POLITICA & GIUSTIZIA

Firme false, Pd torinese in bilico

Riunificate in un unico procedimento le querele di Lega e M5s nel processo civile sulle irregolarità nelle sottoscrizioni alle elezioni regionali. Rischiano la decadenza 8 consiglieri, tra cui i big Gariglio, Laus, Pentenero. Prossima udienza il 17 febbraio

Saranno accorpate le querele di falso di Lega Nord e Movimento 5 stelle nel procedimento civile sulle presunte firme false del centrosinistra alle elezioni regionali del 2014. È quanto stabilito questa mattina durante l’udienza davanti al Presidente della Prima Sezione del Tribunale Ordinario di Torino Umberto Scotti. In questa sede si sono costituite le parti con il Pd patrocinato dall’avvocato Vittorio Barosio, il M5s (Alessandro Praticò) e Patrizia Borgarello, colei che ha dato il là all’inchiesta con il suo esposto. L’ex consigliera provinciale leghista era l’unica fisicamente presente con al fianco i due legali Giorgio Strambi (foto) e Ilenia Caratozzolo. Il presidente ha disposto la riunione, assegnando entrambi i fascicoli al giudice Marco Ciccarelli, della medesima sezione, fissando al 17 febbraio la prossima udienza, cioè tra otto giorni, segno che il Tribunale sarebbe intenzionato a procedere a ritmi serrati, al punto da poter arrivare a sentenza già entro sei mesi.

 

Restano in bilico, dunque, gli otto consiglieri del Pd di Torino che rischiano la decadenza: Davide Gariglio, Mauro Laus, Gianna Pentenero, Nino Boeti, Daniele Valle (indagato anche nel procedimento penale che avrà la prossima udienza venerdì 12 febbraio), Andrea Appiano, Elvio Rostagno e Raffaele Gallo.

 

Durante l’udienza non si sono costituiti il presidente di Palazzo Lascaris Laus, per una scelta legata alla sua figura istituzionale super partes, e Pasquale Valente, il quale non ravviserebbe la necessità di difendere degli atti già disconosciuti in sede penale. Un fatto processualmente molto rilevante, poiché rappresenta una ulteriore certificazione della falsificazione di gran parte delle sue sottoscrizioni. Durante l’udienza, inoltre, Tina Pepe, tra gli imputati nel processo penale, ha chiesto di essere esclusa dal procedimento, asserendo di non aver autenticato né consegnato le liste, una posizione analoga a quella di Cristina Rolando Perino, funzionaria del partito. I legali di controparte si sono opposti, ricordando che sono entrambe imputate nel procedimento penale connesso, ma il presidente ha rinviato ogni discussione di merito all’udienza davanti al giudice Ciccarelli.

 

L’inchiesta è stata avviata in seguito a un esposto dell’ex consigliera provinciale della Lega Nord Borgarello (foto), mentre un altro autorevole esponente del Carroccio, l’europarlamentare Mario Borghezio, ha dato il la all’inchiesta penale che vede indagati funzionari, militanti ed eletti del Partito democratico. Qualora questo procedimento dovesse avere esito sfavorevole la maggioranza in Consiglio regionale si ridurrebbe a un solo voto, quello del presidente Sergio Chiamparino, mettendo in seria crisi la coalizione di centrosinistra. In verità questa sarebbe l'ipotesi migliore, poiché a dar retta ai boatos che circolano in queste ore in via Alfieri, la simulazione predisposta dagli uffici del Consiglio regionale, secondo il metodo del quoziente intero, in caso di decadenza degli otto dem torinese, andrebbe addirittura sotto di uno, portando, di fatto, alla fine della legislatura.

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