FIANCO DESTR

Fitto è un leone. Seguito da quattro gatti

L'ex ministro e governatore pugliese presenta il suo partito. L'ennesimo della diaspora berlusconiana. Nel simbolo il re della foresta ma in Piemonte, per il momento, non si vedono nuovi adepti. Incontro costitutivo entro luglio

Siamo alle solite, anche in politica c’è chi corre e chi rincorre e in attesa di conoscere le gazzelle dello schieramento di centrodestra, arriva il leone, quello che campeggia nel simbolo di Conservatori e riformisti, un ossimoro che Raffaele Fitto ha trasformato in etichetta politica. Radicato al Sud, meno, molto meno, nelle regioni del Nord, dove lo stato maggiore di Forza Italia, per il momento, resta fedele all’ex Cavaliere. E il Piemonte non fa eccezione, al punto che c'è già chi ironizza e parla di "quattro gatti", altro che leone.

 

A qualche mese dalla insanabile rottura con SilvioBerlusconi, l’europarlamentare pugliese ha presentato il suo nuovo partito che sta, senza se e senza ma, nel centrodestra, con una precisazione irrinunciabile: “né con la Merkel, né con la Le Pen”. E per essere più chiaro, ha invitato nell’auletta di Montecitorio Geoffrey Van Orden il vice presidente dei Conservatori al Parlamento europeo. “Noi siamo collocatati nel centrodestra in modo chiaro e non discutibile e lo dico in un momento in cui si sta aprendo un mercato di parlamentari. Noi siamo alternativi a Renzi, non vogliamo mettere in campo un sottobosco di intese o accordi poco chiari. Ci confronteremo su temi e programmi alla luce del sole non si cambiano posizioni in base alle convenienze”. Un “noi” ripetuto e accentuato dal Cameron di Maglie che non ha mancato di accendere la miccia del sarcasmo da parte di chi chiede “Noi chi?” a rimarcare la scarsa consistenza numerica, non solo di parlamentari, ma anche di uomini sul territorio dell’ennesima formazione nata dalla diaspora berlusconiana.

 

In Piemonte al fianco di Fitto ci sono i colonnelli che lo hanno sostenuto sin dall’inizio, vittime di una delle prime epurazioni contro gli uomini dell’europarlamentare: si tratta dell’ex parlamentare verbanese Valter Zanetta ed  Ettore Puglisi, referente su Torino. In molti si avvicinano, annusano l’aria, cercano di capire chi, nell’arcipelago post berlusconiano, risulterà l’elemento catalizzatore, ma per ora nessuno si muove. A Novara è arrivato l’ex parlamentare e consigliere regionale azzurro, Daniele Galli, già migrato nella finiana Futuro e Libertà oggi nel presidio fittiano sotto la cupola di San Gaudenzio. Con lui un altro dissidente del Cavaliere, Aldo Rigamonti, dirigente di Forza Italia a Novara e Giulia Terazzi, già candidata alle ultime Politiche con Fli. E sempre a Novara, dove in primavera si voterà per eleggere il sindaco e nel centrodestra impazza il toto-candidato, attorno a Galli si è andata riunendo una serie di militanti e dirigenti ex Pdl e FI, in buona parte usciti dalla casa madre in scissioni precedenti e oggi pronti a continuare a far politica nel nuovo partito. Che “dovrà essere leggero nella struttura e senza organigrammi precostituiti” dice Zanetta, galvanizzato dalla presentazione romana cui ha partecipato insieme allo stesso Galli. Un partito conservatore, ma moderno, radicato sul territorio e capace di diffondere i propri messaggi attraverso i social network. “C’è anche una rete già ben consolidata in tutto il Piemonte, amministratori locali, persone che si impegnano sul territorio” sparge ottimismo l’ex senatore che al momento dovrebbe aver piazzato un referente per ogni provincia con la sola esclusione di Biella, non a caso il feudo del coordinatore regionale di Forza Italia Gilberto Pichetto. Al momento di fare i nomi, però, Zanetta serra le labbra: “C’è posto per tutti, vogliamo passi il messaggio che siamo un partito aperto”, e per lanciare la campagna adesioni è in fase di organizzazione una convention a Torino entro la fine di luglio. Nelle settimane scorse si erano avvicinati a Fitto una serie di personaggi di primo piano, dagli ex parlamentari di An Agostino Ghiglia e Andrea Fluttero, all’ex eurodeputato Fabrizio Bertot, ma che per il momento non hanno confermato la propria adesione.

 

I nipotini della Tatcher che sfidano Renzi e si lasciano alle spalle Berlusconi puntano soprattutto sull’economia:  40 miliardi di tasse in meno a favore di imprese, famiglie, consumatori, via la tassa sulla prima casa, abolizione dell’Irap in due anni, taglio di due punti di Iva. Lo shock fiscale, insomma. E poi anche il rapporto con l’Europa: rinegoziare il rapporto con Bruxelles sull’esempio dell’Inghilterra di Cameron e  battaglia contro i vincoli europei aprendo allo sfondamento del muro 3%. Altro punto cardine dei fittiani:  mettere a dieta lo Stato con meno spesa inutile, meno sprechi e meno debito. Con questo armamentario, british style, i seguaci del Cameron della Puglia sanno che li aspetta un primo appuntamento proprio sul territorio, tra meno di un anno. “Quanto ai candidati per Torino, Novara Domodossola e altre città dove si vota in primavera, noi ci saremo. Nel centrodestra, naturalmente e senza equivoci o posizioni non chiare. Anche le alleanze e le liste saranno uno dei punti su cui lavorare” conclude Zanetta. 

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4 Commenti

  1. avatar-4
    23:31 Domenica 19 Luglio 2015 partigia L'invasione dei pugliesi

    ............

  2. avatar-4
    22:00 Venerdì 17 Luglio 2015 usque tandem Un altro partito!

    Che palle!

  3. avatar-4
    21:52 Venerdì 17 Luglio 2015 brizo 4gatti

    4 gatti in fila per tre e con il resto di 1

  4. avatar-4
    16:04 Venerdì 17 Luglio 2015 l'osservatore quando il gatto non c'è.....

    i topi ballano, e 4 gatti possono fare la differenza, in un granaio infestato dai topi.......

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