TRASPARENZA IN REGIONE

Nel mirino i vertici di Palazzo Lascaris

Sotto accusa l'ufficio di presidenza del Consiglio per aver pubblicato i dati aggregati dei rimborsi percepiti nella precedente legislatura: "Un polverone". Cattaneo e Placido rischiano

Potrebbe costare cara, ai vertici di Palazzo Lascaris, la pubblicazione di rimborsi e gettoni percepiti dai consiglieri regionali della precedente legislatura (2005-2010). Ad aver contrariato  – e parecchio – i gruppi del parlamentino piemontese è stata la modalità scelta dall’ufficio di presidenza, ovvero quella di inserire i dati in forma aggregata, senza separare le voci relative alle indennità dovute dall’attività istituzionale da quelle “autocertificate”. Insomma, un calderone nel quale è pressoché impossibile disgiungere i “furbetti” dai probi. Secondo il numero uno del Pd Aldo Reschigna gli accordi presi nella conferenza dei capigruppo erano altri:«Si era deciso di dettagliare ulteriormente i rimborsi, scorporando dal totale quelli ottenuti in seguito alle sedute di Consiglio e di Commissione da quelli ottenuti con le autocertificazioni, ora abolite. La scelta dell’ufficio di presidenza è stata invece di sommare senza alcuna distinzione i due tipi di rimborsi, non distinguendo dunque i rimborsi in seguito a presenze certificate dagli uffici da quelli autocertificati. Pur rendendoci conto dei problemi tecnici, riteniamo che la pubblicazione dei dati non disaggregati non abbia reso un buon ufficio alla trasparenza delle spese del Consiglio».

 

Giudizio condiviso, nella sostanza, anche dagli esponenti del MoVimento 5 stelle che definiscono “fumoso” l’atto di trasparenza assunto dalla presidenza del Consiglio: «Riteniamo la pubblicazione fortemente distorsiva della realtà perché permette (volutamente?), ad una lettura superficiale, facili ma incoerenti paragoni tra dati inaccostabili: quelli che riguardano i consiglieri assiduamente presenti alle sedute istituzionali (Commissioni e Aula) e quelli invece che prediligono la partecipazione a sagre e inaugurazioni sul territorio. Noi riteniamo infatti che l’attività del consigliere sia quello di legislatore e non quello di cerimoniere», chiosano Davide Bono e Fabrizio Biolè.

 

Un vero e proprio passo falso che, secondo alcuni, avrebbe immediate ripercussioni. Tra poche settimane, quando si voterà per il rinnovo delle cariche, a farne le spese potrebbero essere il presidente Valerio Cattaneo (Pdl) e il vice Roberto Placido (Pd). Sebbene entrambi pare abbiano già in tasca un biglietto per Roma, il cambio della guardia di metà mandato, tradizionalmente una mera formalità, non sarebbe questa volta indolore, sia per i riverberi negli assetti interni alle due coalizioni e sia per gli effetti che potrebbe avere negli equilibri tra maggioranza e opposizione. Molti sono i pretendenti alla successione: nelle file del centrodestra Carla Spagnuolo e Angelo Burzi da tempo stanno scaldandosi a bordo campo, nel centrosinistra Gianna Pentenero è tentata dal giocare la carta “rosa”. Vedremo.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    11:30 Giovedì 18 Ottobre 2012 Castelli Uno dei pochi

    Avercene di politici come Placido, sempre disponibile a ricevere chicchesia e ancora legato a valori e questioni serie. Eppoi, ricoprendo un ruolo istituzionale è normale che abbia corretti rapporti con il centrodestra. francamente non capisco dove sia il problema

  2. avatar-4
    11:00 Giovedì 18 Ottobre 2012 Katerpillar Un attore

    Placido, il moralista un tanto al chilo... d'altronde, le sue solide radici socialiste craxiane gli permettono di fare il vicepresidente del consiglio da anni con i voti di buona parte del cdx...

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