TRAVAGLIO DEMOCRATICO

Fassiniani in agitazione “Vogliono stoppare Piero”

L'assessore Lubatti lancia l'allarme dopo l'approvazione del nuovo regolamento per le primarie in casa Pd. Sulla stessa linea anche il collega Lo Russo. Operazione riuscita grazie all'accordo tra renziani della prima ora e Giovani turchi (col beneplacito di Gariglio)

Uno spettro si aggira per via Masserano, quartier generale del Pd piemontese. E sebbene ancora non abbia svelato la sua identità, per qualcuno è ben chiaro l’obiettivo: impedire un secondo giro a Piero Fassino. Sempre che l'attuale primo cittadino non trovi di meglio da fare (si sta dando un gran daffare) e sia costretto a restare nell'angusto perimetro della cinta daziaria, seppur allargata alla Città metropolitana. Se non a precludere la strada verso un secondo mandato di certo a rendergli il cammino più irto sarebbe il nuovo regolamento delle primarie varato dall’ultima Direzione del Pd. Ad esserne certo è un autorevole assessore della giunta del Lungo, ovvero Claudio Lubatti. Il suo ragionamento gira attorno al presupposto che il regolamento sia stato adattato per favorire “un candidato da contrapporre a un eventuale Fassino bis”. Tutto ruota attorno a quella norma che permette a chiunque – non solo agli iscritti del Pd – di sottoscrivere una eventuale candidatura alle primarie. Per competere basteranno le firme dell’1 o l’1,5% (a seconda che si tratti di primo o secondo mandato del sindaco uscente) degli elettori di quel comune (o regione). Nel caso di Torino, per intenderci, serviranno circa 10mila firme.

 

In Direzione il nuovo regolamento è passato senza problemi. Un emendamento contrario promosso da Luciano Marengo ha ottenuto la bellezza di tre voti. Il dibattito, però, esplode su facebook. A far da detonatore un post scritto da un altro assessore super-fassiniano, Stefano Lo Russo, che parla di «decisione molto discutibile» che «non farà altro che aumentare le potenziali improbabili candidature e la confusione politica dentro e fuori il partito». È il rischio Babele. E poi chi le dovrà certificare tutte queste firme? Come sappiamo che non finirà con moduli volanti e firme più o meno autentiche? Sono queste le preoccupazioni dei più critici. Curioso che a sollevare il problema siano stati i due assessori più vicini all’attuale primo cittadino di Torino, che pure in segreteria, dov’è nata la discussione, poteva contare sul suo gran consigliore, l’eminenza grigiastra Giancarlo Quagliotti. Secondo chi è stato protagonista di quelle discussioni l’esponente fassiniano si sarebbe trovato stritolato da un gioco di sponda tra il giovane turco Mario Sechi e l’agit prop renziano Davide Ricca, con i fedelissimi del segretario Davide Gariglio (tra i più accreditati alla successione del Lungo, che peraltro sembra disposto a tutto pur di non ritrovarsi altri cinque anni a Palazzo di Città) che si son ben guardati dal mettersi di traverso.

 

C’è chi teme che ora sia più facile lanciare un’opa sul Pd, chi, per contro, fa notare che con i tesserati ridotti all’osso, chiunque potrebbe fare un centinaio di tessere per prendersi il partito e ottenere una eventuale candidatura. Valentino Magazzù, consigliere di circoscrizione e animatore dell’associazione Fly Torino, è preoccupato: “mi suggerite una risposta da dare ai tanti che hanno chiesto “ed allora perché mi dovrei iscrivere al partito?”. Orde di ferventi attivisti democratici, finora rimasti nell’ombra, erano pronti proprio adesso a prendere la tessera? La consigliera regionale Nadia Conticelli – che recentemente ha ribadito di voler mantenere il doppio incarico, a Palazzo Lascaris e al vertice della Circoscrizione VI – regala parole in libertà: “Però tutto sto dibattito ieri sera in Direzione mica c’è stato. Io per la prossima volta propongo di votare on line, comi Grillini, così magari tutti votano per quello che pensano”. Senza volerlo centra il problema: nel partito degli iscritti e dei suoi infiniti organismi decisionali il vero dibattito sull’argomento si svolge in rete, su un social network, e vi partecipano tutti, grillini compresi.

 

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3 Commenti

  1. avatar-4
    12:30 Martedì 21 Ottobre 2014 moschettiere Faxino vai pure!

    Tranquilli: si stopperà da solo. Lasciamoli fare, è il miglior modo per demolirli certi personaggi.

  2. avatar-4
    16:29 Lunedì 20 Ottobre 2014 iansolo ma ..

    ...l'agit prop ricca non se la fa più le meches?

  3. avatar-4
    10:27 Lunedì 20 Ottobre 2014 Bandito Libero E visto che partecipano tutti..

    ...partecipo anch'io: Hai voglia ad ammazzare il Lungo!!!, da parte del pur forte Gariglio, come di nessun altro in Torino. In realtà l'analisi di Lo Russo è parziale, anche se ha un fondo di verità: raccogliere 10 mila firme a Torino, ormai, come le indagini della Procura stanno dimostrando, non è facile per nessuno, e meno che mai per il PD. 10 mila firme VERE, ovviamente; perché raccolte come sono soliti fare loro, allora sì, sicuramente si può fare (vedi firme di Chiamparino)!!! Se avessero voluto la Babele avrebbero messo un numero decisamente più basso, tipo 500 o 1000 firme, per poter concorrere alle primarie. Un numero così alto ridurrà drasticamente i competitori a 2 al massimo 3 (e nemanco). In realtà Quagliotti, da astuto conoscitore delle cose umane qual è, è stato silente perché sa che questa è una pistola caricata a salve.

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