SCENTRATI

Tre palle e un centro per Bonsignore

Al luna park elettorale don Vito gioca su tre sponde: Ncd, Udc e imbarca i tosiani torinesi. Salta l'approdo di Greco Lucchina ai Moderati (forse), ma restano le incognite Rosso e Magliano. E il capogruppo Liardo parte con le affissioni

Più che un tridente sembra il gioco delle tre carte e a tenere il mazzo c’è sempre lui, Vito Bonsignore. Sono riconducibili all’ex europarlamentare, oggi detentore del simbolo Udc, i tre consiglieri comunali di Torino che hanno siglato un patto di ferro in vista delle prossime amministrative: Paolo Greco Lucchina, Raffaella Furnari ed Enzo Liardo, mettendo sotto un unico tetto Ncd, Udc e – aggiungi un posto a tavola – il Fare di Flavio Tosi, coordinato a Torino dall’ex consigliere provinciale leghista Alessandro Albano.

 

A voler essere maligni si potrebbe dire che ci sono più sigle che voti, ma attenzione a sottovalutare il peso di una forza che al ballottaggio potrebbe giocare il ruolo di ago della bilancia. In una nota congiunta i quattro parlano di una “convergenza programmatica” volta alla “formazione di una lista per il nuovo Consiglio comunale”. Ma con chi saranno alleati? “Al primo turno andremo da soli – dice Liardo – siamo convinti che a Torino ci sia uno spazio per un centro che non stia né con questa sinistra né con un centrodestra a trazione leghista”. Avanti al centro, dunque, contro gli opposti estremismi. Restano due incognite: il destino del vicepresidente della Sala Rossa Silvio Magliano, ripudiato dai bonsignoriani, ma riconosciuto dai vertici nazionali a partire da Enrico Costa, e la candidatura a sindaco di Roberto Rosso, nata per riunire il centrodestra e ora alle prese con gruppo che non è detto intenda sostenerla. Due nodi che andranno sciolti nei prossimi giorni, anche se i rapporti tra Magliano e il gruppo consiliare si fanno di ora in ora più tesi, soprattutto dopo il primo giro di votazioni sul decentramento in Sala Rossa, quando la sua assenza – è tornato operativo solo oggi – ha favorito il centrosinistra. Una colpa, quella di non aver partecipato all’ostruzionismo, che gli viene mossa anche e soprattutto fuori dal suo partito.

 

A fugare ogni dubbio su una possibile fuga a sinistra, in particolare di Greco Lucchina che ha ormai un link consolidato con i Moderati, in queste ore sono comparsi per le vie di Torino una serie di manifesti ideati proprio da Liardo in cui si imputa a questa amministrazione di aver alzato le tasse e abbassato il livello dei servizi. Con questa operazione don Vito da Bronte ricompatta sotto di sé tutto il centro cattolico, una dote di preferenze che tornerà utile a chi si contenderà la città al secondo turno.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    17:54 Venerdì 13 Novembre 2015 silvio BENE MOLTO BENE

    Sono molto favorevole al progetto politico, in quanto la buona AMMINISTRAZIONE va lasciata a chi sa muoversi per mettere insieme le persone le idee e i programmi che scongiurino la vittoria del M5S.

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