GIUSTIZIA

Spataro conquista la Procura di Torino 

Il Csm ha finalmente scelto il successore di Caselli. Al magistrato milanese sono andati 16 voti, il "novarese" Saluzzo si ferma a 8. La decisione al termine di una lunga e infuocata settimana di trattative tra le correnti interne alla magistratura

 

È Armando Spataro il nuovo procuratore capo della Repubblica di Torino. Dopo settimane di estenuanti trattative tra le varie correnti il plenum del Csm si è finalmente espresso: al magistrato milanese sono andati 16 voti, mentre Francesco Saluzzo, torinese ma attuale numero uno a Novara, si è fermato a 8. Spataro lascia così la travagliata e spaccata Procura di Milano per approdare alla poltrona di grande pregio, come quella degli uffici giudiziari di Torino, lasciata vuota a fine 2013 da Gian Carlo Caselli. Spataro, che era entrato a  far parte del pool di Mani Pulite dopo l’addio alla toga di Antonio Di Pietro, è conosciuto soprattutto per le sue indagini antiterrorismo. Si è occupato di Br ma anche, più recentemente, del caso Abu Omar. Una scelta che potrebbe dunque dare continuità alla traccia di Caselli sui No Tav e l’incriminazione di terrorismo di alcuni esponenti del movimento di protesta. Un dossier bollente, tra i tanti presenti sui tavoli di corso Vittorio (da ricordare anche gli sviluppi di Minotauro e Rimborsopoli).

 

La decisione è arrivata al termine di una settimana costellata di polemiche tra le varie componenti interne alla magistratura, tensioni culminate nella designazione del nuovo segretario generale di Palazzo dei Marescialli e che hanno rischiato di ripercuotersi sulle nomine delle tre importanti sedi: Bari, Firenze e, appunto, Torino. E proprio la sede subalpina è finita in coda alla seduta, ma anche in questo caso ha retto l'asse tra Unicost (corrente centrista) e quella di Area (frutto della fusione tra Md e Movimento Giustizia). A favore di Spataro hanno votato i togati di Area e di Unicost, l'indipendente Aniello Nappi, i laici del Pd, il vicepresidente del Csm Michele Vietti, il pg della Cassazione Gianfranco Ciani. Saluzzo ha invece avuto i voti dei togati di magistratura Indipendente e dei laici di centrodestra.