DECADENCE

Forza Italia, male il tesseramento Una fondazione per il dopo Cav.

Il brand non tira più come un tempo e Berlusconi è costretto a concedere un’altra proroga alle iscrizioni. Le casse sono vuote e il partito piemontese studia nuove modalità di organizzazione per il fundraising. Anche in vista di scenari futuri

Berlusconi è in ambasce e il partito non tira. E così vista la difficoltà, in Piemonte come nel resto d’Italia, di raggiungere gli obiettivi assegnati alle diverse strutture regionali nel reclutamento di iscritti, si è deciso di prolungare di un altro mese la “campagna adesioni 2014” a Forza Italia. Un rinvio che rappresenta l’ultimo, inequivocabile segnale di un partito in difficoltà, in cui neppure il carisma del vecchio leader riesce più a sopperire la cronica carestia di linea politica. Un partito in stato catatonico che fatica a far breccia nell’elettorato e ancor meno riesce a mobilitare risorse umane e finanziarie. Per questa ragione, non ultima quella di prepararsi a ogni evenienza futura, in Piemonte è allo studio la nascita di una fondazione politica – ispirata un po’ al modello della Open renziana – con lo specifico compito di raccogliere soldi delineando nuove forme di partecipazione. Ne hanno parlato lunedì sera alcuni maggiorenti del partito – dal coordinatore Gilberto Pichetto ai consiglieri regionali Claudia Porchietto e Gian Luca Vignale – a una platea “scelta” di potenziali sostenitori, non propriamente entusiasta. La scommessa è di anticipare quella che sarà l’evoluzione (o il crollo) del centrodestra e prefigurare un nucleo organizzativo: insomma, una zattera per guadare il pantano.

 

Nella lettera inviata a tutti i quadri eletti e ai parlamentari Silvio Berlusconi parla di un ”breve rinvio” dovuto a ”diverse considerazioni politiche e organizzative” e ai “numerosi impegni di queste settimane che hanno assorbito il tempo di molti deputati e senatori nel lavoro di Aula e di Commissione”, ma dietro questa scelta c’è anche altro. La necessità di far fronte all’emergenza conti, visto che mai come ora sono in rosso, causa tagli al finanziamento pubblico e una raccolta fondi che va a rilento. Forse anche per lo scarso appeal del “brand” Forza Italia, penalizzato dall’assenza del suo leader costretto ai servizi sociali per la condanna Mediaset. Ormai, infatti, le cene di fund raising e le donazioni on line per diventare “socio azzurro” non bastano più. Nemmeno i tagli alla sede nazionale di piazza San Lorenzo in Lucina. Il tesoriere unico Mariarosaria Rossi lo ha detto chiaramente nella sua missiva al ministero del Lavoro e ai sindacati datata 1 dicembre, dove si ufficializza il licenziamento di 55 dipendenti su un organico complessivo di 86 lavoratori a tempo indeterminato occupati da FI nelle sedi di Roma, Arcore e Milano. A Torino si sopravvive sul sempre più scarso volontariato e a qualche colletta.

 

La proroga al 31 gennaio 2015 delle adesioni, con ulteriore slittamento a febbraio delle assemblee comunali e provinciali previste in un primo momento a fine dicembre 2014 e poi agli inizi del nuovo anni, ha destato ulteriori malumori non solo tra i “frondisti azzurri” guidati da Raffaele Fitto: tutto il partito è attraversato dallo scoramento, dalla sensazione di essere ormai prossimi allo showdown. I “portabandiera” latitano, i club Forza Silvio sono solo sulla carta (e nella testa fresca di tinta di qualche ex sottosegretario alla chiacchiera). Così come le attese di maggiore democrazia interna e di ricambio dei gruppi dirigenti paiono destinate a venire nuovamente frustrate. Anche Denis Verdini, raccontano, avrebbe espresso delle forti perplessità per il fatto che già alcuni mesi prima della decisione ufficiale era trapelato l’intenzione di rinviare il termine di chiusura della campagna iscrizioni. Tant’è che molti “eletti”, sapendo della proroga, avrebbero tirato i remi in barca con largo anticipo, trascurando il lavoro sul territorio.

 

 

Leggi qui la lettera di Berlusconi

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6 Commenti

  1. avatar-4
    16:56 Giovedì 18 Dicembre 2014 versionedibarney voglio proprio vedere

    chi caccerà i soldi di tasca propria tra tutti questi gran signori che hanno popolato la corte del "Re sole" soprattutto perché era gratis

  2. avatar-4
    22:08 Mercoledì 17 Dicembre 2014 moschettiere Aprite gli occhi ...e le orecchie!

    Siete cotti. Lo vado ripetendo da tempo ma vi piace fare i sordi. Il Piazzista ha toccato il fondo, e nel pantano di travestiti e prostitute di ogni sorta, ha trascinato l'immagine del partito. Ora accontentatevi di un ruolo di appoggio, non andrete oltre il 10-12% nazionale e per tenerlo dovete pensionare il Piazzista e la sua corte dei miracoli. Vedremo.

  3. avatar-4
    14:39 Mercoledì 17 Dicembre 2014 Bandito Libero Più che Forza Italia qua mi sembra Forza Pompei..

    ...la fuliggine e la cenere sta già scendendo sulla città, ma le barche continuano ad attraccare nel porto... :-/

  4. avatar-4
    11:41 Mercoledì 17 Dicembre 2014 Vilmo Dai Forza Italiaaaaaaaaa.......

    ......che eravamo tantissimiiiiiiii........

  5. avatar-4
    10:57 Mercoledì 17 Dicembre 2014 Raziel senza fare demagogia...

    ...va riconosciuto che i partiti stanno attraversando, x diverse ragioni ed anche/soprattutto x il cattivo esempio e l'incapacità di dare risposte di chi li rappresenta, una grossa crisi. Ma fatta questa premessa, senza prendersi in giro, i tesseramenti dei vari partiti erano in gran parte riconducibili ai capibastone; i singoli che si iscrivevano x conto loro sn sempre stati una esigua minoranza. X cui, proprio x curiosità, e senza considerare gli eletti in Piemonte paracadutati da Roma, mi piacerebbe sapere quanti iscritti ha portato la sen. Rizzotti o l'ex deputato Napoli, o ancora il cons. Vignale...

  6. avatar-4
    08:56 Mercoledì 17 Dicembre 2014 usque tandem Un brutto orizzonte

    Una buona minoranza fa una buona maggioranza e viceversa. In Piemonte ormai la politica è a livelli bassissimi, a destra e sinistra. A Roma non abbiamo più da tempo un ministro o sottosegretario di peso e valore (anche nei governi di destra), salvo i disastrosi Fornero e Balduzzi. Si continuano a ripresentare vecchi arnesi che fanno vecchie cose, le riforme sono quasi sempre solo di facciata, con la complicità di tutti. Dopo Fassino e Chiamparino (di certo non sono il rinnovamento) e le loro iper tassazioni, forse batteremo Bologna per i non votanti, proprio perchè l'alternativa a destra non esiste, è una virtuosa gara su chi è peggio. Se non si trovano nuovi politici validi su entrambe i fronti, la gente prima non voterà, poi farà qualcosa di diverso, quando muore la democrazia si aprono orizzonti oscuri e pericolosi..... Le mancate tessere di partito sono il segnale che certifica la rabbia e delusione degli elettori, non ci vuole molto per capirlo. Ho provato a spiegarlo a qualche politico che conosco di entrambe le parti, non capiscono! Rispondono con le solite cose, sfortuna, incomprensione ecc., l'importante è alla fine solo mantenere i privilegi di un gruppo sociale trasversale, che è ormai ridicolo e penoso chiamare casta....

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