A SINISTRA

Congresso in due tempi, Sel cerca il leader

I vendoliani piemontesi ci riprovano dopo il rinvio di sabato, ma per molti non ci sono le condizioni per eleggere il nuovo segretario. Scricchiola l'accordo che porterebbe De Ruggiero al vertice: fuori Torino spopola l'ambientalista Bonardo

Se fosse per Marco Grimaldi, consigliere comunale a Torino e tra i leader dell’ala più istituzionale di Sel, il compromesso sarebbe a portata di mano: l’ex assessore regionale Nicola De Ruggiero al vertice del partito piemontese e Nicoletta Cerrato al provinciale di Torino. Un modo per ottenere, attraverso un esponente a lui più vicino, la guida del partito in Piemonte ed evitare che nel capoluogo – dove la maggioranza ce l’hanno i movimentisti guidati da Michele Curto – possa essere proprio quest’ultimo a riprendersi in mano il partito. Tutto (o quasi) il resto di Sel preme per un’altra soluzione.

 

La frattura è emersa con chiarezza sabato scorso, quando il congresso si è concluso con un nulla di fatto e per evitare la conta i maggiorenti si sono accordati per riaggiornarsi a questa sera, ore 19, quando andrà in scena un supplemento. Rispetto a sabato, però, nulla è cambiato, al punto che i bookmakers puntano su un altro rinvio e buon viaggio di rientro a chi – pochi temerari - si farà più di cento chilometri per raggiungere il capoluogo. Anche perché, va detto, l’improvvida convocazione del congresso nel tardo pomeriggio di un giorno infrasettimanale non consentirà a molti delle province di raggiungere in orario il capoluogo, per non parlare di chi, come la componente parlamentare, è impegnato a Roma e non riuscirà a partecipare. Insomma, un bel pasticcio.

 

L’altro nome in campo è quello di Vanda Bonardo, cuneese trapiantata nella provincia di Torino, già presidente di Legambiente Piemonte dal 1995 al 2011, particolarmente gradita ai militanti del Piemonte orientale, al deputato e segretario uscente Fabio Lavagno e all’area più in sintonia con la consigliera regionale Monica Cerutti. Il problema è che Grimaldi non è convinto, anche perché Curto storce il naso e minaccia: “Se mi fate ingoiare Bonardo, vi ripuppate me a Torino”. “Grim”, per gli amici, rabbrividisce solo all’idea e riprende a tessere una tela per la quale non pare esserci più filo.

 

Insomma, si risolve tutto a una discussione fin troppo prosaica, soprattutto per un partito abituato a volare alto sulle ali delle metafore immaginifiche del proprio leader. Mentre resta sullo sfondo il dibattito sulla Regione - sulla necessità o meno di trovare un candidato che si confronti con Sergio Chiamparino nelle primarie di coalizione, qualora il Consiglio di Stato si esprimesse per elezioni anticipate - e soprattutto sulle Europee che sta dilaniando il partito. A partire dal sostegno ad Alexis Tsipras, ancora ieri ribadito da Nichi Vendola, ma difficile da digerire per gran parte dei dirigenti piemontesi, i quali avrebbero preferito rimanere nell’alveo del Pse. Sabato 15 ci sarà l'assemblea nazionale nella quale verrà ratificato l'appoggio al candidato greco e sono in tanti sotto la Mole a pensare che la discussione regionale vada fatta a seguito "di questo importante crocevia". Così c'è già chi minaccia: "Se qualcuno vorrà forzare la mano e verrà votato il nuovo segretario si prepari a un lungo Vietnam". 

print_icon