GIU' AL NORD

Lega alla conta, veto di Cota su Allasia

Al via il congresso del Carroccio torinese. Stoppata la candidatura del parlamentare, che aveva tentato di smarcarsi dall'ex governatore. Per la segreteria è in pole Sciretti, ma crescono i mal di pancia in un partito che fatica a cogliere l'onda di Salvini

Poco più di ottanta delegati per quattro candidati alla segreteria torinese della Lega Nord. Dopo il provinciale si rinnova anche il vertice cittadino del Carroccio, dove l’ex assessora regionale Elena Maccanti passa la mano, ma comunque pare essere riuscita a imporre al partito il suo successore. Si tratta di Alessandro Ciro Sciretti, classe 1989, consigliere di circoscrizione alla VI, già nello staff di Roberto Cota in Regione, dove si occupava di social network: un giovane amministratore che vanta nel suo curriculum sette anni di militanza nel Carroccio e la guida prima nel Mup (Movimento universitari padani) e poi del Mgp (Giovani padani). Su di lui i maggiorenti del partito pare abbiano trovato un accordo dopo i veti piovuti sulla testa del parlamentare Stefano Allasia (pare dallo stesso numero uno “nazionale”) che da tempo puntava allo strapuntino di partito.

 

Il congresso è fissato per lunedì 18 alle 21, le candidature possono essere presentate fino alle 12 di oggi, ma ormai i giochi sembrano fatti, nonostante non manchino i temerari, decisi a presentarsi a costo di prendere solo il voto loro.  Ma prima di passare in rassegna gli altri candidati è necessario comprendere bene tutti i passaggi che hanno portato alla designazione di Sciretti che al momento mette d’accordo le due grandi cordate del Carroccio subalpino: quella che fa capo alla Maccanti (vero braccio operativo di Cota a Torino) e quella guidata da Allasia e Mario Carossa. Il compromesso è stato raggiunto in un incontro tra Allasia, Maccanti, il capogruppo in Sala Rossa Fabrizio Ricca e Alessandro Benvenuto, segretario provinciale e consigliere a Palazzo Lascaris. Da quel caminetto, secondo alcune ricostruzioni, è emerso il nome di Sciretti.

 

Ma perché Allasia no? Secondo la versione ufficiale, i militanti avrebbero mal digerito un segretario impegnato più a Roma che sul territorio e manifestato la propria preferenza per un giovane in grado di occuparsi a tempo pieno del partito ed eccoli accontentati. Un’altra versione, ben più suggestiva, racconta invece di un veto posto proprio da Cota sul parlamentare torinese, dopo che questi si era espresso in dissenso rispetto alla candidatura di Gianluca Buonanno per il vertice piemontese (congresso previsto a settembre), fortemente caldeggiata dall’ex governatore. I torinesi, infatti, avevano provato a staccarsi dai diktat novaresi, con l’ambizione di esercitare una sorta di golden share su un candidato alternativo, ma comunque annoverabile nel Cerchio magico cotiano, come l’ex presidente della provincia di Biella Roberto Simonetti, diventato parlamentare proprio grazie all’elezione di Buonanno a Bruxelles e le successive dimissioni da Montecitorio. Così Cota “ha lanciato un segnale” racconta allo Spiffero una fonte anonima. Vuole i torinesi compatti su Buonanno, soprattutto per arginare il candidato di Matteo Salvini, ovvero l’alessandrino Riccardo Molinari. “E pensa con questa operazione di blindare Buonanno? – dice un altro – il segretario nazionale lo sceglierà Salvini, punto”. Intanto, nelle ultime ore stanno convergendo su Sciretti anche l’ex parlamentare Davide Cavallotto e il cosiddetto “Cap”, la componente di Antonello Angeleri, Roberto Carbonero e Luigi Piccolo, un tempo molto vicina a Flavio Tosi.

 

Tra gli altri candidati spicca Domenico Morra, consigliere della X Circoscrizione di Torino, sostenuto dal collega della VI Enrico Scagliotti e da una decina di altri delegati. In campo anche Mauro Polato, ex factotum di Cavallotto (“che se va bene ha il voto suo”) e infine Maurizio Maffei, che potrebbe in extremis ritirare la candidatura per convergere pure lui su Sciretti.  

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7 Commenti

  1. avatar-4
    11:36 Martedì 19 Maggio 2015 cavallottiano de fero. hanno sfruttato la traban

    ha vinto finalmente il congresso un vero intellettuale padano: mimmo morra!!!! trota trota cavalot!

  2. avatar-4
    17:53 Lunedì 18 Maggio 2015 Bandito Libero ma cosa è una Traban?!??

    Non è che, per caso, è come la Skoda... :P

  3. avatar-4
    13:13 Lunedì 18 Maggio 2015 chiamiamo tutti arrrrradio padania nanismo leghista

    ma la Lega non riesce a pensare di crescere sfruttando l'onda di salvini? oppure preferisce il proprio nanismo torinese per spartirsi le poche poltrone? basta cheerleader, famigli e affini. sfruttiamo il nostro messia, davide cavallotto, ora piu che mai inutilizzato.è come è avere una traban in garage e non usarla!!!!!

  4. avatar-4
    08:46 Lunedì 18 Maggio 2015 LuigiPiccolo Chi vuole capire capisca.

    La riflessione rende gli uomini codardi.William Hazlitt

  5. avatar-4
    23:04 Domenica 17 Maggio 2015 Veritas2015 Da Milano qualcuno si sveglia ?

    Io non voto su Torino, ma spero onestamente chela militanza si svegli e non sia del tutto imbecille ..! Basta con la Maccanti è il suo pupazzo Novarese.

  6. avatar-4
    22:48 Domenica 17 Maggio 2015 arabafenice ne vedremo delle belle

    Se ne vedranno delle belle, e le informazioni qui riportate potrebbero non essere vere.Torino è stufa di mutande verdi, family, borse e cene pagate dai contribuenti e parlamentari che non si sa neanche che esistono

  7. avatar-4
    20:07 Domenica 17 Maggio 2015 fuori i riciclati basta riciclati

    i patteggiatori di pene, possono gentilmente levarsi dalle scatole?grazie.

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