NUOVI ASSETTI

Fratelli (d’Italia) via di casa. Pdl adieu

Il gruppo regionale verso la spaccatura. Gli otto seguaci di Ghiglia si mettono in proprio. Botta o Mastrullo alla guida della nuova formazione, a meno che gli "amici" di Crosetto ci ripensino. E a Palazzo Civico se ne vanno Marrone e Ambrogio

Il divorzio ormai è sancito. Si tratta solo di formalizzarlo, probabilmente già nella prossima riunione del gruppo regionale di venerdì. Fratelli (d’Italia) e sorelle (forziste) in due stanze separate seppur sotto lo stesso tetto. Da una parte i 10 berluscones, ringalluzziti dalla "confortante" sconfitta elettorale, dall’altra gli 8 seguaci di Agostino Ghiglia e Guido Crosetto, leader della formazione nata da una costola del Pdl. In Consiglio regionale alloggerrano in stanze diverse, pur rimanendo all’interno della coalizione che sostiene la traballante giunta di Roberto Cota. “Non gli daremo il tempo di cacciarci. Abbiamo una dignità politica non ci facciamo certo mettere alla porta” spiega uno di loro.

 

A traslocare dagli uffici del gruppo berlusconiano di Palazzo Lascaris per mettersi in proprio sono gli ex An Massimiliano Motta, Augusta Montaruli, William Casoni e Marco Botta e gli ex forzisti Angiolino Mastrullo, Franco Maria Botta, Fabrizio Comba e il presidente di Palazzo Lascaris Valerio Cattaneo: tutti in orbita Crosetto, con l’eccezione di Comba, un tempo legato all’europarlamentare Vito Bonsignore. Mentre in giunta i Fratelli possono contare su 3 rappresentanti: Barbara Bonino (Trasporti), Roberto Ravello (Ambiente) e Casoni (Commercio).

 

Il capogruppo pidiellino Luca Pedrale, ancora lunedì, mentre si attendeva l’esito delle urne, ha avuto un incontro con il coordinatore regionale Enrico Costa, dal quale ha avuto il via libera alla separazione dei gruppi. In fondo, si tratta di una “scelta ampiamente condivisa, necessaria per fare chiarezza, procrastinata solo per evitare danni in campagna elettorale” affermano da corso Vittorio, ancora per qualche settimana quartier generale del Pdl. Una cosa è certa: “le porte del partito resteranno chiuse per chi ha fatto scelte opportunistiche e mercantiliste” mentre uno spiraglio resterebbe aperto per coloro che hanno abbandonato la casa madre per motivi “di affetto”. Leggi gli ex Fi legati a Crosetto. E, forse, proprio per evitare defezioni dell'ultima ora sarebbe stata inferta un'accelerata alla costituzione del nuovo gruppo, blandendo Mastrullo con l'offerta di guidare la nuova formazione, in alternativa a Franco Botta.

 

Un atto che da un lato è la testimonianza di come il progetto nato su iniziativa dell’ex ministro Giorgia Meloni procede e non resterà solo un cartello elettorale, ma soprattutto che dai prossimi giorni si riaprirà la partita del rimpasto nell’esecutivo di piazza Castello, con un osservatore particolarmente interessato che risponde al nome di Agostino Ghiglia, rimasto fuori dal Parlamento.  

 

Intanto la medesima divisione si prospetta anche al Comune di Torino, dove potrebbero lasciare la formazione berlusconiana il capogruppo Maurizio Marrone e Paola Ambrogio, con Andrea Tronzano che sogna di tornare al suo posto di capogruppo. In verità, il boccino è nelle mani di Bonsignore che in Sala Rossa conta su due fedelissimi e non fa mistero di puntare su Paolo Greco Lucchina. Tra coloro che, al momento, son sospesi il ciellino Silvio Magliano e il ghighiano Michele Coppola, per ragioni diverse in rapporti tesi con l'europarlamentare.

 

 

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