GRANDE TORINO

Forza Italia perde la metropolitana

Atto d'accusa di Bertot, dopo l'esito del voto a Torino. "Un errore andare col Pd, abbiamo ceduto alla poltronite e ora siamo irrilevanti". Sollecita i vertici del partito a "chiedere scusa agli elettori". Unica soluzione: sabotare l'ente

Subalterni e del tutto marginali. Per Forza Italia le elezioni metropolitane a Torino sono state una Caporetto. Un solo candidato eletto nel Consiglio a 18 dove il Pd farà il bello e il cattivo tempo, grazie a una maggioranza schiacciante. Altro che “tutti insieme per scrivere le regole del gioco” come da refrain propinato in corso Vinzaglio dai vertici berlusconiani. Le regole le scriverà Piero Fassino e il gioco sarà nelle mani sue e del suo partito.

 

Un’operazione “scellerata” messa in atto dall’ala “collaborazionista” del partito, capitanata da Ugo Cavallera, Osvaldo Napoli e Andrea Tronzano, non a caso unico eletto con boom di preferenze. «Sono prevalse le posizioni di chi soffre di poltronite e ha perorato la lista inciucio» attacca a testa bassa Fabrizio Bertot, ex sindaco di Rivarolo, ex europarlamentare, a capo della protesta astensionistica, che ha fatto crollare nel suo seggio l’affluenza al voto al 57,5 per cento. «Avremmo potuto fare una lista nostra di rottura verso uno strumento, quello della Città metropolitana, che sappiamo essere difettoso, avremmo potuto astenerci per protesta e rimarcare una chiara posizione politica e invece siamo andati a legittimare i nostri avversari». Un’operazione che ha ottenuto il doppio risultato di spazzare via Forza Italia da qualunque genere di partita e spaccare il centrodestra al punto che i berlusones subalpini si beccano anche le burle del segretario torinese del Carroccio Alessandro Benvenuto, il quale si chiede se «per Forza Italia, che su 18 seggi a disposizione  ha portato a casa un solo consigliere, sia davvero valsa la pena di allearsi con la sinistra, svendendo la propria identità». Il Carroccio ha puntato infatti su una civica di centrodestra assieme a Fratelli d’Italia, alternativa a quella delle larghe intese e i risultati l’hanno premiato.

 

C’è poi la questione della gestione dei candidati, una «strategia incomprensibile se non con la totale assenza di una strategia». A che è servito far convergere quasi cinquemila voti su Tronzano, quando con poche centinaia in più l’ex sindaco di Chiomonte Renzo Pinard avrebbe ottenuto il seggio a scapito dell’altro valsusino, il (neo) democratico Mauro Carena? Appunto, nessuna strategia su quella sponda politica, mentre sul versante democratico ogni voto è stato smistato con giudizio quasi maniacale da Mimmo Carretta, responsabile Enti Locali del Pd e candidato eletto nella competizione, evitando che qualcuno rimanesse indietro. Non è un caso che da Torino siano arrivati voti pesantissimi ad Antonella Griffa (leggi il consigliere Luca Cassiani), al primo cittadino di Ciriè Francesco Brizio con la preferenza espressa da Giusi La Ganga (che tra l’altro avrebbe l’ambizione di riaggregare quel che resta delle vecchie truppe di Gianfranco Morgando); persino giocando di sponda con Sel, con Michele Curto che ha votato il borgarese Vincenzo Barrea  e il compagno Maurizio Trombotto al fianco del sindaco di Pinerolo Eugenio Buttiero.

 

«Dovremmo chiedere scusa ai nostri elettori, e peraltro a giudicare dai risultati non ci metteremmo neanche troppo tempo». Si concede una battuta Bertot, tra una dichiarazione di guerra e l’altra, proprio mentre si appresta a prendere l’aereo che lo porterà a Beirut e di lì a Damasco per una serie di incontri e conferenze sul tema del terrorismo internazionale. Poi indica la strada e lancia l’ultimatum al coordinatore regionale Gilberto Pichetto: «Ora dobbiamo lavorare per distruggere la Città metropolitana, perché altrimenti i territori lontani dal capoluogo e le nostre valli rischiano di diventare la periferia dimenticata di Torino. Mi auguro che almeno su questa battaglia il partito ci sia e spero che Tronzano sia il nostro kamikaze». Auguri. Il disagio di Bertot è quello di un pezzo sempre crescente degli amministratori e dirigenti forzisti, disorientati dalle dinamiche nazionali come da quelle locali. «C’è uno spazio elettorale che io intendo occupare – taglia corto l’ex sindaco – se il partito ci sta bene, altrimenti Pichetto sappia che, come ebbi modo di dirgli, la mia apertura di credito non era a tempo indeterminato». Per Bertot serve un cambio di passo che si traduce con il boicottaggio dello Statuto e per spiegare come attuarlo si affida a un francesismo: «ci vuole un leader coi c… sotto e non intorno».

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5 Commenti

  1. avatar-4
    01:13 Martedì 14 Ottobre 2014 Bandito Libero Tronzano Kamikaze

    Aha ha ha...bellissima iperbole! L'immagine di Tronzano-Kamikaze mi ricorda tantissimo una frase che Michael Douglas alias Gordon Gekko dice in WALL STREET..chissà se qualcuno indovina quale frase... PS: comunque la madre di tutte le colpe di questo sfacelo e di questo scempio è di Berlusconi e di Verdini. Punto. (dai, indovinate a quale frase mi riferisco...)

  2. avatar-4
    22:38 Lunedì 13 Ottobre 2014 moschettiere Asini cotti

    Avete cercato di ottenere vantaggi alleandovi col Piddì da vere banderuole politiche e l'esito è più che giusto. Ora siete cotti, dopo aver dimostrato di essere anche il resto...

  3. avatar-4
    21:51 Lunedì 13 Ottobre 2014 l'osservatore Bertot e il giusto dito nella piaga

    F.I. politicamente e tatticamente inesistente a Torino e sui territori, gli attuali variegati leader reggi coda del P.D. stretti a riccio a sola difesa di se stessi. Oropa ovviamente non ha potuto operare il miracolo, di fatto da brocchi difficilmente si diventa dei Ribot

  4. avatar-4
    17:16 Lunedì 13 Ottobre 2014 siamodicentrodestra Forza Italia solamente un ricordo

    Ma il peggio deve ancora arrivare. Altro che tesseramenti e congressi il partito di S.B. si

  5. avatar-4
    16:26 Lunedì 13 Ottobre 2014 Palmiro T. «ci vuole un leader coi c… sotto e non intorno»

    Sembra che Bertot sia stato in Francia negli ultimi venti anni invece che “intorno” al leader.Un leader che dopo venti anni si è trovato dei c...rotti sia sotto che intorno.Un esame di coscienza guardandosi allo specchio mai, no?Il partito radicato nel territorio, FI questo sconosciuto...malgrado i numerosissimi dirigenti pingui di prebende ed emolumenti anche provenienti dal leader con i c...rotti. Ma andate a stendere...

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