SPORT & POLITICA

Stadio Toro: “Nessun regalo ai granata”

L'assessore Gallo respinge le accuse di aver trattato con un occhio di riguardo il club di Cairo e lancia una proposta alla Sala Rossa: "Gruppo di lavoro per monitorare quel che accade nel resto d'Italia". Ma la delibera resta

«Ma quali regali, tra la Città e il Toro c’è un rapporto limpido, chiarissimo e sono pronto a dimostrarlo». Dopo giorni di silenzio l’assessore allo Sport Stefano Gallo, finito sul banco degli imputati per la delibera con la quale ha rinnovato la concessione dell’Olimpico al club granata esce allo scoperto. «Se qualcuno ritiene siano necessari degli approfondimenti per me non c’è problema – dice in un colloquio con Lo Spiffero – si costituisca un gruppo di lavoro capitanato dal direttore generale e si faccia una ricognizione per vedere come si regolano le altre città. E se emergesse che le condizioni adottate da Torino nei confronti del Toro non sono in linea allora le modificheremo».

 

Ieri 16 consiglieri della Sala Rossa, di cui 12 della maggioranza che sostiene Piero Fassino, hanno sottoscritto e depositato una mozione di indirizzo con la quale si chiede la revoca immediata della delibera con cui viene rinnovata la concessione aprendo un fronte con la Giunta e con il sindaco Piero Fassino. Troppo basso il canone di 250 mila euro secondo i consiglieri saliti sulle barricate, troppo generosi gli sconti fatti dall’amministrazione al club sul costo del servizio di sicurezza garantito dalla polizia municipale (doveva essere di 55mila euro ma il Toro ha chiesto e ottenuto il dimezzamento ) e sulla tassa rifiuti. Accuse che da Palazzo Civico respingono in toto. Innanzitutto i dati. Se è vero, infatti, che la società di Urbano Cairo paga un canone di “soli” 250mila euro, dall’altro lato è anche vero che si sobbarca il costo delle utenze e della manutenzione ordinaria per un costo complessivo che nel 2013-2014 ha raggiunto la cifra di 1,3 milioni. Al Comune spetta, invece, la manutenzione straordinaria, che è di «120mila euro» dice Gallo.

 

Gran parte della maggioranza di centrosinistra rimprovera a Fassino di aver fatto troppo poco per favorire quel percorso di acquisizione dell’impianto da parte del Toro, uno stadio di proprietà, proprio come quello della Juventus. «L’indirizzo della giunta è quello» garantisce l’assessore Gallo, ma secondo quanto spiegano da Palazzo Civico il vero ostacolo sono ancora quelle ipoteche scattate al tempo del fallimento del Toro di Ciminelli e che ancora gravano sulla struttura. Come si può chiedere a un privato di riscattare uno stadio sul quale ci sono ipoteche per oltre 30 milioni di euro? La soluzione è toglierle. Pagando. Andateglielo a dire al Cerbero delle casse comunali, Gianguido Passoni. Il dg Montanari sta verificando percorsi alternativi, ma al momento altre strade non ne sono state trovate.

 

Intanto Lo Spiffero è riuscito a ottenere qualche informazione su come funziona nelle altre città. A Genova, per esempio, la Città ha dato la gestione del Ferraris a un consorzio privato chiamato Stadium. Il consorzio versa ogni anno un canone di 310 mila euro alla Città e tratta lui con i due club la gestione (manutenzione ordinaria e straordinaria, utenze, ecc). Il Comune incassa e se ne chiama fuori. Una soluzione forse perseguibile anche da Torino. A Parma il canone annuo del Tardini si aggira intorno ai 200mila euro, la società si fa carico di manutenzione ordinaria e straordinaria, ma c’è da dire che in passato si era sobbarcata lavori di riqualificazione per un totale di 13 milioni di euro, che vengono in parte scontati dal canone. A Firenze il canone più alto: 540mila euro da ridiscutere in caso di retrocessione con manutenzione ordinaria e utenze in capo alla Fiorentina, mentre la manutenzione straordinaria è del Comune (come nel caso di Parma, dal 2011 al 2013 la società ha fatto lavori per 3 milioni di euro senza rimborso comunale).  Insomma, la situazione è sfaccettata e ogni città si è regolata a suo modo. Intanto è stata spostata la riunione di maggioranza da venerdì a lunedì mattina, proprio per cercare una mediazione che eviti lo scontro in aula. Una cosa appare certa: il sindaco al momento non ha nessuna intenzione di tornare sui suoi passi e ritirare la delibera approvata ad agosto.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    10:22 Giovedì 11 Settembre 2014 Reartu' chi comprerebbe

    un baraccone come lo stadio olimpico non adatto al calcio e con la pista di atletica unata una volta per le olimpiadi?

  2. avatar-4
    22:30 Mercoledì 10 Settembre 2014 silvioviale DUE SQUADRE E DUE STADI

    E' la posizione, quasi ufficiale, di tutti dai tempi della truffa del Filadelfia di Borsano per le Olimpiadi. Due squadre e due stadi, senza carrozzoni sul groppone della città. Da un assessore mi aspetto che mi dica, perché le conosca, le situazioni delle principali città italiane, non che mi dica che non le conosce e che vorrebbe, anche lui, saperle. Dobbiamo forse chiedere a Balotelli?

  3. avatar-4
    19:50 Mercoledì 10 Settembre 2014 sandro.aa Interessante posizione quella dell'Assessore

    Forse l'Assessore avrebbe dovuto fare PRIMA l'indagine e adesso snocciolare i dati di tutte le società di serie A. La ricerca non sembra così difficile visto che i redattori dello Spiffero (non certo una testata con grandi mezzi) sono riusciti ad avere i dati di 3 città in poche ore. Proporrei di migliorare la proposta di Gallo: facciamo una Commissione (diciamo di 10 persone) che decide i criteri di valutazione, POI facciamo un'altra Commissione (altre 10 persone) per fare la ricerca e la graduatoria, QUNDI creiamo un Gruppo di lavoro (10 interni e 10 esterni) che stabilisce se il canone di Torino è equo, POI portiamo il tutto in Giunta ed INFINE in Consiglio. Se tutto va bene siamo arrivati al 2018 e la legislatura è finita

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