SCENARI

Le “strette intese” tra Alfano e Bonsignore

Al leader di Ncd non spiacerebbe affatto riprodurre in Piemonte l'alleanza di governo. Ma tutto dipenderà dal risultato delle urne e dalla volontà di Chiamparino. Il vecchio capo andreottiano si mette di traverso e punta a prendersi il partito

 

Il futuro di Ncd dipende da Sergio Chiamparino. Per quanto paradossale possa sembrare, in Piemonte, gran parte delle prospettive politiche della formazione nata dalla scissione del Pdl dipenderà dal risultato delle elezioni regionali del prossimo 25 aprile. Se dalle urne dovesse uscire una maggioranza numericamente fragile o, addirittura, non autosufficiente, e lo scarto tra l’ipotizzato successo personale del candidato presidente del centrosinistra e quello della sua coalizione dovesse essere più marcato delle previsioni fatte alla vigilia, anche un paio di consiglieri potrebbero risultare se non determinanti di certo utili ad assicurare la stabilità. E, magari, a disegnare nuovi equilibri e assetti. In questa direzione lavorano, più o meno esplicitamente, i maggiorenti del partito: da Michele Coppola (che addirittura vagheggia un suo ingresso in una futuribile giunta Chiamparino) a Giampiero Leo (che nella sua campagna elettorale punta a blandire l’elettorato borderline del centrosinistra). Anche a dirigenti scafati e ad amministratori di grande peso sul territorio, come Daniele Cantore e Claudio Sacchetto, vedono con favore all’orizzonte una collaborazione con i probabili vincitori. Ragioni tattiche e strategie di più lungo respiro – non ultimo l’attesa, più lunga di quanto forse si immaginavano, del tracollo del mondo berlusconiano – inducono lo stato maggiore a fare i conti con la realpolitik: “Più passa il tempo – spiega un esponente della prima fila – e più si approfondisce il solco che ci divide dai nostri ex sodali”.

 

In fondo, neppure ad Angelino Alfano dispiacerebbe replicare in terra allobroga l’alleanza costruita al governo nazionale. Il ministro dell’Interno, che oggi farà una fugace apparizione a Torino, ha respinto al mittente l’invito rivoltogli la settimana scorsa da Vito Bonsignore a prendere le distanze dal generale embrassons-nous che sembra aver contagiato Ncd piemontese, sollecitandolo a sparare qualche bordata verso le linee chiampariniane. “Scordatelo, non ci penso nemmeno”, gli avrebbe risposto, posticipando di qualche giorno la sua visita e raggelando il vecchio capo democristiano. Il vicepresidente uscente del Ppe che, non più ricandidato alle Europee, sta sbaraccando la sua struttura (alcuni collaboratori hanno già trovato collocazione alla corte dell’amico Guido Podestà) ma non intende affatto ritirarsi a vita privata. Nei suoi piani, forte della maggioranza dei circoli, c’è anzi la conquista della segreteria regionale del partito, scalzando Enrico Costa, ormai quasi del tutto assorbito dalle dinamiche nazionali. Riuscirà, l’ex luogotenente andreottiano, a scollinare la Seconda Repubblica, dopo aver valicato tutto sommato indenne la Prima, nonostante i rumors crescenti sui suoi legami con alcuni protagonisti dell’affaire Expo?

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3 Commenti

  1. avatar-4
    09:31 Giovedì 22 Maggio 2014 il gladiatore NUOVO!!!!

    E Questo sarebbe il NUOVO centrodestra...???? Roba da far accapponare la pelle. Questo dimostra che in Italia non esiste più, ne una destra ne una sinistra, ma una nuova Democrazia Cristiana che si sta ricompattando...

  2. avatar-4
    08:59 Giovedì 22 Maggio 2014 Bandito Libero Bonsignore come al solito

    Bonsignore come al solito è più sveglio di tutti.

  3. avatar-4
    08:51 Giovedì 22 Maggio 2014 bombaci ncd

    RIBREZZO. VEDREMO I VOTI

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