VERSO IL VOTO

M5s-Airaudo, duello a sinistra

Grillini e Cosa Rossa si contendono un bacino elettorale di circa 30mila voti, quelli che tradizionalmente gravitano attorno a Sel e Rifondazione. Si ricompatteranno nel nome dell’ex sindacalista Fiom o si faranno sedurre dalla Appendino?

Sarà il profilo politico marcatamente “progressista” dell’aspirante sindaca o la percezione che – gratta gratta – i temi sono più o meno gli stessi e ruotano attorno ai principi di solidarietà e uguaglianza, con una spruzzatina di ambientalismo, fatto sta che il Movimento 5 stelle di Chiara Appendino e la Cosa Rossa (“Torino in comune”) di Giorgio Airaudo si ritroveranno a contendersi lo stesso bacino elettorale. Per quanto distinti e, al momento, distanti sia l’ex numero uno della Fiom piemontese sia la bocconiana pentastellata, figlia di un top manager e moglie di un imprenditore, hanno tratti di sinistra. E non è un caso che negli ambienti più vicini ad Airaudo c’è chi prospetta neanche troppo velatamente un sostegno alla Giovanna d’Arco subalpina in caso di ballottaggio.

 

Intanto i due candidati si contendono un bacino potenziale di quasi 30mila elettori, gli oltre 22 mila di Sel e i 6mila di Rifondazione e Sinistra Critica alle amministrative del 2011. Uno zoccolo duro che si è in parte frantumato alle Regionali 2014, quando a Torino Sel passò dal 5,66% di tre anni prima al 3,71%, quasi dimezzando i propri voti scesi a 13mila, mentre il resto della sinistra, raccolta intorno alla lista l’Altro Piemonte per Tsipras ottenne 5.099 preferenze pari all’1,4%. Si tratta di una fetta di elettorato consistente che, qualora dovesse rimanere fedele alla tradizione, rappresentata da Airaudo, potrebbe ridurre la forza centripeta del M5s e favorire una rimonta del centrodestra in ottica ballottaggio. Se dovesse avvenire il contrario e si assistesse all’exploit di Appendino, allora sarebbe il requiem per i tanti piccoli chimici della Sinistra che sotto la Mole vedono il laboratorio ideale per sperimentare quella creatura appena partorita dalle alchimie parlamentari.

 

Anche gli argomenti sin qui accennati dai due candidati sono in parte sovrapponibili, con Airaudo che nel giorno della sua investitura alle Vetrerie si scopre green e regala agli ambientalisti in platea un passaggio sulla raccolta differenziata e la Appendino che nel suo primo spot elettorale fatto circolare sui social si concentra sul diritto alla casa, un tema piombato violentemente in Sala Rossa dopo l'occupazione della caserma di via Asti da parte di Terra del Fuoco, associazione fondata dal capogruppo di Sel Michele Curto. Appendino parla di solidarietà e Airaudo di trasparenza, invertendosi le parti a seconda delle occasioni. Lo stesso sindacalista ha ammesso nei giorni scorsi che “molti compagni ormai votano Movimento 5 stelle” e altri, come peraltro prospettato dallo stesso direttore di Ipr Marketing Antonio Noto, potrebbero seguirli nei prossimi turni elettorali. E' questo esodo che il deputato di Sel dovrà provare a stoppare per evitare il crollo. 

 

Dal 2011 al 2014 il Movimento 5 stelle è passato dal 5% delle ultime amministrative (21mila preferenze) al 21,5% delle Regionali (77.400 elettori che diventano 93mila se si contano anche quelli andati direttamente al candidato governatore). La formazione di Beppe Grillo farà di tutto per continuare ad attrarre l’elettorato più antisistema, lavorerà su slogan efficaci da veicolare attraverso facebook e strizzerà l'occhio alla sinistra. Dall’altra parte si sfrutterà la macchina organizzativa della Fiom e le reti di associazioni e comitati tradizionalmente organici a quello schieramento. L’obiettivo restano quei 30mila lì, quelli che potrebbero regalare il ballottaggio ad Appendino e spazzare via la Cosa Rossa di Airaudo. 

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2 Commenti

  1. avatar-4
    17:16 Lunedì 30 Novembre 2015 equazionedicampo La borghese e il proletario

    L'Appendino è una giovane benestante laureata alla Bpcconi, Airaudo un 55enne perito elettronico alla sua prima esperienza parlamentare. Sul piano generale considerati i partiti/movimenti di provenienza direi che il M5S è una sorta di partito radicale 2.0, fatto di gente mediamente onesta che ce l'ha soprattutto contro la partitocrazia (Pannella urla contro la partitocrazia da decenni ma non mi pare abbia toccato interessi economici, gli unici risultati sono stati in ambito diritti civili), ma che non intende togliere un eurocent ai ricchi per darlo ai poveri (applicando al 100% il programma M5S a livello nazionale i miliardari come Berlusconi ma anche i supermilionari come Grillo pagherebbero di meno di quanto paghino oggi). SEL e derivati invece pone al centro (o quanto meno dovrebbe farlo il tema dell'equità sociale ed è favorevole a togliere qualcosina ai ricchi per far star meglio i poveri e il ceto medio). In pratica direi che per appartenenza l'Appendino è una liberale 2.0, Airaudo uno di sinistra. Entrambi, credo, onesti e non inclini all'intrallazzo.

  2. avatar-4
    15:24 Lunedì 30 Novembre 2015 Maurotra Finalmente!

    Bravo "lo spiffero", da sempre si leggono le nascenti proliferazioni diciamo di sinistra che porterebbero come unica conseguenza la perdita di consensi al PD di Renzi. Così non è, almeno non solo. Il primo problema di questi movimenti o nuovi partiti sarà quello di riuscire ad attirare gli astenuti, i depositari di schede bianche o nulle. Tutti i sondaggi e il risultato di elezioni parziali evidenziano da tempo un dato vicino al 50% del non voto. Gioco forza le liste sono condannate a contendersi i restanti voti tra loro. E' vero che molti dei voti di sinistra si sono avvicinati al M5s e, ora, disponendo di altre alternative potrebbero votare altre formazioni. Ciò non mi sembra si ben compreso dallo stesso movimento cui manca il senso critico. Un movimento che fa del suo fondamento basilare il richiamare i cittadini elettori a riprendersi in mano il destino dei loro interessi comuni, difronte ad una tale astensione da tempo avrebbe dovuto domandarsi il perché. Così come denunciando 130 mila iscritti che hanno il potere di partecipare alle votazioni online ma le statistiche denunciano solo una partecipazione media di 30 mila circa, dovrebbe far scattare una attenta analisi interna tipo, ma gli altri 100 mila che fine hanno fatto? Forse regna troppa presunzione, che nel tempo si potrebbe pagare cara in termini di consenso.

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