POLITICA & GIUSTIZIA

Rimborsopoli, a gennaio l’abbreviato

Slitta al nuovo anno il giudizio per i dieci consiglieri regionali, in gran parte di centrosinistra, "ripescati" con l'accusa di peculato. Tutti hanno scelto il rito alternativo, confidando nella definitiva archiviazione. Ma questo Natale più nessun panettone a sbafo

Il rito abbreviato… allunga i tempi (e la vita politica). Hanno scelto tutti il procedimento alternativo al processo tradizionale i dieci consiglieri regionali della precedente legislatura, in gran parte del centrosinistra, per cui è stata disposta l’imputazione coatta con l’accusa di peculato nell’ambito dell’inchiesta Rimborsopoli. Il processo davanti al gup Daniela Rispoli si aprirà il prossimo gennaio, precisamente in tre udienze calendarizzate il 13, 14 e 15 gennaio 2015, a seguito di quella del 12 in cui verrà interrogato l'ultimo degli imputati non ancora sentiti in questa fase, l'ex consigliere del Pdl Fabrizio Comba. Verosimilmente a metà gennaio, forse proprio il 15 stesso, verrà emessa la sentenza.

 

A essere coinvolti in questo secondo filone dell’inchiesta sulle spese pazze in Consiglio regionale sono il vicepresidente della Regione Piemonte Aldo Reschigna (Pd) e la collega di giunta Monica Cerutti (Sel), il capogruppo e segretario democratico Davide Gariglio, il numero due della pattuglia dem al Senato Stefano Lepri, la consigliera astigiana Angela Motta, ma anche i tre consiglieri del centrodestra Gian Luca Vignale (FI), Fabrizio Comba (FdI) e Giampiero Leo (Ncd). Tra coloro che hanno scelto il rito abbreviato anche l’ex assessore alla Sanità e capogruppo della Federazione della Sinistra Eleonora Artesio e l’ex capogruppo del Pdl Luca Pedrale, ma solo per le responsabilità in concorso in qualità di capogruppo, avendo invece patteggiato per i propri addebiti una pena a 1 anno e 6 mesi. Ovvero tutti coloro che, dopo la richiesta di archiviazione da parte dei pm Enrica Gabetta e Giancarlo Avenati Bassi sono stati ripescati dal giudice Roberto Ruscello attraverso l’imputazione coatta. E’ invece fissata per il 26 gennaio la ripresa in tribunale di Rimborsopoli 1, il processo a 24 ex consiglieri (quasi tutti di centrodestra) e all’ex governatore leghista Roberto Cota.

 

Nel frattempo, anche loro, come hanno fatto in precedenza i loro colleghi, hanno restituito alla Regione le somme contestate dei rispettivi rimborsi, alcuni maggiorati del 30 per cento a titolo di risarcimento del “danno d’immagine” arrecato all’Ente. Un “tesoretto” fermo nelle casse di piazza Castello che ora, dopo questi ultimi versamenti, ammonta a circa un milione e ottocento mila euro.