UMORI DEMOCRATICI

Vince Bresso e nel Pd scoppia la pace

Dopo il successo giudiziario della Zarina, i democrat sotterrano le asce di guerra. "L'obiettivo ora è piazza Castello" e, tra renziani, cuperliani e civatiani, si pensa di rimandare le primarie. Decisiva la prossima settimana, anche se Roma vuole le consultazioni

Alla fine scoppia la pace nel Partito democratico. E chi l’avrebbe mai detto, che l’artefice sarebbe stata proprio la spigolosissima Mercedes Bresso, detta la Zarina, non certo per via del suo carattere docile. Quel che appare chiaro, però, è che, dopo la sentenza del Tar di ieri, dalle parti di via Masserano i maggiorenti locali siano pronti a sotterrare le asce di guerra.

 

L’obiettivo è piazza Castello e con un auspicato election day a maggio, il pensiero di tutti è arrivare il più compatti possibile all’appuntamento, nel nome di Sergio Chiamparino. In questo scenario si estende il fronte di coloro che adesso valutano addirittura la possibilità di rimandare le primarie per eleggere il segretario regionale. Il 16 febbraio il Pd del Piemonte dovrebbe, così come in tutta Italia, designare il proprio leader nell’ultimo miglio di quell’accidentata via crucis congressuale iniziata a novembre con le assise di circolo e provinciali e proseguita con l’Immacolata quando è stato incoronato Matteo Renzi. Ma con le urne alle porte sarebbe opportuna una competizione interna che certo lascerebbe sul campo morti e feriti e un partito spaccato con colonnelli in guerra tra loro?

 

La domanda è rimasta sullo sfondo per tutta la serata di ieri durante due riunioni separate, quella dei seguaci di Gianni Cuperlo, un centinaio circa, svoltasi nel quartier generale di via Masserano, e quella dei renziani del Piemonte 2, convocata a Novara dal sindaco Andrea Ballarè. «E’ una domanda che ci dobbiamo porre» afferma il senatore Federico Fornaro  allo Spiffero. L’alternativa è lasciare l’attuale numero uno Gianfranco Morgando al suo posto per gestire la campagna elettorale. Un’ennesima proroga, insomma, di un segretario che si dimise quasi un anno fa e da allora guida la nave democratica in qualità di traghettatore. Prospettiva sostenuta anche dai civatiani piemontesi, che con il loro coordinatore Daniele Viotti chiedono di rimandare “le primarie a dopo le elezioni”, ma che, tuttavia, secondo fonti romane, Renzi non vedrebbe di buon occhio. 

 

Regna l’incertezza. Anche perché i rottamatori rischiano di presentarsi alla consultazione interna spaccati tra chi propende per Davide Gariglio e chi, invece, il sindaco di Nichelino Pino Catizone (la candidatura del deputato verbanese Enrico Borghi, invece, pare non essere decollata) Ieri a Novara nomi non se ne sono fatti, quel che è emerso, piuttosto, è la richiesta di una candidatura unitaria che eviti ulteriori lacerazioni. Una possibilità che valutano anche i cuperliani, «ma certo non potremo essere noi a proporla, l’iniziativa spetta a chi è maggioranza nel partito» prosegue Fornaro. L’ex senatore alessandrino Enrico Morando – prima veltroniano, ora su sponde rottamatrici - ha lanciato una suggestione: “primarie per eleggere il segretario regionale che sarà anche il nostro candidato presidente al vertice della Regione”, sulla scorta di quanto previsto a livello nazionale. Una strada, probabilmente difficile da percorrere – visto il profilo del probabilissimo candidato presidente del centrosinistra - e che il sempre pacato senatore Stefano Esposito bolla tranchant su Facebook come una “stupidaggine”.

 

Dunque, che fare? I due schieramenti torneranno a incontrarsi la prossima settimana. A Ballarè è stato affidato il compito di sondare i torinesi – sponda garigliana e sponda fassiniana – per decidere il da farsi. La missione è prevista per lunedì pomeriggio. I sostenitori di Cuperlo, invece, si incontreranno nuovamente, al Palavela domenica prossima, per un’ampia consultazione in cui «capiremo se i cuperliani in Piemonte esistono o meno, e se sono pronti per un percorso comune». Il rischio, infatti, è che, mancando un coordinamento nazionale della mozione, anche sul territorio si possa decretare il libera tutti e a quel punto ognuno sarebbe autorizzato a scegliere secondo coscienza (e convenienza). Il tutto mentre da un’altra riunione separata, quella degli ex Area Democratica, raccolti attorno alla candidatura alle provinciali di Torino di Alessandro Altamura, emergeva il nome della consigliera regionale Gianna Pentenero, che da settimane ormai scalda i motori. Sempre che si parta.

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