TORINO-LIONE

Tav, dell’Europa non v’è certezza

Il senatore grillino Scibona contesta le rassicurazioni di Brinkhorst circa il finanziamento europeo dell'opera. "Basta fare due calcoli per rendersi conto che l'Ue non può permettersi un simile impegno". E sospetta che si tratti di una manipolazione

Il finanziamento europeo alla Torino-Lione è un miraggio. Peggio, una manipolazione della verità per giustificare il “saccheggio” delle nostre casse pubbliche. A neppure ventiquattr’ore dalla visita a Chiomonte del coordinatore Ue per i Trasporti, Jan Laurens Brinkhorst, dove al fianco del governatore Sergio Chiamparino e del commissario Mario Virano, ha dato ampie rassicurazioni sulla copertura del 40% dei costi della linea ferroviaria ad alta velocità, il senatore del MoVimento 5 stelle Marco Scibona raffredda i bollenti spiriti dei sostenitori dell’opera. Basta munirsi di calcolatrice, sostiene l’esponente grillino: «La dotazione finanziaria complessiva (regolamento UE n. 1316/2013) per lo sviluppo della rete dei trasporti (non solo ferroviaria ma anche autostradale e marittima) ammonta,  per il periodo 2014-2020, a 26 miliardi di euro, di cui quasi 12 miliardi proveniente dal Fondo di coesione, non utilizzabili dall’Italia, poiché è destinato solo agli Stati con Pil inferiore al 90% della media UE-27. Grosso modo il budget per tutti i progetti di trasporto (non solo ferroviari) e per tutti i paesi europei ammonta a 14 miliardi».

 

Quindi, secondo Scibona quand’anche Italia e Francia facciano la loro parte – e già su questo vi sono dubbi – la situazione non muta: «Un rapido e superficiale calcolo conduce alla certezza che la Commissione Europea non potrà permettersi il finanziamento dell'opera del Tav Torino Lione per l’importo del 40% del suo costo globale pari ad 26 miliardi, come preventivato dalla Corte dei Conti francesi nel 2012». Da qui il sospetto che si voglia truccare il banco: «Forse qualcuno mira a dare una falsa rappresentazione della realtà per poter impunemente saccheggiare le nostre risorse creando il miraggio di un successivo e cospicuo (quando infondato) finanziamento della Ue al 40%. Oltretutto la memoria è corta, giacché Siim Kallas, vice presidente della commissione europea, recentemente ha provveduto alla riduzione del finanziamento UE alla Torino Lione, proprio del 40%».

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