FIANCO SINISTR

La comunella dei signornò. Contro il Pd

Appendino (M5s) e Airaudo (Sinistra Italiana) al corner di Legambiente per sostenere la causa del referendum sulle trivellazioni. Baci e abbracci a favore di camera, in attesa di dar vita al fronte anti-Fassino al probabile ballottaggio

No Tav, No Inc, No Muos. E naturalmente No Triv. A Torino non ci sarà il mare, ma quanti signornò pronti a sposare l’ennesima battaglia, questa volta contro le trivelle nelle acque nazionali. Per gli anglofoni sono i Nope, Not on the planet Earth, ovvero “Non sul pianeta Terra”. Un ambiente da salvare benché parafrasando Gianni Fochi “l’ambiente è cosa troppo seria per lasciarla nelle mani degli ambientalisti”. Ieri mattina si sono dati appuntamento al corner #dimmidisì organizzato da Legambiente nella centralissima piazza Castello: la candidata sindaca del Movimento 5 stelle Chiara Appendino, il suo avversario Giorgio Airaudo di Sinistra Italiana e pure Mario Cornelio Levi, dell’Italia dei Valori, che hanno sfruttato l’occasione per attirare su di sé qualche flash. Sono gli unici dei 14 candidati a sindaco del capoluogo subalpino che hanno aderito all’iniziativa per un referendum, quello previsto il 17 aprile, che da settimane lascia sostanzialmente indifferenti i piemontesi.

 

E così la prima consultazione popolare ottenuta grazie all’iniziativa di 10 Regioni – poi diventate 9 per il ritiro dell’Abruzzo – anche a duecento chilometri  dal mare diventa l’occasione per riannodare affinità elettive. Da una parte gli antisistema a Cinquestelle, dall’altra la sinistra degli apericena e dei sindaci della notte, quelli del no all’alta velovità  e al petrolio, figli politici di una narrazione incoerente e inconcludente, che si guardano bene dallo spiegare ai cittadini la totale inutilità di un referendum già sterilizzato dai provvedimenti intrapresi dall’esecutivo nella Legge di Stabilità, al punto che dei sei quesiti previsti inizialmente ne è rimasto solo uno. Per non parlare delle teorie secondo cui il Paese può fare a meno del petrolio e del gas.

 

Ancora una volta sono i temi nazionali a unire la Sinistra e il Movimento 5 stelle, un flirt che dura da mesi e che presto si tradurrà in voti che – dai campi e dalle officine – si riverseranno nell’urna di Appendino in un ballottaggio assai probabile. L’obiettivo primo è Piero Fassino, l’orizzonte è Matteo Renzi. Ma l’alternativa resta tutt’altro che Chiara. E così si spiega anche l’adesione alla consultazione popolare di quell’ala sinistra del Pd ancora in cerca d’autore, quelli che sono garantiti nei posti di dirigenza nel partito dal premier, ma che allo stesso tempo ne prendono le distanze. Un pezzo di quella variegata e variopinta sinistra dem si è incontrato ieri nel quartier generale di via Masserano per ascoltare Gianni Cuperlo: impossibile per loro negare il sostegno all’ultimo segretario dei Ds, ma restano le critiche a Renzi e alla sua conduzione del partito. Persino un esponente pragmatico e dalla spiccata cultura di governo come il senatore Federico Fornaro ha trovato il modo di usare le trivelle per lanciare qualche bordata verso Palazzo Chigi: l’astensione al referendum è una “decisione che deve prendere la Direzione del partito o l’assemblea”. Questioni di metodo in assenza di rilievi nel merito. A votare "sì" ci andrà pure l'assessora regionale Monica Cerutti (eletta in Sel, ma rimasta fedele all'alleanza con il Pd) voterà sì e pochi altri (ovviamente l’onnipresente Marco Grimaldi), tra cui il pittoresco ex capogruppo in Provincia di Torino Pino Sammartano, già protagonista di una battaglia per l'acqua pubblica che lo ha portato nel cda della partecipata Smat.  

 

Così l’unico che rischia davvero di essere trivellato, almeno nel breve periodo della competizione elettorale sotto la Mole, è proprio Fassino che si è ben guardato dall’esprimere una posizione e assiste, più o meno impotente, i suoi principali competitor continuare a camminare a braccetto, a strizzarsi l’occhio e flirtare in attesa del grande abbraccio nel ballottaggio che anche i recenti sondaggi (il sindaco, anche nelle più rosee rilevazioni, non sfonda il muro del 45%) danno molto probabile.

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