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“Nessun inciucio con la vecchia politica”

Il candidato governatore del Movimento 5 stelle Bono piazza subito i suoi paletti: “Vinceremo. In caso contrario sarà opposizione dura. Nulla da spartire con il Pd”. E punta il dito sulla mancata consegna dei rimborsi 2012 alla Corte dei Conti dei gruppi consiliari

«Noi vinceremo. Ma in caso contrario sarà lotta dura senza paura». Non c’è spazio per una intesa con nessuno dei concorrenti, tanto meno con Sergio Chiamparino, qualora il Movimento 5 stelle non dovesse riuscire a centrare l'obiettivo. «Faremo opposizione, come abbiamo fatto in questi quattro anni». Sulla scia di Beppe Grillo anche il candidato governatore pentastellato Davide Bono marca con vigore il confine tra lui e «tutti gli altri» e se il vincitore – chiunque esso sia – non avrà i numeri per governare «non venga a cercarli da noi».

 

Una tesi che non si presta a interpretazioni quella di chi, come Bono, rappresenta peraltro l’area più ortodossa del Movimento, quella più vicina all’ex comico genovese, come testimonia la fedeltà dei parlamentari piemontesi a lui legati nei confronti dell’ex comico genovese, anche mentre il fronte – a Montecitorio come a Palazzo Madama – è sembrato sfaldarsi. «Certo, non siamo delle bestie, se dovessero essere presentati dei provvedimenti utili per i cittadini saremmo pronti a votarli, ma è la stessa posizione che abbiamo avuto nei quattro anni di Cota». E quante volte è capitato? «Mai». Appunto.

 

Ma cosa c’è che separa così nettamente M5s e Pd? «Faccio un esempio, che è solo l’ultimo di una lunga serie». Dica. «Oggi abbiamo consegnato alla Procura della Corte dei Conti le pezze giustificative dei soldi spesi come gruppo nel 2012. Un atto dovuto, che però Pd, Sel, FdS, Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia si sono rifiutati di fare; peraltro dopo aver perso sul tema un ricorso alla Corte Costituzionale». Il riferimento è al procedimento contabile che sta viaggiando parallelamente rispetto a quello penale portato avanti dal Tribunale di Torino. Oltre al M5s gli unici ad aver fornito tutti gli atti richiesti sono stati Moderati, Udc e Insieme per Bresso. Un fatto secondo Bono grave, soprattutto in tempi in cui i cittadini chiedono trasparenza ai propri eletti. «Ora è chiaro perché non ci sarà mai nessuna convergenza?»

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