VIA MASSERANO

Gariglio naviga tra le correnti dem

Archiviate le primarie, il Pd si dilania su candidature e assetti interni. La politica relegata in soffitta: il problema sono le quote all'interno della segreteria. Frizioni nei fassiniani. Bagarre per accaparrarsi uno scranno a Palazzo Lascaris

Unito (fin troppo) attorno al nome di Sergio Chiamparino, diviso su tutto il resto. E’ un Pd balcanizzato quello emerso dalla direzione di venerdì scorso, in cui il neo segretario Davide Gariglio fatica a cambiare verso. Il partito accetta senza colpo ferire l’archiviazione delle primarie, prono al diktat dall’ex sindaco e si dilania attorno a questioni di assetti interni. Ne sia testimonianza l’impasse del segretario sulla formazione della squadra: “Manca ancora un accordo complessivo” ammettono i colonnelli e così Gariglio si è preso qualche altro giorno per ragionarci su.

 

Le minoranze hanno già fornito i propri nomi: l’ex candidata delle primarie Gianna Pentenero sarà vice segretaria e per i cuperliani entrano anche Mario Sechi e Rebecca Ghio di Cuneo. L’area Civati ha proposto, invece, Fabio Malagnino. E’ nel caravanserraglio renziano che si sono registrate le tensioni, soprattutto tra i cosiddetti prima ora, cari a Gariglio, e gli ultimi arrivati raccolti sotto il cappello di Piero Fassino. “Davide non paga i debiti” si sente dire nei corridoi di via Masserano, mentre dal pulpito democratico della sala anche i civatiani archiviano senza troppi rimpianti le consultazioni popolari. Gariglio si è già scelto il tesoriere (l’assessore comunale di Torino Mimmo Mangone), il responsabile organizzazione (Davide Fazzone, che tuttavia dovrebbe rimanere fuori dalla segreteria, con un incarico prettamente operativo) e il delegato agli Enti Locali (il sindaco di Nichelino Pino Catizone), cui vanno ad aggiungersi altri due fedelissimi, il primo cittadino di Novara Andrea Ballarè e l’ateniese Davide Ricca. “E a noi?” Reclamano i fassiniani. In pole position ci sono l’eminenza grigiastra Giancarlo Quagliotti, l’assessore di Palazzo Civico Stefano Lo Russo, Rosanna Abbà, Maria Grazia Grippo (quota Mauro Laus) la sindaca di Alessandria Rita Rossa, solo per fare alcuni nomi.

 

Il tutto mentre l’appuntamento elettorale sta scatenando appetiti e ambizioni di mezzo partito. Tutti o quasi gli uscenti di Palazzo Lascaris intendono ricandidarsi: la già citata Pentenero, Roberto Placido, Nino Boeti. Discorso a parte vale, invece, per Gariglio cui stanno chiedendo in tanti di uscire dalla mischia e farsi eleggere tramite il listino (una scelta che tuttavia rappresenta dei rischi a partire dal risultato elettorale di Chiamparino). Tra coloro che hanno ormai sciolto ogni riserva ci sono anche i due consiglieri del Comune di Torino Mimmo Carretta, fedelissimo di Laus, pronto a rilevarne l’eredità, e Luca Cassiani, che proprio in queste ore ha fatto sapere che lui sarà della partita “chiunque siano gli altri candidati”. Dall’hinterland scaldano i motori tre sindaci uscenti  – Catizone di Nichelino, Vincenzo Barrea di Borgaro e Silvana  Accossato di Collegno (quest’ultima potrebbe finire nel listino) – e uno “uscito” già due anni fa, Marcello Mazzù di Grugliasco.  Se effettivamente Gariglio non dovesse correre, anche all’interno della sua area scoppierebbe la bagarre: l’unico finora che ha già comunicato la discesa in campo è il presidente della III Circoscrizione Daniele Valle, cui potrebbero aggiungersi l’assessore provinciale alla Viabilità Alberto Avetta, molto forte nel Canavese, lo stesso Mangone, il vice capogruppo in Sala Rossa Guido Alunno, l'ex sindaco di Moncalieri Angelo Ferrero e la consigliera comunale di Palazzo Civico Domenica Genisio (area Stefano Lepri). Resta da capire su chi punteranno il ras socialista Salvatore Gallo (c’è chi è pronto a scommettere sul di lui figlio, Raffaele) e il consigliere uscente Andrea Stara (la presidente della VI Circoscrizione Nadia Conticelli?).

print_icon