ISTITUZIONI

La Regione ridisegna la geografia

Province addio, al loro posto la città metropolitana di Torino e tre "aree vaste" (Novara-Vercelli-Biella-Vco, Asti-Alessandria, Cuneo). Per la giunta così si "eviteranno centralismo e dispersione amministrativa". "Solo confusione" secondo le opposizioni

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza, il 27 ottobre, la legge di riordino delle funzioni amministrative conferite alle Province e alla Città Metropolitana in applicazione della Legge Delrio. La legge individua, oltre la Città metropolitana di Torino, tre aree vaste, coincidenti con gli ambiti territoriali ottimali per l’esercizio delle funzioni confermate, attribuite o delegate. Le tre aree vaste sono Ambito 1 (Novara, Vercelli, Biella e Vco), Ambito 2 (Asti e Alessandria), Ambito 3 (Cuneo). La Città Metropolitana di Torino (che comprende tutto il territorio della provincia) è riconosciuta quale ente di area vasta con finalità di governo e di sviluppo strategico del territorio. Oltre ad esercitare le funzioni fondamentali assegnate dalla legge Delrio e quelle di competenza delle province, alla Città Metropolitana vengono delegate la formazione professionale e, in materia di ambiente,la rete Natura 2000, e ad essa sono attribuite anche specifiche funzioni in materia di usi civici. Il Verbano Cusio Ossola, in quanto territorio montano confinante con Paesi esteri, si vede riconosciuta una particolare specificità. Tornano al governo regionale alcune competenze già esercitate dalle Province, in particolare in materia di Agricoltura, Formazione professionale, Politiche del lavoro e sociali.

 

Dopo l’approvazione della legge, si darà il via a specifici accordi per l’avvio delle funzioni ed il trasferimento delle risorse umane, finanziarie, strumentali e organizzative. In particolare: - entro due mesi dall’entrata in vigore si dovrà sottoscrivere un’intesa-quadro tra le Province e la Regione per la gestione associata delle funzioni. Entro un mese dalla sottoscrizione di tale intesa le Province vi daranno attuazione tramite specifici accordi e l’istituzione di eventuali uffici comuni; - entro 90 giorni si dovrà stipulare presso l’“Osservatorio regionale” di cui alla legge Delrio, un accordo quadro per il trasferimento del personale, cui far seguire specifici accordi sottoscritti dai legali rappresentanti degli enti interessati; - con la deliberazione di Giunta di approvazione degli accordi di cui sopra verrà stabilita la decorrenza delle funzioni dei nuovi enti, comunque entro il 31 dicembre 2015: dal primo gennaio 2016 la Regione si accollerà le spese per l’attuazione della legge; - entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge le province effettueranno la ricognizione delle proprie società partecipate prevedendo tempi e modalità di dismissione per quelle non più necessarie.

 

“Il valore di questa legge – ha affermato in Aula il presidente Sergio Chiamparino – è che offre certezze ai cittadini rispetto ai servizi e al personale e, contemporaneamente, consente al Piemonte di arrivare preparato al nuovo quadro istituzionale in via di definizione in Parlamento”. Una legge, ha sottolineato il vicepresidente della giunta Aldo Reschigna, “frutto di un lavoro corale, nato dall’apporto di una pluralità di direzioni regionali, dal confronto con i presidenti di Provincia all’interno dell’Osservatorio e con le Organizzazioni sindacali, e che ha visto il Consiglio regionale confrontarsi sul merito del provvedimento. Se vogliamo che questa legge non sia una mera applicazione della Delrio, abbiamo molto da lavorare nella fase di attuazione del provvedimento, con la consapevolezza che se le aree vaste funzioneranno, quando la riforma costituzionale sarà approvata, il Piemonte, a differenza di altri, avrà delle basi di atterraggio”.

 

Critiche le opposizioni. “Viviamo un momento particolare della nostra Repubblica – ha dichiarato Gilberto Pichetto, numero uno di Forza Italia, annunciando il voto contrario del suo gruppo – in cui il disordine sulle riforme creato dall’effetto mediatico degli annunci rischia di produrre una situazione di incertezza giuridica sullo stato di diritto. Dopo le Province, ora l’obiettivo è puntato sulle Regioni. Nell’applicazione di una legge mal fatta come la Delrio, il Piemonte ha perso un’occasione per rendere il sistema omogeneo, creando invece un sistema a geografia variabile che produrrà confusione per i cittadini”. “Ci saremmo aspettati più coraggio – ha sottolineato Mauro Campo a nome del Movimento 5 Stelle – e un approccio più tempestivo, visto che altre Regioni hanno legiferato prima e con maggiore chiarezza. In Piemonte, invece, si è scelto di non decidere. Prova ne è che non esiste neanche un chiaro elenco delle funzioni esercitate dalla Regione, dalle Province e dai livelli comunali e sovracomunali. La mancata chiarezza rischia di lasciare margini per l’arbitrio dei singoli funzionari e lascia cittadini e imprese nell’incertezza”. Pollice verso al provvedimento anche da parte della Lega Nord “E’ un momento di caos istituzionale – ha dichiarato Gianna Gancia – dove i livelli decisionali sono tanti. Crediamo che questa forma di Stato non sia più aderente alle esigenze del cittadino”.

 

Critiche rintuzzate da Davide Gariglio, capogruppo Pd per il qule il provvedimento “contempera diverse esigenze. Oggi noi non ci limitiamo ad applicare la legge Delrio ma disegniamo uno scenario di più lungo periodo, impegnando le Province a svolgere le funzioni in forma associata, che vedrà pronti, a modifica costituzionale approvata, quattro enti di area vasta. Rivendichiamo inoltre la scelta di differenziare le competenze attribuite alla Città metropolitana sulla formazione professionale, differenziazione prevista già in Costituzione, ad esempio per le Regioni”.


Nel corso della seduta sono stati approvati diversi emendamenti presentati dalla giunta. Tra questi, uno prevede che la Regione concorra annualmente alle spese per il personale adibito alle funzioni in materia di ambiente per una percentuale massima del 40 per cento della spesa sostenuta, al 31 dicembre 2015, da Province e Città metropolitana. La Commissione Bilancio, riunita in una pausa dei lavori dell’Aula, ha dato parere favorevole all’emendamento, la cui norma finanziaria è stata rinviata alla legge di bilancio. Approvato anche un emendamento che consente di salvaguardare il ruolo della polizia provinciale e di assicurare il mantenimento delle qualifiche agli agenti e ufficiali di polizia locale provinciale. Anche Sel, Lega Nord e Forza Italia hanno presentato alcuni emendamenti di precisazione, che sono stati accolti dalla Giunta.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    07:43 Mercoledì 28 Ottobre 2015 usque tandem Sovrapposizione

    Una boiata regionale che si sovrappone alla boiata nazionale della legge Delrio. Di male in peggio...

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