TRAVAGLIO DEMOCRATICO

Ballarè: “Il problema non è Morgando”

Per il sindaco di Novara non c'è una pregiudiziale sul segretario del Pd dimissionario: "Può essere lui il reggente". Stessa linea del senatore Taricco. Si apre una faglia con i renziani torinesi che avevano posto il veto: "Solite dinamiche torinocentriche"

«Nessuna pregiudiziale nei confronti di Gianfranco Morgando», parola di Andrea Ballarè. A meno di due settimane dall’assemblea regionale del Pd, che dovrà indicare il reggente del partito fino al prossimo congresso, il sindaco di Novara s’inserisce in un dibattito che finora ha coinvolto soprattutto i maggiorenti torinesi. «Quella attorno al nome di Morgando mi pare una discussione marginale che segue le solite dinamiche torinocentriche – prosegue Ballarè –. Piuttosto dovremmo iniziare a discutere su come garantire maggiore rappresentanza alle altre province piemontesi. Non abbiamo paura di dover fare qualche chilometro in macchina, ma vogliamo essere coinvolti di più negli organismi decisori». Una posizione che rispecchia quella di un altro esponente di spicco dell'area renziana come il senatore Mino Taricco, secondo il quale il problema «non è Morgando sì, Morgando no, piuttosto la necessità di affiancargli una squadra rappresentativa di tutte le anime del partito».

 

Affermazioni che rompono il fronte dei rottamatori e aprono una faglia tra i Renzi Boys, di cui il primo cittadino novarese e l'ex consigliere regionale sono tra gli uomini di punta in Piemonte. Gli unici a porre un vero e proprio veto sulla reggenza del segretario dimissionario sono stati proprio i “rottamatori” torinesi, attraverso l’asse tra il consigliere regionale Davide Gariglio e il sindaco di Nichelino Pino Catizone. Un altolà formalizzato anche con un documento presentato nell’ultima direzione del partito, dove – va detto – in tanti hanno chiesto all’(ex?) numero uno di via Masserano un ultimo sforzo per tenere unito il partito: dal suo vice Federico Fornaro al capogruppo in Regione Aldo Reschigna. Intanto, da quando Morgando si è dimesso per la mancata nomina di esponenti piemontesi nell’esecutivo di Enrico Letta, non si è fatto attendere il solito turbillon di nomi che ha coinvolto anche personalità di spicco del partito. Un gruppo di giovani, tra cui la neo deputata Francesca Bonomo hanno bussato direttamente alla porta di Sergio Soave, sindaco di Savigliano e ultimo segretario dei Ds, sul quale potrebbero convergere anche gli stessi Catizone e Gariglio, altri puntano su Wilmer Ronzani, consigliere regionale ed ex parlamentare biellese.

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