(S)CORTESIE TRA EX

Costa sferza la babele berlusconiana

"Non ci capisco più nulla". Laconico, il leader di Ncd in Piemonte replica alle aperture dell'ex premier su un'alleanza col Pd e le consultazioni popolari per la scelta del leader. "Ma non eravamo noi la stampella del centrosinistra?"

 

Va bene che la duttilità è qualità imprescindibile per fare politica e che il soggetto si è sempre vantato di essere capace di farsi concavo e convesso a seconda dei casi (e degli interlocutori), ma sempre più le esternazioni di Silvio Berlusconi hanno il potere di fare girare la testa, tanto sono rocambolesche e funamboliche. E così è capitato oggi a Enrico Costa che ha letteralmente strabuzzato gli occhi leggendo di un Cavaliere incline alle Primarie e disponibile addirittura a una nuova alleanza  con il Pd di Matteo Renzi. Per il leader del Nuovo Centrodestra è sale sulla ferita nient’affatto rimarginata dopo che in Piemonte si è consumata la rottura della coalizione proprio su questi temi. “I leader? Vanno legittimati dal popolo. Il Pd? Non è escluso che si debba governare tutti insieme”. Una conversione sulla via di Cesano Boscone, dove l’ex presidente del Consiglio si recherà a svolgere i servizi sociali? Costa è confuso e, non fosse per il suo aplomb piemontardo, persino seccato.

 

«Dopo aver impedito una candidatura unitaria del centrodestra in Piemonte per la sua nota allergia alle primarie, che noi avevamo chiesto a gran voce, oggi, a liste presentate, Berlusconi sostiene esattamente il contrario» si sfoga il vice ministro della Giustizia. La querelle è esplosa in mattinata quando l’ex premier, rispondendo alle domande di Radio Anch’io ha manifestato il suo pensiero sul futuro di Forza Italia, del centrodestra e della politica italiana nel suo complesso. «I leader – sono state le sue parole - non si allevano in batteria come i polli, devono far innamorare la gente che se li sceglie». E ancora: «Sarebbe un bene se Fi avesse disponibile un leader nuovo che fosse accettato come tale dai nostri elettori e dalla classe media italiana». Insomma, serve una legittimazione popolare, la stessa, cui i berlusconiani non hanno voluto far sottoporre Gilberto Pichetto in Piemonte, facendo saltare il tavolo delle trattative. Almeno secondo la tesi sin qui sostenuta da Ncd e Fratelli d’Italia, che alla fine hanno scelto anche loro percorsi separati, con Costa candidato governatore per Ncd e Guido Crosetto per la formazione di Giorgia Meloni.

 

Ma non è tutto. Durante l’intervista, Berlusconi arriva a prospettare la possibilità di una convergenza anti-Grillo tra il suo partito e il Pd. Se il Movimento 5 stelle farà incetta di voti a quel punto sarebbe inevitabile «stare tutti insieme»  ha ribadito. Laconico l’ultimo commento di Costa: «Dopo aver sostenuto che il Nuovo Centrodestra è la stampella della sinistra, non esclude di allearsi con il Pd. Da non capirci più nulla».

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1 Commenti

  1. avatar-4
    18:18 Martedì 06 Maggio 2014 silvio CARI VOI

    Se i sondaggi verranno confermati nelle urne il pensiero del cavalier è purtroppo giusto, e se fossi politico del NCD. anche nell'ultimo comune d'Italia,attenderei lo spoglio delle schede per banfare!!!!

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