FIANCO SINISTR

La “Cosa Rossa” scarica Fassino

Sel, Rifondazione e "cani sciolti" sono al lavoro per dar vita a un nuovo soggetto di sinistra che vedrà la luce a novembre. Nessuno vuole l'alleanza col Pd e anche un dialogante come Grimaldi esclude un percorso comune - SONDAGGIO

Un nome ancora non ce l’ha, se è per questo manca pure un leader. Per il momento c’è un nemico – Matteo Renzi – e una identità, rigorosamente di sinistra. Nascerà a Roma la nuova, ennesima, “cosa rossa” ma, come in una scossa tellurica, gli effetti potrebbero mostrarsi a molti chilometri dall’epicentro, forse proprio a Torino e a Milano, dove in primavere si voterà per le amministrative. Un nuovo soggetto a sinistra del Pd, in grado di mettere insieme Sel, Rifondazione, fassiniani (nel senso di Stefano Fassina), associazioni e comitati, comunisti e benicomunisti. Con Pippo Civati «c’è una reciproca attenzione» dice il segretario di Rifondazione Ezio Locatelli al termine dell’assemblea nazionale del suo partito, lasciando intendere che un’alleanza è più che “Possibile”. A livello nazionale il percorso è tracciato, tutte da costruire le intese nella periferia dell’impero, dove Sel ancora amministra con il Pd.

 

Proprio nella compagine di  Nichi e Nicola, ovvero Vendola e Fratoianni, il dibattito è più acceso, seppur ancora sottotraccia. C’è chi prova tenacemente a costruire ponti con il Pd (sempre meno), chi sistematicamente posiziona le mine per farli saltare (e ormai sono la maggioranza). La verità è che «è difficile perseguire sul territorio uno schema che abbiamo abbandonato da tempo in Parlamento, soprattutto laddove si presenteranno dei sindaci così marcatamente renziani come Piero Fassino». A parlare è un amministratore considerato da sempre tra i più vicini al Pd, come Marco Grimaldi, consigliere regionale, ex segretario della Sinistra giovanile e poi dirigente dei Ds, quando al vertice c’era il Lungo, prima di lasciare agli albori del Pd. Un esponente solitamente prudente e che ha sempre rappresentato l’area più dialogante con i democratici. Ma evidentemente il contesto è fortemente mutato. «La verità è che Fassino non ha fatto nulla per evitare questa situazione e io a questo punto non vedo come si possa costruire un progetto comune».

 

IL NOSTRO SONDAGGIO

 

A scegliere saranno militanti e dirigenti fondatori del nuovo soggetto. S’iscriveranno a un albo e poi saranno chiamati a esprimersi localmente sulla decisione di sostenere o meno l’attuale amministrazione. Difficile che un mix di vendoliani, rifondaroli e tanti delusi dal Pd di Renzi possano scegliere un primo cittadino così appiattito  politicamente sulla figura del segretario premier. E se anche influenti opinion leader come Grimaldi si schierano di fatto per una corsa solitaria, appare quasi impossibile immaginare un percorso a braccetto con i democratici, a oggi auspicato solo dall’assessora regionale Monica Cerutti e dal presidente della X Circoscrizione Marco Novello. «Pensiamo solo ai progetti portati avanti dal nostro partito in questi quattro anni: le pedonalizzazioni, il bici plan, l’implementazione della raccolta differenziata – ricorda Grimaldi -. La città è ferma, forse dovremmo iniziare a chiederci quanto e come è stato realizzato del nostro programma di governo». Alla faccia della città intelligente e sostenibile, Smart City e Ambiente sono state le due grandi sconfitte di Fassino e della sua amministrazione.

 

A sinistra il cantiere ormai è aperto, la dimostrazione anche nelle dimissioni a distanza del professor Ugo Mattei, teorico dei beni comuni, che ha lasciato l’incarico di vicesindaco a Chieri. Sarà anche lui della partita, come annunciato nella lettera di commiato inoltrata al primo cittadino Claudio Martano. Secondo le prime proiezioni che trapelano dall’interno di questo rassemblement che va costituendosi un listone a sinistra è accredito di percentuali tra il 5 e il 7 per cento, abbastanza per costringere Fassino al secondo turno. E a quel punto sarebbe scontato un apparentamento con il Pd? «In questo momento nulla è scontato» conclude Grimaldi e se al ballottaggio dovessero andare i grillini, magari guidati da una come Chiara Appendino, che certo nel M5s copre l’ala più sinistra, allora il quadro si complicherebbe ulteriormente. Avete presente Venaria?

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2 Commenti

  1. avatar-4
    22:59 Lunedì 21 Settembre 2015 ordalia2013 NON IMPARANO MAI

    Le elezioni in Grecia hanno dimostrato che persino gli scissionisti di Syriza sono meno di 4 gatti. Invece di stare dentro una sinistra plurale e fare come nel Labour Party, lavorare per prendere il governo del Partito, questi acchiappapoltrone esibizionisti sono disponibili a far vincere Salvini o grillo.Come Bertinotti. Che poi si è visto che fine ha fatto nei salotti della più muffita borghesia romana.

  2. avatar-4
    16:29 Domenica 20 Settembre 2015 patty Tutti a giocare, ma alla fine qualcuno deve amministrare

    Tsipras insegna che a sinistra (rifondazione, sel, grillini, ecc ecc) possono fare tutti i giochini che vogliono, ma alla fine bisogna governare e fare scelte complicate. Molto più complicate che stare al bar (o al bar virtuale) a discettare su quanto facciano schifo.

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