DAL PALAZZO

M5s restituisce 354.811 euro ai piemontesi

E' quanto accumulato grazie alla decurtazione degli emolumenti degli otto consiglieri regionali grillini. Andranno al Fondo di garanzia per il microcredito. E la prossima settimana il Pd porterà in aula il provvedimento che taglia i costi della politica

I grillini restituiscono i propri stipendi. O almeno una parte di essi. Dopo i parlamentari, ora tocca ai consiglieri regionali del Piemonte staccare l’assegno della virtù. La somma ammonta complessivamente a 354.811,27 euro e rappresenta il frutto delle decurtazioni volontarie agli emolumenti di un anno e mezzo di legislatura da parte di tutti e otto i membri del gruppo pentastellato, Davide Bono, Giorgio Bertola, Stefania Batzella, Francesca Frediani, Mauro Campo, Gianpaolo Andrissi, Paolo Mighetti e Federico Valetti. Queste risorse saranno devolute interamente al Fondo regionale di garanzia per il microcredito e poi iniettate nel tessuto imprenditoriale locale.

 

Certo, la cifra non è fantasmagorica, anche perché se è vero che ogni consigliere incassa “solo” 2.500 euro di stipendio, altrettanto vero è che non tutto quel che avanza viene “restituito”. Altri 1.500 euro, infatti, vengono ogni mese accantonati da ciascun consigliere in fondi pensione o per il proprio Tfr alla fine della legislatura regionale. Altri 400 euro vengono destinati per le spese legali del gruppo, utilizzati spesso per ricorsi al Tar o querele dagli esiti incerti. Poi ci sono le detrazioni familiari (variabili, ma comunque nella maggior parte dei casi non superiori ai 100 euro mensili), il rimborso per il trasporto pubblico e privato (il cuneese Campo, per esempio, solo lo scorso maggio ha speso oltre 1.250 euro). Insomma, togli di qua, togli di là nell’ultimo mese rilevato, luglio, i grillini hanno messo da parte poco più di 20mila euro. Soldi loro, ben inteso, e quindi onore al merito per un’iniziativa lodevole, finora mai intrapresa dai colleghi di nessun partito. Risorse destinate a calare ulteriormente in seguito al taglio degli emolumenti messo a punto dal Partito democratico e che approderà in aula martedì. Un provvedimento che riduce di mille euro l’indennità di carica (dai 6.600 di inizio legislatura a 5.600), i rimborsi forfettari (da 4.050 a 3mila)  e di un terzo circa le varie indennità di carica.

 

QUI TUTTI I CONTI DEI CONSIGLIERI

 

Sempre per chiarezza, va inoltre riportato che i consiglieri regionali hanno diritto a una quota pari a 4.050 euro esentasse di rimborsi forfettari presenti in busta paga, un tesoretto in parte intaccato da tutte le spese sopraindicate. Ma al di là di questioni meramente contabili l’altra domanda che lettori ed elettori si pongono è: per fare cosa?