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Dal cilindro di Fassino soldi alla Cultura

Il sindaco di Torino annuncia in commissione l'integrazione di 580mila euro al bilancio presentato la scorsa settimana da Braccialarghe. Salvi gli istituti di ricerca, i festival indipendenti e giovanili. Ma sul 2012 risparmia 3 milioni

Con una mano toglie e con l’altra dà. Il sindaco di Torino Piero Fassino torna in parte sui suoi passi e “restituisce” alla Cultura 580mila euro in un primo tempo tagliati per far fronte a esigenze di bilancio; e tra i consiglieri scatta la standing ovation. Una vittoria per gli esponenti della stessa maggioranza che nell’ultima commissione si erano ribellati alle sforbiciate imposte dalla giunta comunale. A ieri si trattava di  500mila euro tolti dalla spesa corrente e 3 milioni dal capitolo degli investimenti, che per la verità sono in gran parte contributi a fondo perduto di cui beneficiano le grandi fondazioni. Al termine di un acceso dibattito con l’assessore Maurizio Braccialarghe il presidente della Commissione Luca Cassiani aveva chiesto ufficialmente che ci fosse il sindaco a comunicare sul tema. Così è stato, e Fassino ha estratto il coniglio dal suo cilindro, ovvero i soldi dalle tasche.

 

Dopo un confronto con il Cerbero delle casse comunali Gianguido Passoni, ecco l’accordo: le risorse verranno prelevate dal fondo di riserva istituito dal Bilancio. Problema risolto. L’assessore Braccialarghe resta muto a osservare lo show del primo cittadino. «Grazie a questa iniziativa riusciremo a salvare gli enti di ricerca e le tante manifestazioni indipendenti e giovanili che ogni anno arricchiscono l’offerta culturale della nostra città» afferma Cassiani. Secondo la ripartizione illustrata dal sindaco, i 580mila euro “in più” verranno così suddivisi: 280mila saranno destinati a musei e istituti di ricerca, 170mila per i festival indipendenti, 80mila per quelli giovanili, 50mila per le attività legate alla produzione culturale (piccoli contributi per mostre ed eventi). Tirano un sospiro di sollievo gli organizzatori di kermesse come il View Festival, Club to Club, Share Festival e lo stesso Traffic, ma anche gli eventi giovanili come il Pagella non solo rock, Sottodiciotto o Emersione. Inoltre, questo stanziamento consentirà di mantenere lo stesso finanziamento, previsto negli anni precedenti, al Museo della Montagna, del Risorgimento, musei universitari (Antropologia, Anatomia, Anatomia Criminale Lombroso, Orto Botanico) e garantirà la prosecuzione dell’attività degli Istituti di Ricerca e Cultura torinesi (come Gramsci, Nocentini, Salvemini e Museo della Resistenza) che rischiavano ulteriori ridimensionamenti. Soddisfatto anche il vendoliano Marco Grimaldi perché «per una volta si sia discusso di tutto il perimetro delle iniziative culturali cittadine e non solo grandi eventi». Bravo Fassino, bis.

 

E il bis arriva, quando il sindaco annuncia a sorpresa che dal prossimo anno inizierà un percorso virtuoso per le casse pubbliche di trasferimento delle risorse per la cultura dal capitolo degli investimenti a quello della spesa corrente. Un altro segnale chiaro che l’era di Fiorenzo Alfieri e del "ce n’è per tutti" è ormai tramontata. Sipario.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    13:19 Giovedì 17 Ottobre 2013 foolintherain Non è proprio così

    Non è proprio vero che è tramontata l'era alfieriana del "ce n'è per tutti". Allora ce n'era per qualcuno, adesso pure. Allora come adesso c'erano quelli più uguali, e i più uguali sono sempre gli stessi. E il tirapiedi di turno ti spiegherà che gran parte del loro sfiancante lavoro consiste nel rimediare ai guai combinati dai predecessori, e dice tutto ciò senza mostrare di rendersi conto o di curarsi del fatto che i "predecessori" non erano di colore politico diverso, e anzi in molti casi sono le stesse medesime persone. Sarebbero patetici, se non fossero dannosi.

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