SCENTRATI

Ncd al bivio, partito a pezzi

Si avvicina pericolosamente lo showdown: rinnovare la fedeltà a Renzi e correre alle amministrative col Pd o andare a Canossa e tornare da Berlusconi. A Torino la maggioranza è pronta a sostenere Fassino, ma il capogruppo è già con un piede fuori

Il processo che condurrà irreversibilmente alla scissione dell’atomo alfanoide ormai è innescato. Cosa resterà di questo Nuovo Centrodestra è facile prevederlo leggendo le ultime dichiarazioni di Fabrizio Cicchitto, così come dello stesso Angelino Alfano, entrambi pronti a ribadire la fedeltà al governo che, oggi più che mai, equivale a una dichiarazione di scelta circa la direzione da prendere dopo l’imminente Big bang. Ma anche quelle, di tenore opposto, dell’ex ministro Maurizio Lupi. Chi da una parte, l’ex socialista e l’ex (quasi) delfino di Berlusconi verso il Pd, chi dall'altra, il ciellino dimissionario dal dicastero delle Infrastrutture – causa figlio assunto e rolex regalato - che a margine del meeting di Rimini assicura: mai con Renzi, disegnando scenari immaginifici di un rinascente centro attorno a un nucleo, Ncd appunto. Sull’orlo della scomparsa. A Roma come a Torino.

 

Un ruolo, quello affidato alla flebile speranza di sopravvivenza del partito, che di facciata viene richiamato pure dallo stesso Cicchitto: “L’unica strada seria e dignitosa che ha l’Ncd è quella di organizzare una forte posizione di centro, aggregando tutte le forze disponibili, che sia autonoma sul piano politico-organizzativo e su quello dei contenuti dal Pd, ma che tenga ferma l’alleanza politica e di governo con Renzi. Ogni altra scelta sarebbe irresponsabile”. Quella per tenere in vita la formazione, oggetto di spinte interne opposte e destinata a soccombere alla prova elettorale, è una via più immaginaria che reale. Come si diceva una volta, le grandi manovre sono già incominciate, complice la sempre più forte incertezza della data di non improbabili elezioni anticipate rispetto al 2018. E se i parlamentari guardano a riposizionamenti in grado di garantire loro, o a parte di loro, un seggio alla prossima tornata elettorale, gli effetti della scissione si espandono sul territorio dove le prese di posizione se da un lato sono legate ai riferimenti nazionali, dall’altro devono fare i conti con gli scenari e le eventuali poltrone, ma vanno bene anche gli strapuntini, del potere locale.

 

Torino, non foss’altro perché si voterà in primavera per il Comune, è una delle città in cui i toni e i movimenti degli alfanoidi sono più accentuati e le tensioni interne accentuate. L’atmosfera conviviale che, alla vigilia di ferragosto, aveva contraddistinto la cena organizzata e offerta da Vito Bonsignore al “Banco di Sicilia”, non tragga in inganno. Se tra ricciole e spada nei piatti, don Vito da Bronte aveva delineato la necessità di approntare una lista per le comunali, pronta da essere messa a disposizione, prima o poi – dietro congruo compenso di poltrone – di Piero Fassino, nel Nuovo Centrodestra piemontese c’è chi di imboccare la via mancina non ne vuole proprio sapere. Piuttosto fuori, nel senso di un probabile approdo nella vecchia e oggi piuttosto pericolante dimora berlusconiana. È questo il caso del capogruppo in Sala Rossa Enzo Liardo. Si vocifera di suoi contatti, tramite emissari, con il coordinatore azzurro Gilberto Pichetto che non disdegnerrebbe afftto il ritorno a casa del “figliol prodigo”, titolare in proprio di un consistente pacchetto di voti. E anche questo dà la dimensione di come probabili fughe o ritorni siano meno lontani del tempo di quanto si possa immaginare.

 

Il grosso del piccolo partito sembra tuttavia orientato a seguire le indicazioni arrivate, sia pure in codice, in questi giorni dai vertici. Personaggi di peso come Daniele Cantore sono orientati a seguire la strada tracciata da Cicchitto e non solo per una vecchia comune militanza nel Psi. Sulla stessa linea un altro big, la vecchia volpe ciellina Giampiero Leo che ha ormai costruire un filo diretto con Fassino, anche acosto di rompere con l’altro esponente di Comunione e liberazione, il vicepresidente della Sala Rossa, Silvio Magliano, più vicino alle posizioni di Lupi (ma chissà quanto fermo nelle sue intenzioni). A Torino – è il ragionamento che circola tra gli ex berlusconiani – se si vuole un minimo di agibilità politica – ovvero se si vuole sopravvivere politicamente – la scelta del centrosinistra è obbligata. Pronti per un eventuale e sempre più probabile ballottaggio, ma nessuno esclude addirittura prima. Certo c’è una parte del Pd che di questa stampella non vuole sentirne parlare, incominciando dai Giovani Turchi, per non dire della minoranza dem, ma i tempi sono ancora sufficienti per smussare spigoli che oggi si mostrano ancora taglienti. Agli spigoli, Bonsignore aveva preferito le spigole e proprio ai suoi, attovagliati in uno dei luoghi dove la cucina si mescola alla politica, aveva presentato la ricetta per continuare a contare contando sull’amico Piero.

 

A quella tavolata non aveva partecipato, pur apprezzando l’invito, Enrico Costa. Il viceministro qualche giorno prima, aveva invece incontrato il segretario regionale del Pd Davide Gariglio. Ancora manovre, sondaggi, verifiche, ipotesi. Ma anche una non nascosta volontà da parte del deputato monregalese di tenersi fuori quel tanto che basta dalle questioni torinesi che agitano il partito. Eppure anche la politica dei due forni – col Pd a Roma (e magari a Torino) con Forza Italia nella Granda – inizia a vacillare. Che abbia un fondo di verità la voce che circola negli ambienti romani e che vorrebbe il viceguardasigilli meno interessato ai destini del partito e alle questioni piemontesi e più a un possibile incarico al vertice di una authority? Dalla scissione dell’atomo ognuno cerca di ripararsi come può. E se il rifugio è comodo e accogliente, tanto meglio.

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16 Commenti

  1. avatar-4
    12:42 Domenica 30 Agosto 2015 Un vero moderato Concordia

    Rosso e suoi pochi amici concordano; concordano la loro ricostruzione!Se la cantano e se la suonano. Scrivono e commentano tra di loro e anche più volte. Ridicoli. Confondono l'acqua santa con quella delle risaie. La pochezza dopo 20 anni di berlusconismo.

  2. avatar-4
    22:30 Sabato 29 Agosto 2015 daniele galli concordo pienamente con Bandito Libero

    la sua è una sintetica e corretta e disincantata rappresentazione di quel che avvenne nel 2001 ,che credo vissuta molto direttamente , per l'oggi è sicuramente un azzardo e senza possibilità di buon esito l' idea di correre per governare Torino, ma emergerebbe una logica di grande senso civico a sorreggere tale iniziativa se Rosso si proponesse per rappresentare un elettorato che fatica sempre più a riconoscersi negli attuali schemi e partiti, seminare ora per una aggregazione post FI non immediata ma quanto mai prossima, concordo ancora con Bandito sulla CACATA se le intenzioni fossero limitate a fare da stampella a Fassino, perderei nel caso la stima verso un amico.

  3. avatar-4
    19:17 Sabato 29 Agosto 2015 Roberto Rosso2 Riusciremo a costruire un'area cristiano liberale?

    Ringrazio Bandito Libero per la precisazione. Quanto alla sua preoccupazione voglio rassicurarlo che non e' mia intenzione aggragarmi alla sinistra. Al massimo mi potrebbe interessare ricostruire un'area cristiano liberale distinta sia dalla destra(sebbene a questa più' prossima ), che dalla sinistra. Sarebbe un modo,cominciando da Torino, per rendere un po' più' normale il panorama politico italiano

  4. avatar-4
    18:08 Sabato 29 Agosto 2015 Bandito Libero la Vera Ricostruzione del 2001..e due parole sull'Oggi.

    Daniele Galli ha riportato i dati corretti del 2001, sia del primo che del secondo turno, ed è pure vero che Roberto Rosso andò molto meglio di Berlusconi su Torino città quel giorno. Rosso perdette principalmente per colpa di Rabellino e delle sue liste civetta-farlocche (Rosso Sindaco), che gli rubarono, tra voti regolari e voti annullati, il 4,5% abbondante. Se fosse andato al ballottaggio con il 49% contro il 44 di ChiampaPinocchio, sarebbe stata un'altra storia. Poteva addirittura vincere al primo turno. Poi sicuramente la fazione di FI legata a Ghigo diede il proprio contributo in termini negativi, ma poca cosa rispetto al farloccatore Rabellino. C'è da aggiungere, però, che poi Rosso avrebbe fatto assessori Portas, Tealdi, Coppola, Finocchi (lo hanno tradito tutti)..e quindi povera Torino e povero centrodestra! Oggi: se Rosso mette in pista questa operazione fa una immensa CACATA, soprattutto se il fine è andare a sedersi alla mensa della sinistra. Il suo nome è legato ad una epopea gloriosa del centrodestra piemontese, per molti significa ancora qualcosa, se lo sporca legandolo a questa operazione di sinistra fa il più grande errore politico della sua vita. L'ultimo.

  5. avatar-4
    11:12 Sabato 29 Agosto 2015 Anno zero Perché' raccontare bugie?

    E' sufficiente andare su internet e controllare i dati delle elezioni 2001. Quello stesso giorno Rosso sindaco raccolse il 3 per cento più' di Berlusconi premier (5 per cento ove si calcolino anche i voti della lista farlocca Rosso Sindaco nata appositamente contro di lui). Perché' Raccontar bugie quando basta andare a controllare?

  6. avatar-4
    10:25 Sabato 29 Agosto 2015 daniele galli solo per ricordare bene

    primo turno Chiamparino 44,9 Rosso 44,4ballottaggio Chiamarino 52,8 Rosso 47,8 concordo con l' osservatore sui malpancisti

  7. avatar-4
    00:29 Sabato 29 Agosto 2015 Laduraverità2014 Solo per ricordare male

    Berlusconi prese il 45 per cento e Rosso solo il 40 per cento. Per ricordare bene e non fare da maggiordomo al Cocco ( così lo chiamiamo a Vercelli). Guarda che la Panissa Rosso te la offre comunque, anche se dici la verità e dai i dati giusti; hai parlato di lui! Chi se lo ricordava? per fortuna. Se lo vuoi a Torino, tienitelo; noi a Vercelli non lo vogliamo più vedere. I

  8. avatar-4
    22:34 Venerdì 28 Agosto 2015 l'osservatore concordo con anno zero

    fu il 49 % al ballottaggio con tanti malpancisti che forse andarono al mare .....

  9. avatar-4
    22:28 Venerdì 28 Agosto 2015 l'osservatore si ma direi una sopraelevata

    Rosso è stato un ottimo coordinatore di FI di livello nettamente superiore ai successori, è stato molto bravo quando il Cav. era al massimo, certamente si, ma allora era piena sinergia tra i due. Sono convinto che se parte del partito, chissà perché ??? non avesse remato contro , forse Torino avrebbe avuto nel recente un'altra storia, ora il Cav. è l' ombra di ciò che era, quindi Rosso che dovrebbe fare accodarsi ad una FI residuale funzionale solo a Renzi e che fa da blocco alla formazione di un nuovo centro destra coeso ?????

  10. avatar-4
    21:45 Venerdì 28 Agosto 2015 Anno zero Solo per ricordare bene

    Nel 2001 a Torino Città' la coalizione di Berlusconi raccolse,nello stesso giorno il 40 per cento alle politiiche, dove per premier correva Berlusconi, e il 45per cento alle comunali dove per Sindaco correva Roberto Rosso. Due settimane dopo Rosso sfiorò' il 49 per cento al ballottaggio. Mai più' Forza Italia e il centro destra raggiunsero quelle percentuali in città'.Invece ,a livello nazionale il centro destra nel 2008 ,dopo la nascita del PDL,raggiunse percentuali che mai prima si era sognato. Solo per dovere di corretta informazione

  11. avatar-4
    21:34 Venerdì 28 Agosto 2015 toroseduto avanti tutta

    Leggo in questo articolo il possibile abbandono di Enzo Liardo del NCD. Caro Enzo noi ci conosciamo tu non puoi stare con simili personaggi ieri con Berlusconi oggi con Fassino! L'incoerenza la pagheranno carissima, spariranno tutti, chi è di destra e passa a sinistra per una merdosa poltrona fa SCHIFO!!!!!!Con Liardo candidato sindaco nel2016 il centro destra può vincere!

  12. avatar-4
    20:42 Venerdì 28 Agosto 2015 Due ruote Anno sotto zero

    Ma cosa dice, l' anno migliore per il centrodestra e Forza Italia è stato il 2001, dopo il trionfo alle regionali del 2000 e nonostante quei dati, il grande impegno di Berlusconi e di tutta la coalizione, Rosso riuscì a perdere. Si riguardi i dati o li verifichi meglio. Confonde la cattiveria con la realtà. Nessun malanimo nei confronti di Rosso, ma è meglio che pensi alla sua terra, Vercelli. Invidia? Per Rosso? Ma mi faccia il piacere!

  13. avatar-4
    19:25 Venerdì 28 Agosto 2015 Anno zero Con Rosso al 49 per cento contro Chiamparino

    Buttiglione prima e Coppola dopo sfidarono la sinistra a Torino e non raggiunsero il 30 per cento, ne' il ballottaggio,malgrado un PDL in grande spolvero nazionale. Con Rosso si arrivo' al 49 per cento e al ballottaggio. Comprensibile l'invidia e la cattiveria. Ma qui sono i fatti a parlare

  14. avatar-4
    14:57 Venerdì 28 Agosto 2015 Due ruote La terza via?

    Una nuova autostrada Torino-Vercelli? Corsia unica di sola andata.....

  15. avatar-4
    13:46 Venerdì 28 Agosto 2015 l'osservatore ma Rosso che fa ????

    non stava cercando di attuare la "terza via" , che forse è l'unica soluzione per NCD.

  16. avatar-4
    13:43 Venerdì 28 Agosto 2015 usque tandem NCD a pezzi?

    perchè? è mai esistito?

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