SINISTRATI

Sel, dietro le primarie il caos interno

Il partito continua a invocare invano i gazebo, per nascondere la lacerazione nel gruppo dirigente. Il deputato Lavagno twitta: "Non accorgersi che c'è un problema è grave". E a Cerutti va di traverso l'incoronazione da capolista: "Non sono l'utile idiota"

Dopo Rifondazione Comunista, Sergio Chiamparino semina zizzania anche tra gli alleati vendoliani. Sullo sfondo resta il tema delle primarie per il candidato del centrosinistra alle regionali. «Ineludibili» secondo il segretario di Sel Nicola De Ruggiero, che ieri, durante l’assemblea del partito è tornato a invocare i gazebo, seguito a ruota da Giorgio Airaudo il quale ha ribadito la propria disponibilità a correre e sottolineato l’importanza di «costruire un rapporto dialettico con gli altri partiti della coalizione». Se non aria fritta, di certo fiato sprecato.

 

Chiamparino neanche torna più sulla questione e anzi, a dimostrazione che per far vincere il centrosinistra basta e avanza lui, proprio mentre i suoi alleati si agitavano nell’assemblea di Lungo Dora Savona ha diffuso un sondaggio che lo dà già in vantaggio di sei punti, seppur contro un ancora ignoto avversario di centrodestra.  Posizione sostenuta senza tentennamenti anche dal numero uno del Pd Davide Gariglio secondo il quale le primarie «in questo momento sarebbero inutili»

 

E non può non aver pesato anche il modo in cui Sel è arrivata a chiedere le consultazioni interne: mentre un pezzo di partito lanciava la candidatura di Airaudo, un altro si metteva di traverso a quella decisione. Nel giorno di San Valentino, quando l’ex leader Fiom aveva annunciato la sua disponibilità a correre, la capogruppo a Palazzo Lascaris Monica Cerutti diffondeva una nota per dire che “se primarie saranno, io ci sarò con tutto il mio entusiasmo”. Bene, spacchiamo il capello in due! Insomma, non proprio una dichiarazione d’amore verso l’attuale deputato vendoliano, con il quale ha ingaggiato una disputa durata fino a pochi giorni fa. Il 17 febbraio, la stessa Cerutti pare addirittura già archiviare le primarie, chiedendo un “confronto sui contenuti”, quattro giorni dopo parla di primarie «bisex» e di un confronto «su visioni politiche differenti e non su cognomi e bandierine», concetto ribadito anche alla vigilia dell’assemblea di ieri. In mezzo, la richiesta di un listino in rosa per salvaguardare la parità di genere.

 

Sullo sfondo dinamiche partitiche legate agli assetti emersi dall’ultimo congresso e che ieri hanno portato alla ratifica della nuova segreteria, formata da Elena Chinaglia, Marichiara Acciarini, Adriana Bevione, Barbara Montani, Michele Curto, Marco Brandolini, Enzo Sobrino e Giorgio Comella.

 

La verità è che la candidatura Airaudo nasce da un’intuizione del capogruppo in Sala Rossa Michele Curto, naturalmente condivisa prima con l’ex sindacalista, suo mentore, e poi con il compagno di banco a Palazzo Civico Marco Grimaldi e Nicola De Ruggiero, allora non ancora segretario. La Cerutti – che è capogruppo uscente in Regione - è stata informata mentre stava per annunciare lei stessa la propria discesa in campo, e non è bastata l’incoronazione di ieri a capolista nella futura lista di Sel per placarne le ire: «Non mi va di fare la parte della utile idiota» risponde a chi le chiede se si ricandiderà. E a testimoniare il clima che ha contraddistinto l’ultima assemblea ecco un tweet del deputato Fabio Lavagno che di ritorno da Roma, dove ha partecipato all’incontro del Pse, affida ai social network poche taglienti parole: “Coordinatore eletto con 31 voti su 60, la segreteria con 16 voti su stessa base, non accorgersi che c’è un problema è grave”.  

 

Sia come sia, a due settimane dalla richiesta ufficiale di primarie giunta da quel che resta della sinistra, nei due principali partiti di quell’area dopo i classici piatti sono volate anche le pentole. Ora spetta a Chiamparino raccogliere i cocci. 

print_icon