X LEGISLATURA

Larghe intese per escludere il M5s

Tutto secondo copione nella prima a Palazzo Lascaris. Laus presidente, Boeti e Ruffino vice. Patto tra destra e sinistra per tenere i grillini lontani dall'ufficio di presidenza. Bono: "Iniziamo malissimo. Non faremo sconti sarà opposizione dura"

Tutto secondo pronostico nella prima di Palazzo Lascaris, dove si è insediato il Consiglio regionale della X legislatura. Un po’ di emozione e qualche gaffe per qualche debuttante, a partire dai democratici Francesco Balocco, Augusto Ferrari e Daniele Valle che in apertura di seduta si dimenticano di “firmare” la presenza, mentre il vercellese Federico Corgnati (Pd) che ha guidato l’assemblea in qualità di consigliere anziano fino all’elezione dell’ufficio di presidenza, deroga al regolamento dando, talvolta, del “tu” ai colleghi .

 

Sono tra le poche emozioni di una giornata nella quale tutto fila liscio secondo accordi già presi all’interno del parlamentino subalpino, dove sinistra e destra si spartiscono le poltrone, senza concedere, per ora, nulla ai cinque Stelle. A partire dall’elezione del vertice in cui Mauro Laus fa il pieno di voti (36, tre in più rispetto a quelli complessivi della maggioranza, 10 bianche e 5 nulle). Laus sarà il primo presidente del Consiglio nato ben al di sotto del Po. Confermate anche le elezioni dei vice presidenti: Nino Boeti, nonostante qualche defezione nel centrosinistra (29 voti), Daniela Ruffino (13) per il centrodestra, mentre Stefania Batzella del Movimento 5 stelle si ferma a 9. Fallisce anche il blitz dei pentastellati nell’elezione dei segretari d’aula: la maggioranza elegge Angela Motta (Pd, 34 voti) e Gabriele Molinari (Scelta Civica, 30), per l’opposizione passa, seppur d’un solo voto, il leghista Alessandro Benvenuto (13 contro i 12 della Batzella).

 

Lapidario il commento che Davide Bono affida a Facebook: "Niente da fare....non abbiamo preso neanche il segretario dell'Ufficio di Presidenza. 13 voti a Benvenuto (Lega Nord) con 3 voti dal centrosx, la nostra Stefania Batzella 12 voti con 4 voti del centrosx. il #m5s, con il 21%, prima forza di opposizione politica, non sarà rappresentato nell'ufficio di presidenza, ma lo sarà la Lega Nord con il 6%. iniziamo malissimo...". Poco dopo i grillini abbandonano l'aula per protesta. Parla di «grave violazione dello Statuto regionale» il capogruppo Giorgio Bertola, dal momento che «il M5s, seconda forza politica della Regione e prima forza di opposizione, è stato escluso dall'Ufficio di presidenza, contraddicendo l'articolo 22, secondo il quale nell'Ufficio di Presidenza devono essere rappresentantele minoranze». «E' molto grave – prosegue - che l'unica minoranza rappresentata sia il centro-destra e che una forza politica che ha ottenuto il 7% possa sopravanzare il MoVimento 5 Stelle, che con oltre il 20% è la seconda forza politica del Piemonte e la prima di opposizione».

 

Tanti i vip presenti, assiepati nel palco delle autorità, dai parlamentari del Pd Enrico Borghi, Paola Bragantini, Davide Mattiello, Umberto D’Ottavio al leader dei Moderati Mimmo Portas, l’ex vice presidente di Palazzo Cisterna Gianfranco Porqueddu, il segretario provinciale del Pd Fabrizio Morri, il sindaco di Novara Andrea Ballarè, i parlamentari grillini Laura Castelli e Marco Scibona, il segretario di Sel Nicola De Ruggiero, il presidente dell’Uncem Lido Riba, il leader di Progett’Azione Angelo Burzi. L'unico però che riceve una menzione dall'aula è Sante Bajardi, storico amministratore del Pci, per lungo tempo riferimento del partito nella Sanità, salutato con "affetto" da Sergio Chiamparino.

 

Nessun dibattito per oggi, solo la presentazione della sua Giunta da parte del governatore, che senza mai citarli si rivolge direttamente al Movimento 5 stelle, invocando «una stagione politica nuova» in cui «alla contrapposizione aprioristica subentri una stagione di confronto dialogo e incontro». Beninteso, precisa Chiamparino, «non ho paura del conflitto politico» purché avvenga «sui singoli temi e nel rispetto delle istituzioni». Insomma, cari grillini, scendete dall’Aventino e collaborate a quella che sta assumendo i connotati di una «legislatura costituente, in cui si dovrà riformare la legge elettorale e i regolamenti».  Le premesse, per ora, vanno in direzione opposta.

 

Dal canto suo il neo presidente d’aula ha tenuto a rimarcare l’autonomia dell’assemblea «di cui mi farò personalmente garante», auspicando un confronto costante con l’esecutivo di Chiamparino. I consiglieri della X legislatura saranno i primi a non ricevere i vitalizi, dovranno pubblicare i loro redditi on line nell’anagrafe degli eletti, percepiranno meno per quanto riguardo le indennità di carica e funzione mentre i gruppi perderanno la propria autonomia finanziaria.

print_icon