CARRIERE NOSTRANE

Piemontesi nel nuovo governo

Rumors parlano con insistenza dello scrittore Baricco (Cultura) e di Vietti (Giustizia). Altri continuano a scommettere su Farinetti (Agricoltura). Ma realisticamente maggiori chance vi sono nelle nomine dei sottosegretari. Tra gli aspiranti Porchietto (Ncd)

Mentre  al Quirinale si procede nella liturgia delle consultazioni, in Piemonte parte la corsa degli aspiranti ministri del primo gabinetto Renzi. Due in particolare, a dar retta ai boatos che rimbalzano in queste ore tra la Capitale e Torino, i nomi che ricorrono con insistenza nel toto-ministri: quello dello scrittore Alessandro Baricco, legato da solida amicizia con il futuro premier, e quello di Michele Vietti, esponente di punta dell’Udc, vicepresidente del Csm prossimo alla scadenza. Il primo potrebbe rilevare le deleghe alla Cultura finora nelle mani del dalemiano Massimo Bray, il secondo varcherebbe finalmente il portone di via Arenula, insediandosi nelle stanze al momento ancora occupate da Anna Maria Cancellieri. Nella rosa dei papabili c’è anche, secondo alcune fonti, Natale Farinetti, detto Oscar, patron di Eataly, assegnato all’Agricoltura o a un non meglio identificato dicastero al “Made in Italy”. Anche se è lo stesso imprenditore a smentire: «Sono un imprenditore - ha dettato all’Ansa - ognuno deve fare il proprio mestiere, Resterò comunque vicino a Renzi, se ne avrà bisogno...». Chissà.

 

Intanto, nell’attesa che Napolitano affidi l’incarico per la formazione del nuovo governo a Matteo Renzi – forse già in serata o, molto più probabilmente, dopo la tradizionale “pausa di riflessione” domani o al più tardi lunedì – il candidato renziano alla segreteria del Pd piemontese Davide Gariglio rivolge un appello al leader fiorentino: «Ho appena mandato un messaggio di auguri al futuro premier e gli ho anticipato che il Piemonte chiederà di essere rappresentato nella squadra di governo», fa sapere Gariglio che aggiunge: «Abbiamo 33 parlamentari eletti dal Pd piemontese e pensiamo di dover essere rappresentati».

 

Molto più realisticamente, le ambizioni dei piemontesi dovranno essere ridimensionate e accontentarsi dei posti di seconda fila, per quanto prestigiosi. Di ora in ora, infatti, si infoltisce la pattuglia di aspiranti sottosegretari, ruoli che saranno assegnati in un secondo tempo. A tali cariche aspirano in molti: dal giurista torinese Stefano Ambrosini (che sfiorò per un pelo la nomina nel governo Monti) al segretario regionale Pd uscente Gianfranco Morgando (che è già stato sottosegretario tre volte, con D’Alema e Amato), dalle parlamentari fresche di pacca Silvia Fregolent e Paola Bragantini al vicecapogruppo dei democratici in Senato Stefano Lepri.

 

E si parla anche del deputato lettiano Enrico Borghi, che lenirebbe così il dolore di queste ore per la defenestrazione del suo mentore politico, e di Claudia Porchietto (Ncd). L’assessore al Lavoro della giunta Cota non pone limiti alle sue ambizioni e raccontano che vedendo allontanarsi la prospettiva di correre per la presidenza della Regione abbia ora concentrato tutte le sue mire sul governo Renzi (chiedere per informazioni a Maurizio Sacconi e Gaetano Quagliariello, letteralmente sfatti dal pressing della signora). Chissà se Renzi rammenterà gli attacchi che proprio Porchietto riservò ai suoi programmi su lavoro e formazione professionale, tanto da scatenare una protesta formale del gruppo Pd di Palazzo Lascaris per aver utilizzato una sede istituzionale per fare propaganda politica. Noi, nel dubbio, glieli ricordiamo qui.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    16:41 Sabato 15 Febbraio 2014 salvaguardiamo la panissa ......

    non è ancora finita rimborsopoli e forse emergeranno altre questioni grandi come una casa dal gup. per esempio?che se X era capogruppo fino ad una tale dato, non puo' essere Y che è subentrato dopo, penalmente colpevole anche del periodo precedente.

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