FIANCO DESTR

“Vengo in pace, con la forza delle idee” Fitto spiega lo “sbarco” in Piemonte 

Dopo le epurazioni, il leader dei Ricostruttori invita il coordinatore Pichetto a un confronto pubblico: "Lavoriamo per rilanciare Forza Italia, nessuna operazione correntizia o colonizzatrice". Nel partito sale il malcontento verso il "club della prostata"

Una stretta di mano, magari pure una pacca sulla spalla e poi l’uno a fianco all’altro a spiegare le proprie ragioni, a confrontarsi sui “contenuti”, persino a esprimere dissenso sulle reciproche posizioni. In fondo, una cosa normale in un partito. La scena dell’incontro tra Raffaele Fitto e Gilberto Pichetto all’Hotel Fortino, il prossimo 14 marzo a Torino, quasi certamente rimarrà un’illusione, una speranza delusa nel cuore dei tanti berluscones che ancora non hanno digerito, e sarà difficile riescano a farlo, le epurazioni dei due fittiani nostrani, Valter Zanetta e Ettore Puglisi, ad opera del coordinatore regionale di Forza Italia. Certo,  ad auspicare la presenza del numero uno degli azzurri piemontesi per primo è lo stesso ex governatore della Puglia che allo Spiffero dice: “Magari venisse, gli spiegherei dove ha sbagliato, che non avrebbe dovuto dare ascolto a chi gli ha chiesto di esautorare dai loro incarichi due persone che hanno la sola colpa di chiedere un dibattito all’interno del partito”. Come Sandro Bondi, lungi dall’essere arruolato nelle fila dei “ricostruttori”, lo stesso Fitto si dice convinto che quelle purghe non siano farina del sacco di Pichetto, ma esito di un ordine ricevuto dall’alto, da quel cerchio magico che sempre secondo l’ex ministro ha in Piemonte la sua longa manus nella deputata Maria Rizzotti.

 

“Ormai ci sono esponenti del mio partito che fanno in un giorno più dichiarazioni contro di me di quante ne facciano in un anno contro Renzi”. Una macchina che, dopo la Puglia e il Piemonte, lo scorso fine settimana si è mossa pure in Veneto dove il Ricostruttore inviso alla corte di Arcore ha fatto tappa: “Sono partite raffiche di telefonate di avvertimento: se andate da Fitto siete fuori dal partito”. Facile immaginare che si ripetano pure in Piemonte a ridosso di un appuntamento che, dopo gli ultimi eclatanti sviluppi, ha assunto un peso e una visibilità di gran lunga maggiori rispetto solo a pochi giorni addietro. Tanto da far ribadire a quello che una parte di Forza Italia considera ormai un nemico assai più di Matteo Renzi che quanto accaduto in Piemonte e prima ancora in Puglia “evidenzia un’allarmante emergenza democratica nel partito”. Il che non significa avvalorare quei timori serpeggianti sotto la Mole e nelle provincie di una conquista fittiana del partito in terra allobroga. “Non vengo certo a Torino per colonizzare il Piemonte – premette –. La nostra è una battaglia per ridare a Forza Italia il ruolo e i mezzi per uscire da una situazione di difficoltà e riconsegnare una centralità ai cittadini e ai nostri elettori. Se avessi voluto rafforzare la mia posizione, colonizzare qualche territorio, avrei accettato posti e incarichi che, invece, ho rifiutato”.

 

La stessa manifestazione del 14 sembra perdere una connotazione correntizia iniziale, accentuata dagli oppositori, per finire con l’essere il catalizzatore di quei tanti al di pancia che travagliano il partito ben oltre i fedelissimi dell’ex governatore pugliese. C’è diffuso malcontento, nel capoluogo come nelle più lontane province verso l’inerzia di un partito in mano a una cerchia sempre più ristretta, a un pugno di dirigenti jurassici, a quegli arzilli vecchietti che hanno trasformato Forza Italia in una loro proprietà (il “club della prostata”, come l’ha definita in modo irriverente ma assai efficace un esponente delle ultime leve). Ma non è solo una questione anagrafica, il ricambio invocato – e puntualmente mortificato – ha ragioni politiche, di merito e di prospettiva. A dare una spinta a chi titubava, ci hanno pensato le purghe pichettianie. Insomma, il rischio (ma, dipende dai punti di vista) di vedere allargarsi la platea di chi chiede un cambio di passo e di regole all’interno di Forza Italia appare, oggi, più concreto.

 

Primarie, maggiore coinvolgimento degli elettori, elezioni e non nomine calate dall’alto: tutti elementi che oltre cerchie neppure troppo magiche sembrano essere rivendicazioni che si estendono oltre il perimetro fittiano. E poterne parlare liberamente, senza che chi propone la discussione venga messo fuori dalla porta come uno scolaro che fa una domanda non gradita al maestro, sembra a molti una ovvietà.

 

“Bisogna avere chiaro che siamo in una fase in cui Renzi si muove ad ampio raggio e ha un partito di centrosinistra per la Terza Repubblica, Salvini si sta attrezzando dall’altra parte e se Forza Italia non esce da una situazione in cui non riesce a rilanciare e offrire al suo elettorato un’azione connotata da una forte prospettiva politica, non si va da nessuna parte. Qualcuno vuole restare asserragliato nel bunker? Io no”. Via dunque con il tour dei Ricostruttori. Magari con tappe precedute da telefonate come quelle circolate in Veneto o da altre epurazioni che potrebbero seguire quelle piemontesi , incomprensibili ai più vista la proverbiale cautela di Pichetto, la stessa  che ha fatto malignare qualcuno dei berluscones descrivendone la sortita  come il ruggito del coniglio. “A Torino verrò per un confronto, un dibattito sul futuro del nostro partito che vogliamo riprenda l’iniziativa politica, rivolgendosi ai cittadini, al ceto medio, agli artigiani ai commercianti, alle partite Iva – dice Fitto, rispondendo a distanza al richiamo di Salvini – cosa possibile solo se saremo in grado di proporre argomenti più costruttivi e liberali. E anche regole. C’è chi guarda all’oggi, io guardo al domani”. In Piemonte ora si guarda al 14 marzo. Tra timori e speranze.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    17:24 Lunedì 02 Marzo 2015 versionedibarney Ahi Ahi Ahi

    siamodicentrodestra ha dato al sig. Pichetto 10 anni di più! Pichetto hai bisogno di un restyling!

  2. avatar-4
    11:34 Lunedì 02 Marzo 2015 siamodicentrodestra Pichetto ennesimo errore

    Dall'alto dei sui 70 anni Pichetto non ha colto che cos

  3. avatar-4
    10:47 Lunedì 02 Marzo 2015 versionedibarney ma il..."dante causa" di Pichetto

    (davvero il genio di Biella ha definito Berlusconi così? -siamo alle comiche!-) che fa ? Prendere ordini da un pesce bollito lombardo fa davvero sgiai, come si dice in piemontese

  4. avatar-4
    10:04 Lunedì 02 Marzo 2015 daniele galli ben venga Fitto

    rispetto alla cieca staticità di F.I. piemontese, Fitto non potrà che suonare la sveglia ad un partito che assomiglia sempre più ad un packaging vuoto

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