75% delle tasse in Piemonte. Un autogol
13:21 Venerdì 01 Marzo 2013 2L'argomento "forte" della propaganda di Cota non regge alla prova dei numeri. Secondo uno studio già oggi la nostra regione usufruisce dell'84% del residuo fiscale. Pd: "Anche in questo caso il governatore parla senza conoscere l'argomento"
È stato il refrain della sua campagna elettorale, l’argomento principe della sua battaglia contro l’idrovora romana che inghiotte i soldi dei piemontesi. Il presidente Roberto Cota l’ha ripetuto fino alla noia: «Mantenere il 75% delle entrate tributarie sul territorio è l’unico modo per evitare lo scaricabarile con cui lo Stato centrale taglia i fondi a regioni ed enti locali». Peccato che rapportando le tasse pagate dai cittadini piemontesi e la spesa pubblica ricevuta in cambio – quello che viene definito “residuo fiscale” - in Piemonte torni già ora l‘84,1% dei soldi versati. È quanto emerge dall’elaborazione effettuata da Unioncamere del Veneto sui dati del ministero dello Sviluppo economico e pubblicati dal Sole 24 Ore. Quindi, rispetto ad altre regioni – la Lombardia ottiene indietro “solo” il 63,9% e il Veneto il 72,7% - al Piemonte va di lusso, al punto che se dovesse mai affermarsi il parametro tanto caro al governatore leghista dovrebbe restituire addirittura dei soldi: quasi il 10%.
Lo studio è diventato immediatamente terreno di polemica politica. Il Pd, in una nota redatta dal capogruppo Aldo Reschigna e dal consigliere Wilmer Ronzani, dà senza mezzi termini dell’ignorante a Cota che diffonderebbe : «il solito “colpo ad effetto” elaborato senza conoscere bene ciò di cui si parla, come spesso capita al presidente della Regione». Insomma, un vero e proprio boomerang, come del resto il nostro Carlo Manacorda aveva già evidenziato a proposito del ruolo di parente povero che svolgerebbe il Piemonte nell’ambito della ipotizzata Macroregione del Nord. «È tutto chiaro – concludono i due esponenti democratici -. Se passasse la proposta Cota, il Piemonte dovrebbe restituire quasi il 10% della spesa investita, a favore della Lombardia. Ora, è vero che Maroni è il segretario della Lega nord e il presidente della Lombardia, ma se Cota vuole fare felice il suo capo trovi un altro modo. Non con i soldi dei cittadini piemontesi».



