COMUNE DI TORINO

Csea, ecco l’Inquisizione comunale

Il Pd teme che la commissione d'inchiesta si trasformi in una sorta di tribunale del popolo e sollecita il capogruppo Lo Russo a farne parte. Mangone: "Bisogna tutelare l'immagine della Città". La presidenza alla grillina Appendino?

«La commissione d’indagine su Csea non potrà essere gestita da esponenti di secondo piano». Il timore che uno strumento tanto delicato possa diventare un tribunale del popolo in mano ai tanti falchi che volano in Sala Rossa è particolarmente sentito nella maggioranza. E se persino un battitore libero come il democratico Domenico Mangone – già assessore nella passata consiliatura - chiede che il Pd schieri i suoi massimi vertici politici è perché si sta diffondendo la paura che la vicenda sfugga di mano. Lo strumento è delicato e nasconde non poche insidie, prima fra tutte il rischio che si trasformi in una messa sotto accusa del vicesindaco Tom Dealessandri. Insomma, «i capigruppo non possono esimersi dal farne parte».

 

Un messaggio chiaro e facilmente decodificabile al numero uno del Pd Stefano Lo Russo, che ha già fatto sapere di non essere interessato. “No grazie” è stata la sua risposta di fronte all’insistenza dei colleghi e poco importa se c’è chi gli ha fatto notare che quando venne istituita una analoga commissione sulle esumazioni nei cimiteri torinesi l’allora capogruppo del principale partito di maggioranza Beppe Borgogno – oggi capo di Gabinetto del sindaco Fassino – ne fece parte. «E’ un modo per tutelare la Città e uno dei suoi assessori sul quale è stato puntato il dito nel costituire questa commissione» aggiunge Mangone. Al momento Lo Russo si trova a Napoli per lavoro e con una mail inviata a tutti i colleghi ha passato le redini delle operazioni al suo vice Michele Paolino che presiederà questa sera la riunione del gruppo in cui si avrà qualche informazione in più su chi prenderà parte alla commissione, in vista della capigruppo di venerdì.

 

Intanto è stato sancito che i membri saranno 7, di cui quattro di maggioranza e tre di opposizione cui spetta la presidenza. E se nella minoranza i nomi sembrano ormai decisi con Chiara Appendino (probabile presidente) del Movimento 5 stelle, Enzo Liardo del Pdl e Roberto Carbonero della Lega Nord, nel centrosinistra la discussione resta aperta. I Moderati, gli unici a essersi astenuti rispetto all’istituzione della commissione, assieme al consigliere democratico Alessandro Altamura, hanno fatto sapere di declinare l'invito, liberando un posto per il dipietrista Giuseppe Sbriglio o Giovanni Porcino (Misto), ammesso che vogliano assumersi il badò. In Sel già scalpita il capogruppo Michele Curto, il primo a chiedere la commissione, mentre nel Pd l’unica che finora si è fatta avanti è Lucia Centillo, altra firmataria della mozione che ha istituito l'organismo.  

   

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