nella ricostruzione del giornale viene riportato che “Il consigliere comunale avrebbe varcato la linea delle casse nascondendo in una o più borse materiale elettrico (lampadine e poco altro) per un valore di cento euro. I suoi movimenti non sono sfuggiti però agli agenti di vigilanza e agli uomini antitaccheggio, che lo avrebbero addirittura notato mentre toglieva il cellophane da un prodotto”. Lui si difende: «Mi ritengo assolutamente estraneo alla vicenda – spiega – è da capire cosa è stato dichiarato dopo le casse. Devo fare ancora delle indagini ma mi difenderò fino alla fine. oltre non posso andare. Il resto sono solo attacchi politici per quanto ho sollevato contro l’amministrazione comunale di Torrazza: quando uno fa il suo lavoro, e non è accomodante con chi comanda, viene diffamato».