PRIMARIE ULTIMO ATTO

Bersani chiude il duello a Torino 

Il segretario tornerà in Piemonte, quella che si è rivelata la regione più renziana del Nord. Obiettivo: ringalluzzire le truppe affrante e consolidare il successo ottenuto sul filo di lana al primo turno. Ancora una volta potrà contare sull'apporto dei Moderati di Portas

La notizia non è ancora ufficiale, ma fonti romane la danno ormai per certa. Pier Luigi Bersani sabato chiuderà a Torino i tempi supplementari di una partita, quella per la candidatura alla premiership per il centrosinistra, che come previsto necessiterà di un ulteriore sforzo di mobilitazione. Il leader Pd ne starebbe discutendo proprio in queste ore con i suoi più stretti collaboratori.

 

Il programma prevede sabato prossimo un passaggio a Novara, alle 15,30, prima di raggiungere in serata il capoluogo. Un intero pomeriggio in Piemonte, insomma, per ringalluzzire i militanti dopo la magra figura rimediata al primo turno in terra allobroga. Un ritorno dettato dalla volontà di rafforzare la regione che si è rivelata l’anello debole di tutto il Nord Italia. I renziani si sono imposti nella città di Novara, amministrata dal luogotenente renziano Andrea Ballarè, e nelle province di Asti e Cuneo: nella Granda Matteo Renzi ha sfondato, superando addirittura il 50% dei consensi. Alessandria, invece, è finita in pareggio e solo l’enclave torinese e in particolare la sua cintura rossa (Collegno, Rivoli, Grugliasco, Settimo, Moncalieri) sono riusciti a evitare la débâcle.

 

Al termine dello scrutinio il segretario del Pd l’ha spuntata al fotofinish, con un misero 41,7%, rispetto al 38,5% del suo principale sfidante. Secondo quanto riportano dal suo stretto entourage avrebbe ricevuto in queste ore anche l’ok dal numero uno dei Moderati Mimmo Portas a utilizzare le proprie truppe anche nel ballottaggio, dove il risultato è tutt’altro che certo, nonostante il probabile endorsement dei vendoliani subalpini. Lo stesso numero uno di via XX Settembre, avrebbe dato il proprio assenso ad affiancare la macchina organizzativa dell’avvenimento, dopo che la segretaria provinciale Paola Bragantini avrebbe mostrato alcune perplessità di fronte alla necessità che fosse il partito torinese a occuparsi della trasferta del leader nazionale: “Purché non si tratti di un impegno troppo gravoso” avrebbe precisato Bragantini.

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