VERSO IL VOTO

Rottamazione addio, ora si ricicla

Poche le novità nelle file del centrosinistra che in vista delle Regionali preferisce puntare su una pattuglia di collaudati veterani. Ci sarà anche Boeti che sogna di fare l'assessore alla Sanità. Le matricole usciranno tra i sindaci in scadenza

Il Piemonte democratico non rottama, piuttosto ricicla. Mentre Matteo Renzi, a Roma, vara il suo Governo, a Torino e nelle altre province la campagna elettorale del centrosinistra per le prossime regionali è ormai ai blocchi di partenza. Il Partito democratico, dopo aver schierato l’arzillo Sergio Chiamparino alla guida della coalizione, è concentrato sulla composizione della lista, ma guai a immaginare rivoluzioni. Pochi, pochissimi i volti nuovi, sembra piuttosto prevalere l’usato sicuro e così ampio spazio a quelli del secondo, terzo o addirittura quarto mandato, deroghe permettendo, naturalmente.

 

Probabile capolista il neo segretario Davide Gariglio, già presidente di Palazzo Lascaris nella giunta precedente e consigliere semplice in quella di Roberto Cota. Nel 2010 fu il più eletto dei democratici con oltre 13mila preferenze e anche questa volta punta a fare il pieno di voti per legittimare la sua leadership uscita un po’ affievolita dai gazebo democratici, dopo l’ammutinamento dei militanti-elettori. Ci sarà certamente anche Gianna Pentenero, sua sfidante alle primarie per l’area Cuperlo, già assessore all’Istruzione nella giunta Bresso e consigliere regionale uscente; lei è alla ricerca di un endorsement elettorale per tornare nell’esecutivo in caso di successo del centrosinistra. E a proposito di area Cuperlo, resta in sospeso una candidatura di quella che fu Sinistra in Rete: Aldo Corgiat ha fatto sapere, infatti, di non essere intenzionato a candidarsi, Carlo Chiama, assessore uscente a Palazzo Cisterna, punterebbe al listino bloccato, mentre Enzo Lavolta, uno dei pochi di quel mondo ad avere i voti resta acquattato e dice di essere pronto a sostenere Luca Cassiani, qualora scendesse in campo.

 

E contrariamente a quanto annunciato nei mesi scorsi, resta in campo anche Nino Boeti, ex sindaco di Rivoli, già due legislature sul groppone a Palazzo Lascaris. “Ho voglia di tornare a fare il medico in ospedale” disse quando rimase impantanato nell’inchiesta Rimborsopoli per poco più di duemila euro. Evidentemente la sua probabilissima archiviazione gli ha ridato smalto se oggi addirittura rilancia: «Mi piacerebbe fare l’assessore alla Sanità – spiega allo Spiffero -. Ho incontrato ieri Chiamparino (giovedì per chi legge ndr) e gli ho illustrato il piano socio sanitario che presenteremo ai cittadini come Pd. Un progetto redatto assieme a sessanta professionisti “di area”». E la nausea? La voglia di chiudere con questa politica? «Io dissi solo che volevo tornare in ospedale a operare, cosa che ho già iniziato a fare. Non ho mai parlato di chiudere con la politica». Sarà. Nella stessa area geografica sarebbe deciso a correre pure l’ex sindaco di Grugliasco Marcello Mazzù, recentemente approdato su lidi renziani, anche se rischia di scontrarsi con il suo successore Roberto Montà, certamente al fianco di Pentenero, mentre non si pronuncia il sindaco di Collegno uscente Silvana Accossato.

 

In cerca di deroghe l’ultimo vice presidente di via Alfieri, Roberto Placido, dimessosi dall’incarico a legislatura in corso, uscito brillantemente dalle inchieste sugli scontrini, e ora pronto al quarto giro di giostra. Lo statuto del Pd prevede un massimo di tre legislature o 15 anni, lui ne ha fatti 14 vista la fine anticipata di quella in corso e un’interpretazione favorevole del regolamento potrebbe favorirlo senza neanche passare dalla deroga. Insomma, se si pensa che con il passaggio da 60 a 50 consiglieri a Torino i posti non saranno più di cinque o sei, difficile immaginare rivoluzioni, almeno tra le file del principale partito di centrosinistra.

 

Alle spalle dei big, però, un trittico di outsider si sta muovendo. Sicuramente candidato il consigliere comunale di Torino Mimmo Carretta. Con ogni probabilità la sua sarà una corsa in ticket con il suo mentore Mauro Laus, impegnato nelle Europee.  C’è poi Daniele Valle, attualmente presidente della Circoscrizione III e vice segretario provinciale del Pd, legato a Gariglio dal 2011 quando decise di sostenerlo in occasione delle primarie contro Piero Fassino, ma che ora sarebbe pronto a mettersi in proprio, sfruttando la macchina già oliata che portò all’inatteso successo di Francesca Bonomo alle parlamentarie. Infine scalpita anche un altro inquilino della Sala Rossa, Luca Cassiani. Lui lo ha detto, si candiderà solo se Placido dovesse rinunciare, anche perché il bacino di voti in cui i due vanno a pescare e grosso modo lo stesso e al momento mancano le forze per consumare il parricidio. Da valutare, infine, la posizione di Pino Catizone, sindaco di Nichelino, ma reduce dalla batosta alle primarie per la sua successione e ora finito in minoranza nella sua stessa città.  

 

Sul fronte alleati, proveranno a muoversi in coppia i due golden boy vendoliani, Michele Curto e Marco Grimaldi, attualmente entrambi in Sala Rossa: uno correrà l’altro, forse, finirà nel listino, con l’uscente Monica Cerutti che proverà a scardinare l’asse. Tra i Moderati si preparano al grande salto il presidente del Consiglio torinese Giovanni Maria Ferraris e la consigliera Piera Levi Montalcini, che potrebbe capeggiare la lista, anche se il nome forte è quello dell'ex presidente socialista della Provincia e Torino ed ex assessore della giunta Bresso Luigi Ricca, non proprio una matricola.

 

Ma se a Torino la situazione non pare particolarmente dinamica, nelle principali province sono già iniziate le prime manovre di posizionamento. A partire da Alessandria, dove a dir la verità un pezzo decisamente rilevante e trasversale del partito è in subbuglio per l’imminente rentrée del presidente della Provincia Paolo Filippi, grande elettore di Gariglio alle primarie, traghettato tra i suoi vecchi compagni dal sindaco Rita Rossa e ora, dopo aver sbattuto la porta, non rinnovato nel 2013 la tessera, e sostenuto Pippo Civati alle consultazioni dell’Immocalata, si prepara a una capolistatura “imposta da Torino” reclamano i tanti scontenti. Oltre a lui, i pretendenti all’unico seggio verosimilmente disponibile per Palazzo Lascaris non mancano: dal sindaco di Ovada Andrea Oddone all’ex vice presidente della Provincia Maria Grazia Morando (sorella d’arte), dall’avvocato Marco Balossino all’ex sindaco di Pontecurone Claudio Scaglia, da Fabio Barisone, primo cittadino di Rocca Grimalda a Gianfranco Comaschi, vice presidente della Provincia, passando per il sindaco di Novi Ligure Lorenzo Robbiano e il leader dei renziani di Casale Monferrato Davide Sandalo.

 

Situazione in divenire anche a Cuneo dove non si ricandida il consigliere uscente Elio Rostagno e ci sono schierati tre sindaci uscenti: quello di Saluzzo Paolo Alemanno, di Fossano Francesco Balocco e di Savigliano, quel Sergio Soave tanto vicino a Chiamparino, che ha già fatto sapere di aver rinunciato al suo secondo mandato a Palazzo Civico. Pronto a scendere in campo anche il segretario provinciale Emanuele Di Caro, mentre c’è chi vorrebbe in campo la renziana Olga Bertolino, di Mondovì. Infine Novara, dove l’uscente Giuliana Manica avrebbe fatto sapere di non essere interessata a un altro giro per il quale stanno invece lavorando l’assessora comunale Sara Paladini e il sindaco di Trecate Enrico Ruggerone

 

Questione listino. La riserva del candidato presidente sarà formata da dieci elementi, che vengono eletti solo in caso di vittoria dello schieramento che li propone. I pretendenti non mancano, dal capoluogo ma soprattutto dalle Province. Una fetta dovrà essere riservata agli esponenti di quei territori che altrimenti rimarrebbero senza rappresentanza a causa della diminuzione dei consiglieri: dal Vco, terra di provenienza dell’attuale capogruppo Aldo Reschigna, a Biella da dove viene Wilmer Ronzani (che però non si ripresenterà) e Asti patria di Angela Motta, reduce dall’ottima performance dei suoi a sostegno di Gariglio nelle scorse primarie. Ma si aspettano una gratificazione anche novaresi, cuneesi e alessandrini. Tre posti, almeno, saranno per gli alleati della coalizione e probabilmente una quota la riserverà per sé Chiamparino. Per qualche cavallo di Caligola. 

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