L'ALTRO MATTEO

“Torino ha un sindaco che dorme”

Salvini al presidio leghista nell’ex Villaggio Olimpico occupato abusivamente da alcuni immigrati attacca Fassino: “Troppa tolleranza, concede residenze a discapito dei piemontesi. Occorre ripristinare la legalità”. E lancia la sfida a Renzi

“Qui c’è un sindaco che dorme”. Tira in ballo Piero Fassino il leader della Lega Nord Matteo Salvini, nel capoluogo piemontese per un presidio organizzato vicino alle palazzine dell’ex Moi, quello che fu il Villaggio Olimpico, dove oggi vivono abusivamente decine di immigrati. “Qua c’è un Comune che dorme - ha aggiunto - che tollera da troppo tempo e che concede delle residenze che ai piemontesi nelle stesse condizioni non sarebbero mai concesse. Si tratta di ripristinare la legalità perché ci sono tanti italiani che questo Natale lo passeranno al freddo perché non hanno occupato”. Concetto ribadito anche da Roberto Cota: “Vogliamo che le palazzine vengano sgomberate, rimesse a posto e trasformate in case popolari per nostra gente, che non può continuare ad essere discriminata. Torino non è solo la città dei salotti. Esiste una Torino delle periferie che soffre e che è in situazione di crescente degrado. Quando si parla di Olimpiadi, bisogna riflettere anche sulle macerie che hanno lasciato”.

 

Scortato dallo stato maggiore del Carroccio locale - dall’europarlamentare Mario Borghezio al segretario regionale Cota, al numero due di via Bellerio Riccardo Molinari – Salvini è stato “protetto” da un ingente schieramento di forze dell’ordine che ha tenuto a debita distanza la contro-manifestazione inscenata a pochi metri da un gruppo di immigrati spalleggiati dai soliti antagonisti dei centri sociali. “Mafia capitale l’ha dimostrato il vero affare è l’immigrato”, hanno urlato in direzione del gazebo leghista. Nel corso del sit-in è stato distribuito un volantino firmato dal Comitato di solidarietà rifugiati e migranti. “Alla chiusura dell’emergenza Nord Africa – c’è scritto - e dei campi di accoglienza ad essa connessi solo in Piemonte 1300 rifugiati e titolari di protezione internazionale sono rimasti senza un tetto e senza possibilità di integrazione e autonomia”.

 

Schermaglie verbali a parte, tutto è filato liscio e Salvini ha potuto, proprio a Torino, lanciare il guanto di sfida all’altro Matteo, bollato come “pericoloso”: “Mi piacerebbe confrontarmi con Renzi in diretta su Sky coi numeri alla mano. Numeri sull’invalidità, sulle pensioni, sulle tasse, sulla sua inutilità assoluta nel semestre di presidenza europea. Sono disponibile già da domani mattina alle cinque a confrontarmi con lui o a Natale”, riferendo al voto mattutino in Senato alla Legge di Stabilità. “Non solo non sta risolvendo niente. Ma neanche nella peggior Unione Sovietica si è mai visto votare alla 5 del mattino”. E ai giudizi poco lusinghieri nei suoi confronti espressi dal premier ha ribattuto: “È un poveretto se ogni giorno insulta Salvini e la Lega è un problema. Renzi prima va a casa, meglio è. Per gli italiani si prepara un Natale poco felice”.

 

Infine è tornato a parlare del nuovo progetto della Lega che cerca consenso al Sud con la campagna “Noi con Salvini”: un progetto che, a detta di Salvini, “piace così tanto che in sole 24 ore abbiamo già raccolto via web oltre diecimila adesioni”. Per prepararsi a governare, a Roma come in Piemonte, “firme false o no”, anche se difficilmente quando l’ha detto aveva in mente l’ex governatore Cota. “Gente nuova, che si affaccia alla politica per la prima volta. Non siamo un raccoglitore di riciclati, ma vogliamo spalancare le porte ai nuovi. Mentre le richieste di adesione da parte di persone che arrivano dalla politica saranno valutate caso per caso, con grande attenzione. Comunque un bel segnale. Il segno che anche al Sud c’è voglia di cambiamento”.

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