DEMOCRITICI

Giunta Chiamparino sotto esame Pd

Nella prima riunione della "nuova" segreteria regionale critiche all'operato di due assessori: Pentenero, troppo filo cgiellina, e De Santis, bacchettata sulla gestione dei fondi Ue. Preoccupa l'escalation di atti intimidatori: "Troppe ambiguità"

Incomincia con un cambio di banco il primo giorno di scuola per la segreteria regionale del Partito Democratico. Giancarlo Quagliotti (assente giustificato) aveva detto, parecchio seccato, che di Trasporti non se ne sarebbe occupato e pare avesse preso quella decisione di Davide Gariglio quasi come una provocazione nei suoi confronti. Di fare anche nel politburo piemontese l’uomo del partito delle autostrade non ci stava e lo aveva pure detto in tempo utile al segretario, che pure aveva fatto finta di nulla. Ma che ieri in apertura della prima riunione dell’organismo, salutata da una pioggia scrosciante e connotata da un’atmosfera da primi di novembre, ha dovuto fare marcia indietro. L’eminenza grigiastra di Piero Fassino assumerà le “deleghe” - riforme istituzionali e politiche europee - affidate inizialmente al sindaco di Novara Andrea Ballarè (anch’egli assente) e questi prenderà l’incarico rifiutato da Quagliotti. Un cambio al quale Gariglio ha cercato di dare il minimo peso possibile, comunicandolo come se stesse chiedendo di chiudere una finestra. Quella era già chiusa per via del tempo, ma non sarebbe bastata a fermare correnti gelide che pure sono spirate, ad esempio, verso un paio di assessori regionali.

 

Storcimento di nasi sul lavoro (non fatto o fatto male) di Giuseppina De Santis soprattutto per quanto riguarda il dossier dei fondi europei: troppo in ritardo, troppo poco rapida su un fronte dove chi dorme i pesci rischia di prenderli in faccia dagli operatori economici già parecchio irritati da cotanta lentezza e allarmati dal rischio di perdere un treno indispensabile per ripartire. Qualche pollice verso anche in direzione di Gianna Pentenero accusata di indulgere un po’ troppo a una certa partigianeria nella trattazione di temi importanti come il Lavoro, ma anche sulla stessa Istruzione dove da tempo la sua impronta cigiellina ha creato non pochi problemi nei rapporti con gli istituti privati, portando lo stesso Sergio Chiamparino a riflettere con impietosa autocritica sulla scelta fatta al momento di comporre la giunta. Se poi si aggiunge che dove c’è la Pentenero ci sarebbe dovuto essere Carlo Chiama, uno dei turchi in segreteria regionale, le critiche forse non sono proprio cadute nel vuoto.

 

La riunione di ieri, visto l’ingresso di parecchi volti nuovi anche per la stessa compagnia di giro, è stata anche l’occasione per le presentazioni. Con qualche intervento un po’ troppo aulico dettato dal peso dato (eccessivamente) alla fresca nomina (il “sinistro” Francesco Mele eccessivamente enfatico). C’è tuttavia un passaggio politico piuttosto forte, almeno rispetto alla cautela garigliana. È quello che sta in chiusura del documento a sostegno del sindaco di Grugliasco, Roberto Montà, oggetto nei giorni scorsi di un grave episodio di intimidazione: alcuni bossoli lasciati sulla sua automobile. Un grave atto che il vertice del partito ha voluto, anche simbolicamente, denunciare tenendo proprio nella città dell’hinterland la sua prima riunione. Un episodio “ultimo di una lunga serie di atti vandalici contro sedi del Pd” come osservato nello scritto. Che, appunto, si conclude con l’invito rivolto alla federazioni del partito e agli amministratori democratici piemontesi “alla massima coerenza nel definire e mantenere alleanze per il governo delle istituzioni locali, che non si prestino ad alcuna ambiguità in questo ambito”. Un’ambiguità che sembra essere rivolta a quella forze politiche della sinistra che spesso con la loro doppiezza costituiscono alibi politici a certe condotte. E se a qualcuno sfuggisse il senso della presa di posizione, questa è ancora più chiara qualche riga prima, dove si legge che  il Pd piemontese “ribadisce che le occupazioni abusive di edifici pubblici rappresentano un grave comportamento illegale, particolarmente diseducativo per i più giovani che frequentano quelle realtà, che va contrastato dal lato dell’ordine pubblico ma anche, e soprattutto, da un punto di vista politico e culturale”. A qualcuno a sinistra certo fischieranno le orecchie.

print_icon