REVISIONISMO

No Tav come i partigiani, bene storico

L'Istituto piemontese per la storia della Resistenza istituisce un fondo per raccogliere la documentazione sulla protesta contro la ferrovia Torino-Lione, individuando un filo rosso tra le due lotte. Placido (Pd) "perplesso", polemiche in arrivo

I No Tav come i partigiani. Ad avvalorare la presunta continuità tra la lotta di liberazione e la battaglia di chi si oppone alla costruzione della linea ferroviaria Torino-Lione, più volte rivendicata dalle frange più estreme del movimento, è questa volta un’istituzione culturale pubblica. L’Istituto piemontese per la storia della Resistenza, intitolato a Giorgio Agosti, magistrato partigiano torinese, tra i fondatori del Partito d’Azione ed ex questore della Torino liberata, ha infatti istituito un fondo di documentazione sul movimento No Tav in Val di Susa. Una decisione che, seppur motivata dall’esigenza di non disperdere la memoria di un fenomeno della storia contemporanea, ha inevitabili riflessi politici contingenti e che immancabilmente scatenerà polemiche. Un aspetto che non sfugge a Fabrizio Salmoni che su maverick, uno dei principali blog del fronte No Tav, sottolinea  il «valore politico dell’iniziativa che associa direttamente la Resistenza storica contro il nazifascismo alla resistenza popolare dei valsusini contro la speculazione, la devastazione del territorio, la mafia e l’occupazione militare. Un’occasione in più per contribuire a rinnovare il dibattito sulle Nuove Resistenze e, perché no, ad assecondare il ricambio generazionale in un’ Anpi arenata da tempo nelle paludi della retorica istituzionale e in mano a una dirigenza pavida o sottomessa al Pd».

 

Affermazioni contestate dalla dirigenza dell’associazione partigiana che più volte ha polemizzata contro l’uso strumentare dei valori della lotta di liberazione, anche se a livello locale, presieduta dall’ex sindaco Diego Novelli, ha sfilato con i propri gonfaloni nelle manifestazioni. E, a corroborare la “buona notizia” la sezione Anpi di Bussoleno-Foresto-Chianocco in collaborazione con la Fiom di Torino ha annunciato per il 6 e 7 Luglio l’appuntamento annuale per celebrare la vittoriosa battaglia partigiana di Balmafol dove i giovani resistenti della 42° Brigata d’Assalto “Walter Fontan” sconfissero due battaglioni di fascisti che davano loro la caccia. E se “perplesso” sull’iniziativa assunta dall’Istituto storico della Resistenza si è dichiarato il vicepresidente di Palazzo Lascaris Roberto Placido, che per conto della Regione sovrintende all’attività del comitato e ai finanziamenti del centro studi, non tarderanno ad arrivare le reazioni da parte delle istituzioni e delle forze politiche.

 

Luciano Boccalatte, direttore dell’Istituto, interpellato dall’Ansa rifiuta però ogni lettura politica e precisa: “Il fatto di raccogliere volantini e video consegnati da un militante (lo stesso Salmoni, ndr)rientra nella politica dell’Istituto, che è di conservazione di documenti che possono avere un valore storico. Abbiamo, ad esempio, documenti di partiti politici dal 1947 a oggi. Si tratta della donazione di un fondo personale, non dell’istituzione di un centro di documentazione No Tav. La raccolta di documentazione non implica nessuna condivisione”.

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5 Commenti

  1. avatar-4
    19:06 Mercoledì 03 Luglio 2013 folgore46 Finiti i tempi....

    in cui all'Istituto si vedevano grandi figure come Galante Garrone, Antonicelli, Quazza, ecc. Oggi è governato da decine di nomi, un battaglione di "menti" che non sa più dove sta la vera battaglia.

  2. avatar-4
    13:02 Mercoledì 03 Luglio 2013 Giulio insulto

    sanguinosa offesa alla memoria di chi è morto per idee molto più alte. Paragone offensivo di chi non ha pudore. Una vergogna che peserà.

  3. avatar-4
    11:31 Mercoledì 03 Luglio 2013 wd insensatezze

    prodotte da uno scarsissimo senso della storia.

  4. avatar-4
    11:01 Mercoledì 03 Luglio 2013 unliberista Follia

    sono due cose neppure paragonabili. Inoltre un lavoro simile deve essere fatto solo a posteriori per avere un'attendibilità culturale. Tra l'altro con fondi pubblici. Robe da matti.

  5. avatar-4
    09:56 Mercoledì 03 Luglio 2013 silvioviale ANCHE L'ASSIETTA, PIETRO MICCA E I TAURINI NEL FILO ROSSO NO TAV.

    Il filo rosso ha radici antiche. Collegare, anche lontanamente, i francesi, l'Europa e i politici attuali con nazisti, repubblichini e fascisti è un'operazione da disperati, da ultima spiaggia, prima andrà che demenziale. Chissà se il filo rosso arriva fino ai prodi Taurini contro Annibale.

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