A SARA' DÜRA

Altolà ai grillini nell’aula bunker

Limitato l’accesso ad alcuni neo parlamentari 5 stelle al processo contro i 53 No Tav. Nell'imbarazzo delle forze dell’ordine vengono fatti accomodare tra il pubblico. Prove generali di cosa potrebbe capitare il 23 marzo in Valsusa

L'aula bunker è zona off-limit per i grillini. A un gruppo di neo parlamentari a 5 stelle, presentatosi questa mattina alla ripresa dell'udienza contro i militanti No Tav sotto processo per gli incidenti dell'estate 2011 in Valsusa, è stato impedito l'accesso, limitando la loro presenza all'area riservata al pubblico. Una partecipazione che ha colto di sorpresa gli agenti delle forze dell'ordine, i quali nell'incertezza sul da farsi, hanno optato per sbarrare loro l'ingresso. Eppure i "cittadini" pentastellati divenuti rappresentanti del popolo si sono qualificati con il loro recente incarico istituzionale suscitando in rete disappunto e polemiche tra i sostenitori. E che proprio sulla Tav il MoVimento intenda qualificare fin dai primi passi la propria forza è ormai chiaro.

 

E’ stato Beppe Grillo in persona ad annunciarlo: sabato 23, durante la manifestazione nazionale contro il Tav, in Valsusa, il Movimento 5 stelle schiererà tutti o quasi i suoi 163 deputati e senatori. Il corteo partirà da Susa per dirigersi a Bussoleno, ma il vero obiettivo, più o meno dichiarato, sarà il cantiere di Chiomonte. Cosa succederà quando la massa di neo parlamentari, tesserino alla mano, si recheranno di fronte alle forze dell’ordine chiedendo di entrare?

 

Una prova generale quindi è andata in scena oggi quando tre neo eletti, Laura Castelli, Marco Scibona e Alberto Airola si sono presentati davanti ai cancelli dell’aula bunker della casa circondariale Lo Russo-Cotugno dove è in corso il processo a 53 attivisti No Tav, responsabili, secondo gli inquirenti, degli scontri che si sono svolti nell’estate 2011 in Valsusa. Nella loro nuova veste si sono presentati al cospetto degli agenti di polizia, non prima di aver vergato a imperitura memoria sui social network qualche messaggio farneticante del tipo “Questa mattina andiamo ad assistere allo stupro della libertà personale dell’uomo” della Castelli. La scelta di trasferire il processo dal Palagiustizia alle Vallette era stata duramente criticata anche dagli stessi legali degli imputati, ma giustificata dal giudice Quinto Bosio con l’impossibilità di utilizzare le aule 1 e 2 del Palazzo di Giustizia, perché occupate dal procedimento Eternit.

 

La verità è che la polizia chiamata a presidiare l’aula non era preparata alla loro presenza e questa volta ha optato per consentire l’ingresso ai neo onorevoli, ma tra il pubblico e non nello spazio riservato ad avvocati e giornalisti. Cosa succederà se dovessero presentarsi in 160 alle porte dei cancelli del cantiere di Chiomonte, chiedendo di accedere nella zona dei lavori? Tra le prerogative dei parlamentari, infatti, ci sono le cosiddette funzioni ispettive, il colloquio con detenuti, perfino in regime di massima sicurezza, e certamente anche la possibilità di accedere a un’area protetta come quella del cantiere. Una eventualità non certo scevra di rischi. Riusciranno polizia, carabinieri ed esercito a separare parlamentari da imbucati o nella massa si infiltreranno alcuni manifestanti? Saranno in grado di tenere sotto controllo il flusso di manifestanti?

 

Sul piano processuale uno dei 53 imputati, Tobia Imperato, avrebbe voluto rendere una dichiarazione, ma i giudici non glielo hanno permesso. «Obiettivo della presidenza del Consiglio dei Ministri è colpire il movimento No Tav e una resistenza popolare che va avanti da venti anni contro un 'opera inutile e dannosa»: così l'avvocato Claudio Novaro, uno dei difensori, ha chiesto di respingere la proposta di costituzione di parte civile mossa da Palazzo Chigi al maxi processo. Il governo ha lamentato dei danni «non patrimoniali», affermando, tra l'altro, che con il presidio allestito dai No Tav in località Maddalena, sgomberato dalle forze dell'ordine il 27 giugno di quell'anno, venne sottratta allo Stato italiano la sovranità su una parte del territorio nazionale. Una tesi che Novaro ha respinto, dicendo che si è trattato solo di un momento di una «lotta popolare che dura da due decenni» e sottolineando che non sono contestati delitti contro la personalità dello Stato, ma semplici episodi di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.

 

Intanto, maschere antigas, fuochi pirotecnici e altro materiale è stato sequestrato dai carabinieri del reparto speciale "Cacciatori di Calabria" e dalla Compagnia di Susa a Chiomonte, nei pressi del cantiere del tunnel geognostico della Torino-Lione. E' probabile che il materiale servisse per nuove azioni dimostrative contro l'opera. Questa sera, per la festa della donna, è infatti prevista una nuova manifestazione No Tav, con ritrovo alle ore 21 al campo sportivo di Giaglione.

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