POTERI FORTI

Renzi tira pacco ai padroni

Il premier non parteciperà all’assemblea dell’Unione Industriale. E così la kermesse perde la principale attrazione. Alla presidente Mattioli non resta che puntare tutte le carte su Squinzi e Marchionne, e soprattutto sulla location: lo stabilimento Maserati

In previsione del suo arrivo a Palazzo Lascaris avevano persino spostato al pomeriggio l’insediamento del Consiglio Regionale. All’ultimo Matteo Renzi ha dato forfait, impegni di governo gli impediscono di volare domattina a Torino e prendere parte ai lavori dell’assemblea annuale dell’Unione Industriale. Una presenza cui teneva molto soprattutto la presidente Licia Mattioli confidando di fare da madrina alla riconciliazione tra il premier e il numero uno di Confindustria Giorgio Squinzi, dopo gli screzi per la mancata partecipazione di Renzi alla convention nazionale di fine maggio. Un preciso segnale corroborato dall’apparizione a qualche assise locale. Alla Mattioli non resta che giocare tutto sulla location, inconsueta e soprattutto “politicamente” ambigua: lo stabilimento Maserati di Grugliasco, ovvero a casa di Sergio Marchionne il “traditore” che ha abbandonato Confindustria e non ha alcuna intenzione di rientrarvi. L’inquilina di via Fanti ha motivato la scelta come un atto di fiducia nel futuro: «Mettere in bella mostra una delle eccellenze del Piemonte: un posto che due anni fa era sbarrato, spento. Ora è un fiore all'occhiello». Dire che tutti gli associati abbiano gradito sarebbe eccessivo, ma la realpolitik (a partire dal contributo annuo di circa 2 milioni che la Fiat comunque fino allo scorso anno versava per usufruire dei servizi) e le ragioni di immagine hanno messo la sordina alle polemiche interne.

 

Ma non saranno solo i padroni a restare delusi, anche gli operai e dirigenti della Fiom avranno di che lamentarsi. Nei giorni scorsi, infatti, proprio in previsione della sua missione torinese il sindacato di Landini ha indirizzato una lettera a Renzi manifestando preoccupazione sui piani industriali della Fiat chiedendo un incontro per illustrare “l’altra campana” di quanto avrebbe ascoltato sotto le volte dello stabilimento ex Bertone. Non sentirà né gli uni né gli altri.

 

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3 Commenti

  1. avatar-4
    11:51 Lunedì 30 Giugno 2014 Giulio Torino?

    Torino chi?

  2. avatar-4
    22:45 Domenica 29 Giugno 2014 claudio49 la capitale d'Italia ormai è Firenze!

    Torino se lo scordi di tornare capitale d'Italia, ormai questo Renzi e la sua pseudo sinistra la sta declassando ad una piccola provinciale: declassato l'aeroporto, sta scippando anche l'Autority dei Trasporti che era stata strappata con le unghie e coi denti bipartisan.

  3. avatar-4
    09:58 Domenica 29 Giugno 2014 Bandito Libero Snobbato il Piemonte

    Un'altra volta. Ma è giusto così.

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