FIANCO DESTR

Ncd-Udc, in Piemonte mischia al centro

A Roma i due partiti litigano, mentre a Torino ognuno si muove per conto proprio. Bonsignore lavora a una lista centrista con il simbolo dello scudo crociato. Parte la propaganda di Rosso per chiedere le primarie. Consiglieri in ordine sparso

Non sono passati inosservati Vito Bonsignore e Roberto Rosso, il gatto e la volpe, in prima fila alla Direzione Nazionale di Ncd. Nei capannelli del Marriott Grand Hotel Flora di Roma c’era curiosità sulle prossime mosse dei due, in vista delle amministrative di Torino. Appuntamento convocato per fare il tagliando alla macchina del partito e dare il definitivo addio di Gaetano Quagliariello, il plenum non ha sciolto la matassa delle future alleanze, mentre sul piano organizzativo ha istituito tre coordinatori, uno per il Nord (si fa il nome del vice-guardasigilli Enrico Costa, anche se oberato da impegni istituzionali), uno per il Centro e uno per il Sud.

 

Sul fronte subalpino la situazione rimane fluida e l’ex sottosegretario berlusconiano, per il momento a capo di una indefinita coalizione centrista, prova ad approfittarne. Dopo aver chiesto a gran voce (inascoltato) le primarie del centrodestra, ha deciso di rimanere sulla scena intensificando la propria attività, che si concretizzerà con una campagna di propaganda in cui il suo faccione e il suo nome campeggeranno su alcune testate per rilanciare quelle consultazioni interne al centrodestra, che, almeno per il momento, nessuno vuole. Dall’altra parte, con il solito passo felpato, anche don Vito da Bronte ha attivato una serie di contatti per sondare il polso delle alte sfere nazionali e illustrare il suo punto di vista sulla situazione piemontese. Dopo aver ottenuto il simbolo dell’Udc da Lorenzo Cesa, con cui si è accompagnato al vertice del Ppe di Madrid, si sta mantenendo su una posizione terzopolista. La lista dello scudocrociato è già in cantiere, a Novara e a Torino, e in caso di ballottaggio allora tratterebbe il suo appoggio con i candidati sindaco, con una predilezione per il centrosinistra (e soprattutto per Piero Fassino) nel capoluogo e per il centrodestra, dato per favorito nella città di San Gaudenzio. Un piano che al momento avrebbe riscontrato una certa freddezza nei vertici di Ncd, soprattutto per le divergenze in atto tra gli alfanoidi e l’Udc e in particolare con Cesa, che nei giorni scorsi, rilanciando la campagna tesseramento e i congressi a livello locale, ha dato la sensazione di essere più interessato a occuparsi della sua “chiesetta”, piuttosto che lanciare una grande (si fa per dire) alleanza popolare. Piuttosto è a buon punto il dialogo con il sindaco di Verona Flavio Tosi, con cui “se ci sono le condizioni possiamo fare un movimento liberal-popolare” dice Alfano.

 

Ma se a Roma regna una certa confusione, a Torino il caos regna incontrastato, almeno finché Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia non avranno individuato il loro anti-Fassino. Intanto in Sala Rossa una fedelissima di Bonsignore come Raffaella Furnari prima ha costituito il gruppo Udc e poi lo ha federato con Ncd, grazie all’accordo con gli altri due sodali dell’ex eurodeputato, Paolo Greco Lucchina ed Enzo Liardo.  Il tutto mentre a Roma fanno sapere che il loro riferimento su Torino è, invece, il vicepresidente del Consiglio Silvio Magliano, cacciato dal gruppo in Sala Rossa. Roba da far girare la testa anche ai più accaniti feticisti dell’intrigo. In questo scenario i centristi potrebbero sostenere – finché resta in piedi – l’avventura di Rosso con una lista che potrebbe essere capitanata proprio da Liardo (mentre Greco Lucchina naviga verso lidi “moderati”) sotto le insegne dello scudo crociato, mentre la Furnari dice di voler lasciare e Magliano ragiona con il centrodestra. 

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