ALTA TENSIONE

No Tav alla marcia su Roma

Sono poco più di un centinaio gli attivisti valsusini del movimento ad aver raggiunto la capitale per la manifestazione dell'antagonismo sociale. Altri sono arrivati dai centri sociali. "Non siamo black bloc", garantiscono i leader respingendo i sospetti

Le bandiere con il treno crociato in rosso sventolano nelle vie della capitale già da ieri, anche se il grosso degli attivisti No Tav hanno raggiunto Roma tra la notte e le prime ore dell’alba. Un pullman, partito intorno alle 22,30 da Bussoleno, ha fatto tappa in diversi paesi della Valsusa. Altri cinque bus sono stati organizzati dai centri sociali e da altre associazioni. In totale, riferiscono fonti del movimento, lo spezzone No Tav della manifestazione odierna sarà composto da un centinaio di valsusini: una buona metà ha viaggiato su mezzi propri. I primi arrivati hanno dormito in tenda a Piazza San Giovanni, in attesa di prendere parte alla sfilata e ai vari sit-in di precari, immigrati, studenti, famiglie sfrattate, No Tav e anti-Muos (il sistema di comunicazioni e radar della Marina Usa  a Niscemi, Caltanissetta), contro la crisi economica, la disoccupazione, i problemi della casa, per “Una sola grande opera: casa e reddito per tutti”. Slogan che, dicono gi oppositori alla Torino-Lione, “spiegano bene anche le ragioni per le quali vi partecipiamo anche noi”. I giornali, lamentano i militanti contrari alla realizzazione del supertreno Italia-Francia, scrivono che “quello di Roma è un corteo No Tav. Non è vero. Si vuol far passare il messaggio 'No Tav uguale Black Bloc'. Non è vero neanche questo”. Promettono che sarà una manifestazione pacifica, ma istituzioni e forze dell’ordine sono in allerta.

 

Si temono appunto infiltrati violenti, anarchici, anti-capitalisti, no-global, esponenti di centri sociali, vandali, provocatori, “esperti in devastazione” da tutta Europa, in arrivo dalla Grecia, dai Paesi nordici e dalla Francia:  proprio ieri cinque black bloc d’Oltralpe, veri professionisti del disordine, sono stati fermati mentre erano impegnati in sopralluoghi in uno dei luoghi che oggi saranno interessati dalla manifestazione, due hanno precedenti per terrorismo.  Non avevano cellulari probabilmente per non essere intercettati dalle forze dell’ordine e sono già stati tutti espulsi.

 

Bloccato inoltre un furgone sospetto con a bordo manganelli, biglie ed estintori. Proprio per questo, le misure di salvaguardia e protezione sono state rafforzate non solo lungo il percorso del corteo ma anche in prossimità di vie, piazze, edifici e obiettivi “sensibili”: si tratta del ministero del Tesoro, di quello dei Trasporti e Infrastrutture, della Banca d’Italia e del Csm. Si teme soprattutto un bis dei gravi disordini di due anni fa, il 15 ottobre 2011 quando i quartieri San Giovanni e Labicano fu messa e ferro e fuoco da 200 persone  vestite di nero, indossando caschi, protezioni e passamontagna che scatenarono una vera guerriglia e devastarono la zona bruciando anche un blindato dei carabinieri, durante il corteo nazionale degli Indignati.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    16:23 Lunedì 21 Ottobre 2013 mork crisi e disoccupazione

    la crisi e la disoccupazione sono un effetto del luddismo e delle tasse spremute a chi lavora per mantenere i cattivi maestri milionari.I più preparati credono nelle strie nei cieli, nei microchip sotto la pelle e nei cerchi di grano. Non vanno a protestare a Fukushima perchè? Eppure in Giappone hanno un treno da 500 km orari,lì l'alta velocità non è un esempio da citare?Mork

  2. avatar-4
    19:00 Domenica 20 Ottobre 2013 estremocentro gli infiltrati

    suggerisco ai notav valsusini (quelli autoctoni) di infiltrarsi tra antagonisti-squatter- neobrigatisti-intelletualnotavisti per capire quale errore stanno compiendo regalando il movimento a questa brutta gente.

  3. avatar-4
    18:20 Sabato 19 Ottobre 2013 silvioviale NO TAV ?

    Mi sembra che al corteo di Roma la TAV Torino-Lione sia l'ultimo dei problemi a conferma della pretestuosità della questione TAV per antagonismi di ogni tipo.

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