VERSO IL CONGRESSO

Minoranze Pd, “liste senza spartingaia”

Gli sfidanti di Gariglio alle primarie regionali stuzzicano i renziani in lite dopo gli elenchi dei candidati. Sechi: "Scelte sulla base di territorio e rappresentanza di genere. Loro lottizzano". LEGGI I NOMI dei supporter di Pentenero e Viotti

Chi cambia davvero verso e chi, invece, sotto le insegne della rottamazione mette in pratica le sempiterne liturgie delle famigerate prima e seconda repubblica? “C'è chi ha adoperato il manuale Cencelli per comporre le liste, noi candidiamo dieci sindaci, amministratori locali e perfino parlamentari; militanti prima che politici pronti a mettersi a disposizione senza chiedere di essere garantiti”.

 

Petto in fuori e testa alta, l’area cuperliana, che sostiene quasi in blocco Gianna Pentenero alla segreteria regionale del Pd, riscopre l’orgoglio e tiene a marcare le differenze rispetto alla guerra per bande cui si è assistito nello schieramento di Davide Gariglio, messa in atto soprattutto in quel caravanserraglio che si raccoglie attorno a Piero Fassino. A due giorni dalla consegna delle liste ancora bruciano le ferite di chi non si sente abbastanza rappresentato, come testimonia la riunione al fiele che c’è stata oggi a Palazzo Civico, nella sala di fronte alla buvette della Sala Rossa, tra gli assessori Stefano Lo Russo e Claudio Lubatti e i consiglieri Gioacchino Cuntrò e Giusi La Ganga. A molti di loro non è andato giù il modo di gestire la situazione attuato dai caporioni Salvatore Gallo e Andrea Stara che hanno riempito di “figurine e staffisti” le liste per garantirsi la golden share sull’elezione di Gariglio.

 

«Noi abbiamo l’assoluta parità di genere nei capilista: 6 donne e 6 uomini, i renziani cambiano verso piazzando 9 uomini su 12» stuzzica Mario Sechi, tra i coordinatori della campagna di Pentenero. Dello stesso tenore le dichiarazioni di Daniele Viotti, il candidato civatiano che su Torino ha piazzato come capilista la vice presidente del Consiglio comunale Marta Levi e il primario delle Molinette Ottavio Davini. «Le nostre liste rispondono innanzitutto a un principio territoriale» afferma Viotti, che domani incontra a Casa Morgan, ore 18, il responsabile economico del Pd Simone Taddei, l’unico del giro Civati che Renzi ha voluto nella sua segreteria. Pochi i cambi di casacca rispetto alle primarie dell’Immacolata, tra i quali si segnalano il sindaco di Beinasco Maurizio Piazza e il segretario di Moncalieri Danilo Lanè che hanno abbandonato i compagni cuperliani per sostenere Gariglio, mentre nell’Alessandrino l’assessore di Novi Ligure Paola Cavanna ha salutato i renziani per guidare la lista di Viotti. I cuperliani e la Pentenero “conquistano”, invece, i sindaci di Bruino e Nomaglio Andrea Appiano ed Ellade Peller, rispettivamente con Civati il primo e Renzi il secondo, il primo cittadino di Ivrea Carlo Della Pepa, il quale dopo aver mantenuto un profilo molto basso alle scorse consultazioni interne questa volta ha accettato la candidatura da capolista ed Edoardo Gaetano, ultimo sindaco di centrosinistra a Rivarolo, passato dalla rottamazione alla corte della tolera di Casalborgone. 

 

LEGGI QUI I CANDIDATI DELLE LISTE A SOSTEGNO DI VIOTTI

LEGGI QUI I CANDIDATI DELLE LISTE A SOSTEGNO DI PENTENERO

LEGGI QUI I CANDIDATI DELLE LISTE A SOSTEGNO DI GARIGLIO

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2 Commenti

  1. avatar-4
    17:36 Martedì 11 Febbraio 2014 mammaitaliana Ci sono sempre file di.....attendenti!!!

    Ma sì....le liste sono quelle che sono per tutti i candidati. Ognuno guardi in casa propria. E' vero si sono gli scontenti che non hanno fatto l'assessore, quelli che non sono diventati consiglieri!!!! E' questa la politica!!! Ancora oggi. Ci sono sempre file in attesa...

  2. avatar-4
    21:22 Lunedì 10 Febbraio 2014 marceba cerchiamo

    di ricordarci la debacle di Bersani e non ripetere!non si può con la vittoria in tasca andare a perdere per tutte le beghe da pollaio interne!

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