VERTICE

Un GeMiTo per le infrastrutture

La triplice alleanza tra Piemonte, Lombardia e Liguria alla prova dei fatti. Venerdì, ospiti di Toti, i governatori presenteranno l'agenda dei lavori su collegamenti ferroviari, Terzo Valico e logistica portuale e retroportuale. Sul tavolo tempi e risorse

Più triplice intesa che santa alleanza, quella siglata lo scorso 12 settembre all’Expo tra Piemonte, Lombardia e Liguria arriva alla prima prova dei fatti. Il patto sulle infrastrutture sottoscritto tre mesi fa da Sergio Chiamparino, Roberto Maroni e Giovanni Toti, venerdì prossimo a Genova dovrebbe passare dalla fase degli intenti e dei principi a quella operativa, con argomenti ben definiti sul tavolo, assessori ai Trasporti e alle Infrastrutture riuniti e gli sherpa a preparare e seguire passo passo i lavori. Terzo Valico, linee ferroviarie interregionali e logistica legati ai porti liguri sono i filoni principali su cui incominceranno a discutere i responsabili politici e tecnici dei tre enti, prima che i governatori presentino in una conferenza stampa congiunta nel palazzo di Piazza De Ferrari la road map, peraltro in parte già annunciata all’Expo, dove Toti aveva affermato che le tre regioni “hanno un modello di sviluppo comune, il mondo va avanti, le navi sono più grandi con il raddoppio del canale di Suez servono nuove infrastrutture che a questo punto non sono le infrastrutture per Piemonte, alla Liguria o alla Lombardia ma quelle che servono all’Italia, il Frejus come il Terzo Valico, come la razionalizzazione della rete autostradale delle tre regioni, o come la grande diga nel porto di Genova che servirà a ospitare navi sempre più grandi”.

 

Concetti sposati da Chiamparino: “Possiamo già oggi far nascere una cabina di regia per lavorare insieme a questo progetto”. E Roberto Maroni aveva sciorinato dati per rimarcare il peso della Lombardia: “Abbiamo 18mila imprese con 90mila addetti che rappresentano il 30 per cento del fatturato della logistica nazionale per 400 milioni di tonnellate di merci trasportate e per questo siamo molto interessati a un necessario coordinamento tra quelle che sono le regioni motore dell’Italia”.

 

I tempi auspicati dal governatore piemontese sono stati, tutto sommato, rispettati e venerdì la palla passerà soprattutto agli assessori e alle strutture tecniche che dovranno predisporre l’agenda dei lavori, nella quale tra i primi punti compare proprio il Terzo Valico. “Con la Liguria, ma anche con la Lombardia, c’è la condivisione nel chiedere al governo un’azione decisa sull’Europa per ricomprendere l’opera in quelle cofinanziate da Bruxelles e superare una situazione oggettivamente penalizzante frutto di una interpretazione restrittiva e iniqua” spiega l’assessore ai Trasporti del Piemonte, Francesco Balocco mettendo subito sul piatto la questione del no europeo all’erogazione di fondi per il collegamento ferroviario dei Giovi che aveva anche subito suscitato la decisa protesta dello stesso Toti. “La motivazione che non si tratta di un’opera internazionale non regge – obietta Balocco – visto che in Germania sono stati finanziati progetti analoghi. Per questo è necessario un intervento deciso del governo e se a chiederlo non è una sola, ma più Regioni le speranze di un esito positivo aumentano”. Di questo, ma anche di altro l’assessore piemontese discuterà con i suoi omologhi, il lombardo Alessandro Sorte e il ligure Giovanni Berrino, assieme all’uomo dei porti della giunta di centrodestra che governa la Liguria, ovvero il leghista Edoardo Rixi.

 

Un anticipo di come si potrebbero muovere le tre Regioni lungo la non facile strada ferrata piena di ostacoli lo fornisce proprio Berrino secondo il quale “per alcune tratte ferroviarie che collegano Piemonte Liguria Lombardia occorre uscire dal ristretto e non sempre funzionale sistema della gestione regionale, ma sia per quanto riguarda la programmazione sia per i finanziamenti serve una struttura sovraregionale”. Di un “rafforzamento dei collegamenti tra Torino Genova e Milano e un’abbreviazione dei tempi così come chiesto anche recentemente da Piero Fassino” parla lo stesso Balocco che, con il suo omologo ligure, è sempre impegnato a risolvere i problemi strutturali della storica Torino-Cuneo-Ventimiglia, ma anche tratti minori come la Genova-Acqui che nella strana ripartizione delle ferrovie compete alla Liguria. Tenere il punto fermo sugli intercity e se possibile aumentarne il numero è un’altra priorità che si sono dati e che venerdì discuteranno gli assessori regionali.

 

Infine c’è il fronte dei porti. Con l’ipotesi sempre più concreta di accorpare alcune authority – Genova e Savona, tra queste – e sulla quale il ministro Graziano Delrio pare intenzionato ad accelerare pur di fronte a proteste, spesso in odore di interessi particolari: Lombardia e Piemonte guardano con ancora maggiore interesse quali soggetti direttamente interessati alla logistica retroportuale. Il Piemonte e in particolare il suo Sud dovranno essere attenti a quali corridoi e quali aree individuare per lo sviluppo di questo comparto, anche in relazione al ruolo e all’organizzazione che i porti liguri si daranno nei prossimi anni. Sbagliare sarebbe oltre che imperdonabile, un disastro dal punto di vista economico. Così come lo sarebbe restare alla finestra o seguire nelle scelte dei siti e degli investimenti mere logiche di campanile. Anche per questo sarà interessante seguire il prosieguo dei lavori di questa cabina di regia che tra due giorni prenderà a stilare la sua tabella di marcia.