L'ALTRA FESTA

Travaglio grillino al Movifest dei 5 stelle

Il vicedirettore del Fatto a Torino per la kermesse del Movimento. Dimenticati gli screzi recenti il giornalista è la vera star. Nei dibattiti anche due assessori di Palazzo Civico, mentre la giunta Cota resta alla porta. Appendino: "Nessuna paura del confronto"

In passato c’erano state delle tensioni, è vero, ma Marco Travaglio resta un punto di riferimento per il Movimento 5 stelle. E pazienza se in occasione dell’espulsione della “cittadina parlamentare” Adele Gambaro il vice direttore del Fatto avesse addirittura paragonato Beppe Grillo a Ceausescu. Il legame tra i due resta saldo, l’obiettivo è comune: abbattere una classe politica che in questi anni si è rivelata incapace. A ulteriore testimonianza della vicinanza “culturale” tra i due, l’ospitata riservata al giornalista torinese in apertura del Movifest dei grillini piemontesi che si svolgerà sabato 14 e domenica 15 ai giardini del Parco Dora in un incontro dal titolo eloquente: “Oltre le larghe intese”. Dibattito nazionale e locale si intrecciano per un movimento che proprio a Torino da tempo si prepara al blitz a Palazzo Civico, dopo che nel 2011 fu in grado di portare in Sala Rossa due esponenti, Vittorio Bertola e Chiara Appendino. Tra alti e bassi la loro azione di pungolo all’amministrazione Fassino (una delle poche voci fuori dal coro in un’opposizione fin troppo placida in Sala Rossa) ha accresciuto il consenso e ora, sui social network, c’è già chi avrebbe promosso la Appendino a candidata sindaco del Movimento alle elezioni del 2016. C’è tempo, è vero, ma intanto se ne parla.

 

Tra gli ospiti di respiro nazionale presenti alla festa anche l’imprenditore e testimone di giustizia Pino Masciari, che il consigliere regionale democratico Nino Boeti vorrebbe far assumere dalla Regione proprio in virtù del suo impegno contro la ‘ndrangheta, il sidacalista Fiom Giorgio Cremaschi, il magistrato e scrittore Bruno Tinti (tutti presenti sabato). La domenica ci si concentrerà di più sulla politica cittadina e regionale: istruzione, sanità, trasporto pubblico. Temi ai quali sono stati chiamati tra i relatori anche due esponenti di spicco dell’amministrazione torinese: l’assessore al Bilancio Gianguido Passoni e il collega all’Urbanistica Stefano Lo Russo, il primo apolide legato alla sinistra cittadina, l’altro democratico (e democristiano) convinto. E torna alla mente quando alla festa del Pd dello scorso anno proprio Appendino e Bertola furono costretti dal servizio d’ordine democrat ai cancelli (foto), senza la possibilità di entrare, neanche da spettatori, durante la serata con l’allora segretario Pier Luigi Bersani: «Noi non abbiamo paura del confronto - taglia corto la Appendino - vogliamo parlare della città e lo facciamo con due rappresentanti importanti».

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