Processo Tav, Grillo teste e imputato
15:40 Venerdì 21 Giugno 2013 1Il leader del M5s sarà sentito in merito agli incidenti dell'estate 2011. Unico politico ammesso. Mentre attende l'esito del procedimento nei suoi confronti, per la rimozione dei sigilli alla baita Clarea durante l'inverno del 2010
E’ Beppe Grillo l’unico testimone “illustre” ammesso al processo contro 53 attivisti No Tav, imputati per gli scontri con le forze dell’ordine avvenuti nell’estate del 2011 in Valsusa, dopo essere stato indicato nella lista dei testimoni dalle difese. Il collegio presieduto dal giudice Quinto Bosio ha escluso invece tutti gli altri leader politici, Silvio Berlusconi, Pier Luigi Bersani, Romano Prodi, Roberto Maroni, Antonio Di Pietro e Altero Matteoli. Tra i testi ammessi anche il prefetto di Torino, Alberto Di Pace.
I fatti si riferiscono alla domenica 3 luglio del 2011, circa 60 mila persone - secondo gli organizzatori - avevano marciato in modo pacifico per ribadire il proprio no all’alta velocità. Ma verso metà mattinata il clima cambiò: alcuni gruppi di manifestanti sull’altro versante della valle cercarono di sfondare le recinzioni appena montate lungo il cantiere di Chiomonte. E diedero vita a una guerriglia diventata via via più violenta, sfociata in veri e propri scontri con le forze dell’ordine. Gli assalti partirono dai boschi soprastanti l’area del cantiere, vennero lanciate pietre, bastoni e grossi petardi cui la polizia rispose con cariche e lanci di lacrimogeni. Tra i manifestanti anche Beppe Grillo, che nel pomeriggio improvvisò un comizio in valle, ironizzando sull’allarme black bloc: “I black bloc - disse - sono in Parlamento”.
Grillo peraltro è già stato presente in un'aula del Tribunale di Torino nel maggio dello scorso anno, in qualità di imputato nel corso del processo per violazione dei sigilli della baita abusiva di Chiomonte (Baita Clarea), avvenuta nel dicembre 2010. “Passerò la vecchiaia qui - aveva dichiarato fuori dall’aula 3 del Palagiustizia -. I No Tav sono persone per bene e non hanno mai fatto male a nessuno”. Il leader del Movimento 5 stelle partecipò, infatti, il 5 dicembre 2010 assieme ad altre centinaia di persone alla protesta dei boschi della Val Clarea nell’ambito della quale vennero tolti i sigilli che i Carabinieri avevano messo al presidio dei No Tav, una casetta di legno, eretta senza autorizzazione edilizia, nell’area che sarebbe poi diventata un anno e mezzo dopo il cantiere della Maddalena.


