Regione, i conti non tornano

Il giudizio sui conti del 2014 della Regione Piemonte – emesso il 20 ottobre dalla Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per il Piemonte – ha avuto l’onore delle cronache soltanto per poche ore. Si è, essenzialmente, parlato del “buconel bilancio della Regione Piemonte che la Corte indica,al 31 dicembre 2014,in5.843.655.170,18. Poi sull’argomento è calato il silenzio. Il Presidente della Regione Sergio Chiamparino, dopo aver comunque fatto rilevare (a ragione) che la responsabilità del disastro finanziario risale ai presidenti che l’hanno preceduto, si è affrettato a dire che, a questo punto, è il Governo di Matteo Renzi che deve mettere una toppa. Deve cioè deliberare norme che consentano alle Regioni al tracollo finanziario di non dichiarare fallimento. La sceneggiata si è conclusa con le dimissioni congelate” dello stesso Chiamparino da Presidente della Conferenza delle Regioni.

 

La parte della vicenda trattata si è dunque sviluppata nell’ambito degliastutigiochini della politica (che – è bene ricordare – sono quelli che hanno portato l’Italia ad accumulare il debito pubblico più elevato tra tutti i Paesi dell’Unione europea, e non solo: 2.200 miliardi circa, esponendola, quando capita, ad un insistente e vasto dileggio). Diamo per certo che i giochini proseguiranno fin tanto che si troverà l’ennesimo escamotage per dire che tutto va bene e che ha prevalso la politica sul quellorribile mostro che è leconomia. Letta però per intero, la Relazione della Corte mette in evidenza (ahinoi!) il caos totale che regna nei conti della Regione Piemonte. Caos non venuto meno anche nell’ultimo periodo che fa capo al governo regionale in carica.

 

La Corte esamina 8 aree dellamministrazione regionale: gestione del settore sanitario, gestione finanziaria, conto del patrimonio, spesa di personale, trasporto pubblico locale, gestione dei fondi comunitari, controlli interni, partecipazioni societarie. Pochi i giudizi positivi. Molte le censure.

 

Gestione del settore sanitario. Le “federazioni sovrazonali”, istituite nel 2013 e sciolte nel 2014, sono costate, senza contare i costi di liquidazione, 5,5 milioni. A questi costi, andrebbero aggiunti quelli delle diseconomie verificatesi per la nuova organizzazione. Il bilancio regionale continua a non applicare le norme sulla separazione delle entrate e delle spese sanitarie dalle altre. Alcune valutazioni al proposito sono molto pesanti. Per sintetizzare, si sono riscontrate “criticità attinenti a profili di trasparenza dei conti sanitari”, “carenze nella programmazione finanziaria” della Sanità e “non corretta rappresentazione dell’utilizzo delle risorse”. Si segnala “la non coincidenza della spesa in conto capitale impegnata dalla Regione con quella inserita nei bilanci delle aziende”. Le anticipazioni ottenute per liquidare rapidamente i crediti dei fornitori non hanno generato i tempestivi pagamenti stabiliti dalle norme. Le risorse chieste dalla Regione per pagare i debiti delle aziende sanitarie sono sottostimate a causa delle confusioni contabili esistenti.

 

Gestione finanziaria. Vanno riformulate, perché incomprensibili, alcune norme del disegno di legge regionale sul Rendiconto 2014. Non è stato approvato il Documento di programmazione finanziaria regionale 2014-2016. Non sono stati rispettati molti termini previsti dalle norme per la definizione dei documenti contabili. Il bilancio di previsione 2014 presenta numerosissime irregolarità (la Relazione della Corte le circostanzia tutte). Il dato finanziario più eclatante è quello, comunque, del disavanzo complessivo di 5,8 miliardi citato prima. Che però potrebbe “incrementare” in quanto la Regione continua a non avere chiara la situazione dei crediti e debiti vecchi. Non esiste concordanza tra l’importo del rendiconto 2014 del Consiglio regionale e quello registrato nel bilancio complessivo della Regione. Concludendo sul punto la Corte teme, per tutte le situazioni incerte sottolineate, che la situazione dei conti della Regione possa ancora peggiorare. E sottolinea l’esigenza anche di un maggior coinvolgimento del Collegio dei Revisori dei conti.

 

Conto del patrimonio. “Il documento per le modalità poco rigorose e approssimative con le quali è stato redatto e gestito appare di dubbia attendibilità e credibilità”. In ogni caso, “il risultato della gestione patrimoniale è negativo per euro 10.049.350.399,37”.

 

Spesa di personale. Numero di dipendenti più elevato rispetto alle altre Regioni. Spesa per il trattamento accessorio del personale superiore a quanto stabilito dalle norme. A fronte di obiettivi anche “generici e modestiaffidati ai Dirigenti, è stato erogato il massimo della retribuzione di risultato. “In relazione al mancato rispetto dei limiti legislativi di spesa, la Sezione formula specifica osservazione invitando l’amministrazione a conformarsi alla disciplina di legge”.

 

Trasporto pubblico locale. La Regione non ha svolto alcun monitoraggio sui contratti di servizio riguardanti il trasporto pubblico locale. Conseguentemente, “non ha puntuale contezza del costo complessivo del trasporto pubblico locale”. Nonostante le anticipazioni ottenute per il pagamento dei debiti pregressi, risulta un debito residuo, al 31.12.2014, di circa 182 milioni. La Corte rileva ancora “gravi irregolarità contabili” nei pagamenti che dimostrano l’ “inadeguatezza della capacità programmatoria della spesa” nella Direzione trasporti.

 

Gestione dei fondi comunitari. Il giudizio sull’utilizzo dei fondi è, complessivamente, positivo. Tuttavia, “non essendoci sempre una puntuale corrispondenza tra le somme accertate e le spese che tali somme dovrebbero finanziare, diventa difficile il monitoraggio dell’effettivo utilizzo dei fondi”.

 

Controlli interni. L’esame del sistema dei controlli interni ne ha evidenziato un quadro disorganico, frammentato e, quindi, poco incisivo. A volte inesistente. “La Sezione non ritiene di poter esprimere un giudizio positivo”.

 

Partecipazioni societarie. Dopo aver tracciato il quadro confuso della galassia delle partecipazioni societarie regionali (sovrapposizione di soggetti in settori analoghi, presenza di società in costante deficit, società operanti in settori non attinenti alle finalità istituzionali, società in cui i componenti degli organi di governo superano la forza lavoro, ecc.), la Corte rileva che il Piano di razionalizzazione delle partecipate, deliberato dalla Giunta il 30 marzo 2015, mostra un livello di approfondimento non adeguato, senza alcuna “analisi su costi, rendimenti, redditività, elementi di criticità e di valore”. Né sono convincenti i chiarimenti dati dalla Regione su queste lacune.

 

Il Presidente Chiamparino ha dichiarato che, abbandonando la carica di Presidente della Conferenza delle Regioni, si dedicherà di più al Piemonte. Se così sarà, non gli mancherà il lavoro. Intanto per disporre e controllare che la Regione che oggi governa lui applichi, con maggior scrupolo, le norme contabili e organizzative. In secondo luogo, magari per approfondire un po’ le responsabilità di politici e/o funzionari autori del disastro.

 

A conti fatti, se farà entrambe le cose, acquisirà stima dai piemontesi. Per fare la seconda, abbandoni una buona volta (l’età e la carriera ormai glielo consentono) i timori di inimicarsi soggetti a qualsiasi schieramento politico appartengano. Indichi nomi e cognomi di chi ha ridotto la Regione Piemonte in questo stato comatoso. Ridia un po’ di onore ai conti della Regione Piemonte, diventata spendacciona e pasticciona. Gliene sarà grato persino il piemontese Cavour: lui i conti pubblici non li lasciava andare allo sbando.

 

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3 Commenti

  1. avatar-4
    17:30 Martedì 03 Novembre 2015 Carlo Manacorda Per chiarezza...

    Segnalo a “facceditolla” che la Corte dei conti ha, nel suo sito internet, l’apposita Sezione “Amministrazione trasparente”, facilmente consultabile. Coi migliori saluti. Carlo Manacorda

  2. avatar-4
    07:22 Lunedì 02 Novembre 2015 facceditolla spending review

    Professore, visto che Lei è bravo e intelligente... perchè non va a vedere se esiste e se sì come è la sezione trasparenza della Corte dei Conti?Trova qualche notizia sui compensi?La spending review non dovrebbe iniziare dai controllori?

  3. avatar-4
    11:45 Sabato 31 Ottobre 2015 mago57 nel baratro

    Mi piacerebbe che tutte queste puntuali e precise osservazioni trovassero giusta visibilità sui media .

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